Visualizzazione dei post in ordine di data per la query fadalto. Ordina per pertinenza Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di data per la query fadalto. Ordina per pertinenza Mostra tutti i post

giovedì 31 agosto 2023

Lievi eventi sismici in Veneto - agosto 2023

Il mese di agosto volge oramai al termine e nel territorio regionale del Veneto sono da segnalare alcuni lievi eventi sismici.

Come si può vedere dalla lista tutti i terremoti registrati sono di bassa magnitudo e spesso non percepiti dalla popolazione, ma solo dalla strumentazione. 

Gli eventi si sono registrati principalmente nel vicentino e nella zona di Vittorio Veneto tra le province di Treviso e Belluno e nelle vicinanze dell'Alpago e del Fadalto.



domenica 13 gennaio 2019

Lieve terremoto in Veneto, nel Bellunese.

Nella giornata di oggi 13 gennaio 2019, si è registrato un lieve terremoto di magnitudo ML 2.3 è avvenuto nella zona di Soverzene (BL)., alle ore 08:33:07 (UTC) - 09:33:07 ora italiana, con coordinate geografiche (lat, lon) 46.23, 12.36 ad una profondità di 9 km.


Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma.
Come si può vedere dalla mappa che individua il terremoto e indica il risentimento sismico tra la popolazione, data la magnitudo contenuta gran parte della popolazione non ha avvertito la scossa.
Solo in ambito locale qualcuno ha avvertito un rumore sordo e secco definito come "botto".
Questo ha fatto tornare alla mente anche i boati del Fadalto (link) registrati per lunghi mesi nel 2011 in un'area più a sud di questa che invece si trova nelle vicinanze del Vajont.
Qualche studioso ha dichiarato che il terremoto potrebbe essere stato generato dal collasso di una grande grotta in profondità.

Non si registrano danni a cose e persone.

venerdì 2 giugno 2017

Boati in Cadore (Veneto) Aggiornamento da parte dell'OGS-CRS

A inizio aprile 2017 si erano manifestati nella zona del Cadore (Belluno) alcuni strani boati, per molti aspetti simili a quelli percepiti e studiati a lungo nella zona del Fadalto a nord di Vittorio Veneto (Treviso).


Di seguito trovate i link agli articoli di approfondimento.

Anche in questo caso l'OGS-CRS Centro Ricerche Sismologiche di Udine è stato chiamato a studiare ed indagare su questo fenomeno a seguito della nuova serie di boati.

Nella giornata odierna lo stesso ente ha emesso un comunicato stampa che dopo quasi due mesi di monitoraggio conferma l'assenza di ulteriori fenomeni nella zona. 
Di seguito il comunicato ufficiale da parte dell'OGS CRS.


A seguito di segnalazioni di boati percepiti in Cadore, il 5 aprile scorso avevamo installato a Calalzo due sismometri per seguire l'eventuale ripetersi dei fenomeni. 
Da allora, però, non sono più giunte segnalazioni di boati e pertanto, dopo quasi due mesi, abbiamo rimosso la strumentazione e concluso la campagna di misure. Il nostro sito per segnalazioni di fenomeni acustici anomali resta invece attivo http://www.crs.inogs.it/rumblo
Rimaniamo a disposizione delle autorità per nuovi interventi se il fenomeno dovesse riprendere.

Un tecnico dell'OGS CRS al lavoro a Calalzo

martedì 4 aprile 2017

Boati in Cadore. Informazioni e considerazioni.


Come già accaduto in passato nel 2011/2012 nella zona del Fadalto, a nord di Vittorio Veneto (TV), e più recentemente a Miane (TV) nel 2016, nel territorio regionale Veneto si stanno registrando dei fenomeni denominati boati o brontidi nella zona del Cadore in provincia di Belluno.

Una vista del Cadore nel Bellunese

Il mio personale interesse per questi fenomeni è legato all'eventuale correlazione con eventi sismici. E' doveroso sottolineare quell'eventuale sopra riportato, in quanto, ad oggi nel territorio Veneto, non si è riscontrata alcuna correlazione con attività sismica.
Nel precedente caso del Fadalto, e analogamente per Miane, i rilievi, i monitoraggi, gli approfondimenti e gli studi fatti dai vari Enti ed organismi di ricerca, le cause furono attribuite a microfratture agevolate dalla presenza dell'acqua o a forte pressione che provocano un forte rumore e una forte vibrazione, escludendo appunto che gli stessi boati fossero anticipazioni di eventi sismici o correlati all'attività sismica locale.

