martedì 19 gennaio 2010

La teoria Bendandiana

Molti di voi credo conoscano, almeno per sentito dire, Raffaele Bendandi, autodidatta di Faenza.
Bendandi era uno studioso di terremoti e le sue teorie si basavano sulle attrazioni planetarie.
Sosteneva che il terremoto non ha un'origine geologica pur avvenendo sotto terra.
A suo avviso il terremoto ha invece origine cosmica in quanto, stando ai suoi studi, viene generato dall'interazione dei pianeti.

(E' facile reperire informazioni in internet per approfondire le conoscenze su Raffaele Bendandi e sulle sue teorie.)

Una parte della teoria viene riconosciuta valida visto che anche a detta dei tecnici INGV esiste una realtà nell'interazione di tipo gravitativo tra la luna e gli altri astri e la terra. Esattamente come accade per le maree anche la crosta terrestre viene solleccitata dalle forze gravitazionali.

Anche Giuliani, diventato famoso per gli esperimenti sul radon e sull’ipotetica previsione del terribile Terremoto de L’Aquila del 06 aprile 2009, sostiene che la luna e il sole potrebbero interferire per gravitazione coi terremoti.

Spunti per approfondire la ricerca
Si rende necessario come in tutte gli studi di nuove teorie una nuova forma di monitoraggio.
Come base di partenza potrebbe essere interessante monitorare, grazie ad un software astronomico, la correlazione tra eventi sismici significativi e posizione di luna e altri pianeti.
Si tratterebbe pertanto al momento di un nuovo sisma rilevante (e già qui bisognerebbe cercare di fare chiarezza, di dare una definizione di “rilevante”) svolgere una verifica della posizione della luna e di eventuali allineamenti di pianeti.
Sarà opportuno, di volta in volta, effettuare un salvataggio delle ricerche e dopo un ciclo di verifiche cercare di capire se c'è qualche primo risultato visibile (ripetizione di allineamenti o disposizione delle masse planetarie).
Ciò che salta agli occhi immediatamente è che tale monitoraggio dovrebbe proseguire in maniera attenta e continuativa per un lungo periodo di tempo per poter avere delle osservazioni confrontabili.
Inoltre la ricerca del software adatto è forse il passaggio iniziale più delicato in quanto è necessario un buon motore di ricerca per la posizione degli astri.