giovedì 3 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg25


Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo non possono essere confermate della notizie di cui viene riportata la fonte.
Le informazioni, deduzioni, riflessioni o considerazioni personali saranno espressamente indicate.
Ringrazio tutti i visitatori.

fonte (Adnkronos)

Venezia, 3 feb. Il mistero dei boati che da oltre un mese si odono dalla zona del Passo Fadalto e in Val Lapisina, a cavallo fra le province di Belluno e di Treviso non ha ancora trovato una risposta precisa, ma si stanno affinando le analisi per venirne a capo e gli interventi in relazione agli scenari che potrebbero emergere. Ieri si e' svolto anche un incontro con successivo sopralluogo e sorvolo in elicottero in zona con tecnici, esperti dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Udine e dell'Unita' Operativa di Supporto (UOS) della struttura di Padova dell'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR e della Regione del Veneto.

''Come Regione - ha sottolineato l'assessore all'ambiente Maurizio Conte - stiamo costantemente monitorando l'evento e vogliamo approfondirlo, consapevoli che l'area dell'Alpago e' tra le piu' sismiche del Veneto''. ''Per quanto riguarda il sistema della protezione civile - gli ha fatto eco l'assessore Daniele Stival - i Comuni coinvolti hanno gia' da tempo messo a punto piani per eventuali interventi. Inoltre, dal momento che la zona interessata coinvolge il territorio di due Province, vi sara' anche un coordinamento a livello regionale, in stretto cllegamento con le due amministrazioni provinciali e i comuni interessati''.


Fonte www.oggitreviso.it
Autore Claudia Borsoi

«DOPO IL VERTICE IN REGIONE, RIUNIONE CON LA POPOLAZIONE»
L'annuncio è del sindaco Da Re, pronto a incontrare i vittoriesi con i dati forniti dal CNR


VITTORIO VENETO - Le notizie uscite in queste settimane sono state a volte contrastanti e, in alcuni casi, hanno creato anche inutili allarmismi tra la popolazione. Per questo il consiglio di quartiere, mercoledì scorso, aveva chiesto al sindaco, e poi al Prefetto di Treviso, un incontro pubblico.

L'incontro con la popolazione ci sarà, ma solo dopo il vertice di lunedì 7 in regione. «È nostro dovere avvisare la popolazione - ha sottolineato ieri sera in occasione del vertice in municipio il sindaco Gianantonio Da Re - ma solo dopo lunedì, quando saremo in possesso dei dati forniti dal CNR. Solo allora organizzeremo una riunione con la popolazione. Per ora non c'è alcuna preoccupazione, ma comunque attenzione per un fenomeno che si è già verificato».

Il sindaco ha poi assicurato la presenza sul territorio in modo sinergico degli uomini del Comando di Polizia Locale e dei Vigili del Fuoco fino a quando il fenomeno non rientrerà.

Anche nelle ultime ore la popolazione del Fadalto ha avvertito dei boati, cinque quelli segnalati nella notte tra martedì e mercoledì


Fonte www.oggitreviso.it
Autore Claudia Borsoi

BOATI: NON È QUESTA LA PRIMA VOLTA PER IL FADALTO
Il fenomeno si lega alla natura carsica del territorio. Alcune ipotesi, come quella delle acque sotterranee, perdono quota


VITTORIO VENETO - Non è la prima volta, questa, che in Fadalto si avvertono dei boati, fenomeni localizzati che si legano alla natura carsica del territorio. Lo ha reso noto ieri sera l'ing. Roberto Baglioni, Dirigente Geologo della Regione del Veneto, in occasione del vertice che si è svolto nella sala consigliare del comune.

Presenti tutti i rappresentati locali delle forze dell'ordine, quelli dell'esercito, i Vigili del Fuoco con il comandante provinciale Agatino Carrolo, il delegato del Prefetto di Treviso, l'assessore alla Protezione Civile regionale Stival e quello provinciale Lorenzon, il Presidente della provincia di Belluno, Bottacin, il sindaco di Farra d'Alpago, i dirigenti della Protezione Civile regionale, oltre agli amministratori vittoriesi e ai rappresentanti delle associazioni di Protezione Civile del territorio.

L'incontro, in una prima fase chiuso al pubblico, è stato poi aperto alla stampa e ai numerosi cittadini, in gran parte della Val Lapisina.

«Questa tipologia di fenomeno si è già verificata in almeno un paio di occasioni: tra il dicembre 2000 e il gennaio 2001, e nel dicembre 2003 - ha sottolineato l'ing. Roberto Baglioni -, manifestazioni minori, ma simili nella percezione». Un aspetto, questo, che era stato anticipato anche dal direttore del CRS di Udine, Paolo Comelli.

«Le rete strumentali adesso registrano puntualmente i fenomeni, quindi si tratta di fenomeni che hanno una componente vibrazionale, molto focalizzati e che hanno come prima indicazione del luogo di provenienza un'area posta a sud-est rispetto al Pizzoc. Ne sapremo qualcosa di più fra un paio di giorni» ha aggiunto Baglioni, riferendosi al vertice che lunedì prossimo, 7 febbraio, si terrà in regione: solo in quella occasione saranno a disposizione tutti i dati analizzati dal CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

«I boati - ha poi proseguito Baglioni - sono in realtà delle cose che accompagnano questi eventi. Quali siano le cause, ci sono diverse ipotesi, alcune perdono quota, altre diventano più probabili».

Tra le cause che nelle ultime ore hanno perso quota c'è proprio quella che si era accreditata nei giorni scorsi: che i boati fossero legati ai flussi d'acqua sotterranei. Questa ipotesi sembrerebbe oggi meno probabile perchè i primi boati sono stati avvertiti a ottobre, mentre il maltempo si è abbattuto sull'area solo a Ognissanti.

Ci sono però altre ipotesi che oggi vengono tenute in considerazione dagli esperti regionali. La prima è quella degli assestamenti di grandi masse che potrebbero generare questo tipo di emissioni, ipotesi che ieri è stata oggetto del sopralluogo con elicottero sulla zona del Fadalto. Un'altra ipotesi avanzata sarebbe quella che i boati non siano altro che gli effetti di variazione di frizione delle rocce superficiali legati a spostamenti tettonici.

«Tutte queste ipotesi dovranno essere vagliate e ci vorrà tempo. Abbiamo comunque la certezza che si tratti di un fenomeno localizzato e superficiale» ha ammesso l'ing. Baglioni.

Ieri con il sopralluogo in elicottero da parte dei tecnici della Regione non sono state avvistate nè frane nè faglie, ma altre indagini saranno condotte nelle prossime ore.