Una ripresa aerea del Fadalto e di una frana

Sicuramente la nuova zona dove si sono registrati i boati, risulta morfologicamente e geologicamente differente, seppur si possano riscontrare alcune caratteristiche in comune.
Sono allora ipotizzabili cause simili al Fadalto, anche in occasione dei boati in Cadore
Va innanzitutto evidenziato che sul territorio regionale si sta registrando un lungo periodo di assenza di precipitazioni, con un conseguente periodo di siccità. 
In secondo luogo  va osservato che i boati si sono manifestati in periodi caratterizzati da grandi precipitazioni o grandi siccità. Da tali osservazioni nasce una riflessione e considerazione esclusivamente personale, la quale non ha alcuna pretesa dal punto di vista tecnico scientifico.

Se in passato la presenza di masse d'acqua nel sottosuolo hanno provocato forti rumori e vibrazioni per la loro pressione o per il loro spostamento, è ipotizzabile che in periodi di carenza idrica vi siano masse d'acqua presenti in sacche o anfratti del sottosuolo che si mettono in movimento creando situazioni analoghe a quelle già registrate in Fadalto?

Per avere informazioni precise, sarà ovviamente, opportuno attendere le rilevazioni e gli approfondimenti dei tecnici e degli enti di ricerca incaricati, in modo da dare risposta a tali fenomeni, che per la loro particolarità destano preoccupazione nella popolazione.



Di seguito riporto alcuni articoli tratti dalla stampa locale dei giorni scorsi.

Fonte: Corriere delle Alpi
Boati notturni scuotono il Cadore
spavento tra la popolazione tra Domegge e Tai per una serie di boati avvertiti negli ultimi giorni

CALALZO. Botti notturni in Centro Cadore. Paura e preoccupazione, tra Domegge e Tai per una serie di boati che sono stati avvertiti negli ultimi quattro o cinque giorni. Sabato sera il primo verso le 22 e il secondo un’ora dopo. Non se ne conosce l’origine e, al momento, si possono fare soltanto delle ipotesi. Né sono state ancora presentate denunce contro ignoti, in maniera da mettere in moto i carabinieri.
Il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo li ha sentiti personalmente e sta cercando di capirci qualcosa: «Non nego di essermi anche spaventato, perché l’altra sera stavo guardando un programma televisivo, quando ho sento questi due colpi molto forti. Ho pensato al passaggio di aerei supersonici, ma non è possibile che capiti tutte le sere e mai di giorno».
I bambini potranno aver pensato agli starnuti di un mostro, che da poco ha trovato casa nel lago di Centro Cadore, più probabile che qualcuno si stia divertendo a provocare delle esplosioni, ad esempio con il carburo: «Ho presente questo fenomeno, anche perché a Sappada festeggiano ancora così i matrimoni, ma credo che ci vorrebbe un quantitativo notevole di questa sostanza per provocare dei botti così violenti e che si sentono in tutto il territorio dei quattro Comuni della zona».
In giornata qualche altro accertamento, dopo di che diventerà naturale rivolgersi alle forze di polizia per un’indagine più approfondita: «Sentirò anche i miei colleghi, per avere qualche certezza in più, ma è chiaro che bisognerà sentire anche cosa ne pensano i militari. Non so dove si potrebbe cercare, però». (g.s.)

Fonte: TeleBelluno
Boati in Cadore, la Regione chiama l’Istituto di geofisica di Trieste
Il presidente dell’Unione Montana De Carlo: “Episodi ripetuti”. L’assessore regionale alla Protezione Civile Bottacin: “Abbiamo interessato l’Istituto di Oceanografia e Geofisica sperimentale di Trieste con il quale è convenzionata la Regione”.

Servizio di TeleBelluno

lunedì 5 settembre 2016

MIANE - Dal Fadalto a Miane: a distanza di cinque tornano i boati.

A Miane, in particolare in via Roma, da tempo si percepiscono misteriosi rumori che appaiono come un brontolio del temporale accompagnato da vibrazioni degli edifici e dei suppellettili, come ad esempio il tintinnare dei bicchieri. 


Chi ha percepito questi boati sostiene che tali rumori si sentono saltuariamente da anni, ma negli ultimi mesi il fenomeno si è intensificato, seppur a fasi alterne, arrivando a contarne anche una decina al giorno.

Tecnicamente, il suono percepito si chiama brontide ed è simile al rumore di un tuono sentito in lontananza. Per vicinanza e caratteristiche, il fenomeno è molto simile a quello che riguardò il Fadalto nel 2011, che alcuni esperti stabilirono fosse dovuto al passaggio dell’acqua attraverso la faglia carsica dopo le abbondanti piogge del 2010.




L'amministrazione comunale ha interpellato i geologi dell'OGS di Trieste i quali sono arrivati a Miane e che hanno avuto l'occasione di sentire questi boati. I tecnici, come fatto in passato nella zona del Fadalto, hanno installato un sismografo e un accelerometro per monitorare il fenomeno.
I sismografi nei giorni scorsi non hanno rilevato terremoti a Miane, pertanto resta da capire se questi rumori possano essere correlati alla presenza di una falda sotterranea. 


Anche se allo stato attuale non si sono registrati terremoti, nemmeno di lieve entità, che possano essere ricondotti o correlati ai boati di Miane, e considerato che questi non paiono annunciare terremoti, è bene ricordare che da Longhere di Vittorio Veneto fino a Valdobbiadene, passando proprio per Miane e via Roma, corre la faglia della Valcalda, che raggiunge una profondità di circa otto chilometri: la faglia è attiva e rappresenta un vero pericolo per tutta la Vallata del Soligo.

La vallata di Miane in una cartolina storica

Il sistema di faglie attorno alla zona di Miane e della pedemontana trevigiana

lunedì 19 ottobre 2015

Un nuovo movimento per la frana del Fadalto a Vittorio Veneto - ottobre 2015

Nella giornata di ieri un forte boato è stato avvertito ed ha preoccupato la popolazione della zona del Fadalto
Nel blog abbiamo parlato più volte di quest'area nelle vicinanze della cittadina di Vittorio Veneto, per una lunga sequenza di boati avvenuta qualche anno fa e successivamente, per la frana del Fadalto.
Proprio ieri, quest'ultima sembra essersi rimessa in movimento, proprio dopo il forte boato avvertito nella zona.




VITTORIO VENETO. Si è rimessa in movimento la grande frana del Fadalto, che per mesi non aveva dato segni di vita, tant’è che nel luglio scorso i Comuni di Vittorio Veneto e Farra d’Alpago avevano dichiarato il “cessato pericolo”. Ieri, alle 15, un tuono e sono cadute alcune decine di metri cubi di roccia, sassi e terra. Si sono depositati a valle, sulla massa staccatasi l’anno scorso, in luglio. ....Le prime case si trovano ad oltre 150 metri, quindi non vi è pericolo immediato per le persone, ma è stato riattivato, all’inizio dell’estate, il sentiero Cai che transita vicino alla frana, per cui torna il consiglio delle autorità comunali di Vittorio Veneto e Farra a tenersi lontani, soprattutto in questo periodo di piogge.L’altro giorno, a seguito di una precipitazione abbondante, una frana del tutto nuova era scesa a valle in località Fadalto Basso, lungo uno dei 6 valloni che scendono dalla montagna, percorsi da masse instabili. Secondo il geologo Luca Salti, che ha percorso più volte il versante della frana storica del Fadalto, ci sono ancora pareti instabili, peraltro di dimensione limitata, che potrebbero scendere sollecitate dalle precipitazioni. «E’ vero, fino a che non compare la nuda roccia, gli smottamenti continueranno, ma non basta saperlo – afferma l’ex assessore ai lavori pubblici, Bruno Fasan - è necessario che, da una parte, i controlli siano ripetuti, da parte almeno della protezione civile, e dall’altra che, dove è possibili, si effettuino disgaggi per la pulizia di questi versanti». In prefettura, a Treviso, è stato costituito un gruppo di pronto intervento con la Regione, la Provincia, il Comune di Vittorio Veneto, la Protezione civile, il Genio civile, le Ferrovie, l’Anas, la Società Autostrade e l’Enel, tutti enti che operando nel territorio potrebbero avere dei problemi da eventuali cadute.
Fonte: La Tribuna di Treviso
Link all'articolo completo 
Dalla verifica dei maggiori database sismici si escludono nella zona fenomeni ed eventi sismici, anche di lieve entità.

lunedì 11 maggio 2015

Boati nella pedemontana trevigiana 11 maggio 2015

Da circa un'ora sono arrivate alcune segnalazioni di forti boati avvertiti lungo la pedemontana trevigiana dalla zona di Vittorio Veneto fino alla zona di Asolo, in alcuni casi accompagnati anche da lievi vibrazioni.

Subito il pensiero è andato ai boati del Fadalto di cui trovate diversa documentazione nel blog con oltre 60 aggiornamenti.

Fonte La Tribuna di Treviso (11.05.2015
Un forte boato, come un'esplosione, senza fumo nè altri effetti se non quello di risuonare forte e terribile in tutta l'area tra Vittorio Veneto e Pieve di Soligo facendo anche tremare - a detta di alcuni abitanti - finestre e arredi nelle case. Tutto è avvenuto verso le 11 del mattino, ridestando nei residenti l'incubo degli inspiegabili "boati del Fadalto" e delle possibili conseguenze per la stabilità dei terreni di tutta la zona recentemente considerati area a rischio dalla Regione Veneto.
Non è ancora chiara la natura del suono, che ha causato allarme tra i residenti della zona che l'estate scorsa hanno convissuto a lungo con il continuo avanzare della frana del Fadalto. Sono tornati i boati? Oppure si è trattato di un aereo che superava la barriera del suono?

Di seguito alcune foto della frana del Fadalto di luglio 2014






Dalla verifica dei maggiori database sismici si escludono fenomeni ed eventi sismici anche di lieve entità.
Seguiremo l'evoluzione di questo fenomeno.


Aggiornamento fonte Il Gazzettino di Belluno
BELLUNO - Paura questa mattina in Valbelluna. Poco prima delle 10 tra Mel e Sedico due forti botti hanno squarciato la valle del Piave mettendo in allarme migliaia di persone. I trementi colpi hanno spinto il personale docente delle elementari della zona di Mel e Sedico a far evacuare centinaia di studenti dalle aule temendo che i botti potessero essere attribuiti a scosse di terremoto.
Tante le telefonate al centralino 115 dei vigili del fuoco di Belluno. Ancora ignote le cause. Il passaggio lungo la valle del Piave di alcuni aerei militari però potrebbe far pensare a sorvoli ad alta velocità degli apparecchi che potrebbero aver rotto il "muro del suono".

Inizia a delinearsi la situazione che vede numerosissime segnalazione lungo tutto l'arco pedemontano trevigiano a partire dai Colli Asolani fino al Cansiglio, ma anche da varie località di pianura. Risulta infatti molto vasta l'area in cui sono stati avvertiti i boati che dalle testimonianze sembrano essere più di uno.

Aggiornamento ore 16.30 Fonte OGS Centro Ricerche Sismologiche
Questa mattina intorno alle 10 (ora locale) una serie di boati ha allarmato la zona tra Treviso e Belluno. La nostra rete ha rilevato tre segnali ben distinti associabili al fenomeno (ore 9:48, 9:53 e 9:58 locali) solo sulla stazione di Col Varnada (VARN), mentre alle altre stazioni installate in zona - ED06 (Edison-Collalto), Montello, Cima Grappa e Vittorio Veneto (Liceo Flaminio) - non abbiamo registrato nulla di pariticolarmente rilevante. Allo stato attuale possiamo ipotizzare che il fenomeni sia di origine acustica, probabilmente aerei in Val Belluna.


Aggiornamento ore 16.30 Fonte OggiTreviso
Giallo risolto. Dopo aver interpellato la base americana di Aviano ci è arrivata ora la conferma: si è trattato di "bang sonico" causato in maniera involontaria da un aereo che ha superato la barriera del suono. "E' stato un velivolo del 31esimo Fighter Wing - spiega il Tenente Colonello Giorgio Albani, di stanza alla base di Aviano - durante una manovra di sorvolo autorizzata".

lunedì 21 luglio 2014

Aggiornamento Frana in Fadalto

La frana del Fadalto alle spalle del paese
Nella zona del Fadalto si torna a parlare di boati ma questa volta nessun mistero. I rumori sinistri che si sentono nella vallata sono legati al movimento franoso in atto dallo scorso 16 luglio. 
La popolazione vive momenti di preoccupazione a causa di questi rumori, dei continui movimenti che si registrano e a causa delle nuove precipitazioni che potrebbero colpire la zona a partire da oggi e che potrebbero aggravare la situazione. 
Nella serata di sabato, poco dopo le 23, i residenti sono stati svegliati da improvvisi boati. Era il rumore sinistro dei pezzi di parete che scendevano a valle, da 100 metri circa a 600. Tonfo che ha diffuso la sua eco in tutta la valle. I residenti hanno chiamato allarmati a carabinieri e ai vigili del fuoco. 
I massi più grossi ed in bilico della frana sono già caduti verso valle e la frana stessa non desta particolari preoccupazioni vista la distanza dalle abitazioni e dalle principali arterie stradali.
Una ricognizione è stata effettuata anche lungo la pista forestale verso Govel, con la jeep dei pompieri. «Piovono sassi, com’era previsto, ma non c’è alcun pericolo per le abitazioni, sono lontane e comunque protette da un colle» hanno assicurato.
La situazione rimane sotto costante monitoraggio dai diversi enti nonché dal sindaco di Farra d'Alpago e dall'amministrazione di Vittorio Veneto.
Mobilitata anche la protezione civile regionale, su indicazione del presidente Luca Zaia, affinché monitori costantemente tutti i versanti della Val Lapisina, dove sono presenti ben 6 movimenti franosi.

mercoledì 16 luglio 2014

Frana in Fadalto 16 luglio 2014

Oggi nel territorio del Fadalto, a cavallo tra i comuni di Vittorio Veneto e Farra D'Alpago si è verificata una frana di considerevoli dimensioni.


La frana ha un fronte di 200 metri ed è scivolata per oltre 400 metri danneggiando il sentiero CAI 949. La frana si è fermata a 150 metri dalla strada sterrata che porta alla caserma Casera Lastrone mentre la Strada Statale 51 Alemagna dista circa un chilometro dal luogo del crollo.

La frana, costituita da ghiaione e terreno boscoso, slittando per centinaia di metri, ha sradicato alberi senza coinvolgere abitazioni e persone.
Sul posto i Vigili del Fuoco hanno ispezionato il sito e la zona grazie anche al sorvolo di un elicottero decollato da Venezia, verificando l'assestamento della frana dopo il movimento.

Alcune immagini riprese dall'elicottero dei Vigili del Fuoco


lunedì 4 marzo 2013

Boati in Fadalto - agg 066

FARRA D’ALPAGO, Belluno — I boati in Alpago e le scosse nella zona del Fadalto sono proseguiti in questi mesi, anche se con minore intensità. Gli esperti hanno infatti continuato il monitoraggio e presto porteranno sulle montagne della zona una nuova stazione di rilevamento.
La nuova stazione di rilevamento sarà posizionata in provincia di Treviso più precisamente nella Val Lapisina, al confine con l’Alpago e la provincia di Belluno.
L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) intende infatti accertare se le precipitazioni degli ultimi tempi potranno avere conseguenze nei prossimi mesi sul sottosuolo, ma soprattutto continuare il monitoraggio del territorio veneto che continua ad essere caratterizzato da scosse sismiche.
Durante il 2012 l’Ogs ha infatti tenuto sempre sotto controllo la zona di Fadalto e Alpago, sul confine tra la Val Belluna e la Val Lapisinia a causa degli strani fenomeni uditivi i cosiddetti “boati dell’Alpago”. L’istituto ha registrato ben 30 terremoti nel primo semestre: una media di cinque terremoti al mese con magnitudo tra gli 0,4 ed i 2,7 gradi e quindi non percepiti dalla popolazione.

martedì 5 febbraio 2013

Boato e tremore a Bassano del Grappa (VI)


Grazie agli amici del forum MeteoTriveneto sono emerse alcune segnalazioni di anomlie apparentemente sismiche che riporto di seguito.

Il giorno 3 febbraio 2013 alle ore 4.40-4.50 nella zona di Bassano del Grappa (VI) più persone si sono svegliate a causa di un botto o boato simile ad un terremoto con sensazione di tremolio della casa per un paio di secondi
E' stata notata una certa agitazione animale: "I cani del vicino hanno ululato, cosa mai successa in piena notte (durante il giorno lo fanno per 3 volte ad orari precisi)"

Di seguito un'altra testimonianza: "Pure io ho sentito rumori strani ma intorno alle 4.30.. prima da fuori tipo un boato e poi lo stesso rumore l'ho sentito dentro casa.. anche mia madre ha sentito qualcosa di strano stanotte! Mi era successa una cosa del genere anche quest'estate, li però ero sicuro al 100% di aver sentito muovere il letto come se ci fosse un terremoto e anche un'altro utente del forum ricordo avesse scritto che lui e la sua fidanzata erano stati svegliati da strani rumori quella notte alla stessa ora."

Verifiche ed analisi effettuate
Dalle verifiche effettuate nei database principali e secondari di INGV non risulta attività sismica, nemmeno eventi di magnitudo inferiore a 2. Nemmeno il CRS di Udine segnala nulla.
Potrebbe trattarsi di microsismicità locale ma strano che non venga rilevato in nessun modo a livello strumentale.
Per la notte in questione non si segnalano particolari fenomeni metereologici ad eccezzione di alcune raffiche di vento anche se localizzate più a nord.
Si tende ad escludere anche la possibilità si trattasse di veivoli in manovra in quanto il rumore non era meccanico, di motori, di rotori o di bang supersonici.

Nel passato a medio e lungo periodo si ricordano anomalie simili. In particolare tanti anni fa è stato avvertito un rumore simile ad Asiago durante il giorno. Si disse che fosse stato un gran pezzo di roccia nel sottosuolo che si era rotta.
A qualcuno tornano alla mente anche i "boati del Grappa" che sembrano sentirsi 5-6 volte all'anno, mentre si ricordano i recenti boati del Fadalto, ampiamente discussi e documentati anche in questo blog, famosi per la durata e per le forze umane e strumentali messe in campo per le analisi e le verifiche effettuate al fine di trovarne la causa.

Si stanno effettuando anche altre verifiche ma nel caso aveste percepito qualcosa nella data e all'orario indicato potete segnalarlo usando i commenti al post.

lunedì 7 gennaio 2013

Ancora sui boati a Vittorio Veneto ed in Fadalto - agg 065

Nel mese di dicembre sono comparsi nella stampa locale alcuni articoli su un boato occorso il 5 dicembre 2012 nella zona di Vittorio Veneto e del Fadalto di cui riporto fonte, testo e link. Ancora non si è chiarita la causa di tale boato.

Fonte Radio Veneto Uno

05/12/2012
Ancora sconosciute le cause della deflagrazione
MISTERIOSA ESPLOSIONE RISVEGLIA VITTORIO VENETO
Un forte boato udito poco dopo l'una di notte nella cittadina

VITTORIO VENETO - Un boato nella notte risveglia gli abitanti di Vittorio Veneto. Nei dintorni della cittadina poco prima dell'una di notte diverse persone avrebbero udito distintamente una forte esplosione. L'origine della deflagrazione è, al momento, ancora misteriosa e non risultano segnalazioni ai vigili del fuoco e alla Prealpi Soccorso.


Fonte OggiTreviso
data 05.12.2012
Non un terremoto, incerta anche l'ipotesi meteoriti
Ancora mistero sull'origine del boato avvertito da molti vittoriesi a mezzanotte e mezza di mercoledì
VITTORIO VENETO - Nessun terremoto, poco plausibile anche l'ipotesi di uno sciame di meteoriti entrate nell'atmosfera, probabile l'altra ipotesi, di un aereo che abbia superato la barriera del suono.
Nella mattinata i centralini delle forze dell'ordine sono stati presi d'assalto da tanta gente alla ricerca di una spiegazione di quel boato sordo, come di un fuoco di artificio ma più potente tanto da aver fatto tremare i vetri. Difficile dare una risposta. Ai vigili del fuoco, come pure ai carabinieri, esercito, polizia locale non risulta nulla. Eppure quel boato c'è stato.
Di terremoto non si tratterebbe. I sismografi non hanno registrato alcun evento sismico, ma solo un leggero segno sul tracciato della stazione di rilevamento del Col Varnada, a ovest del Col Visentin. "Nessuna registrazione di terremoti - precisa Pier Luigi Bragato del CRS di Udine - solo una registrazione non sismica alle 24,35 che potrebbe essere la traccia di quel boato". Un simile evento è capitato martedì intorno alle 19,30 nel Friuli alto, al confine con l'Austria, anche in questo caso solo un boato e nessun terremoto.
Difficile secondo Silvano Tocchet, presidente degli Astrofili di Vittorio Veneto, che possa trattarsi del rumore provacato dall'impatto di uno sciame di meteoriti con l'atmosfera: "Il rumore era secco, si sarebbe dovuto propagare in un modo diverso come accade per un tuono".
Rimane dunque un'altra ipotesi: un bang sonico. E i cieli vittoriesi, in effetti, sono un frequentato corridoio di aerei, militari e civili.

Fonte OggiTreviso

data 06.12.2012
Boato, escluso anche il bang sonico
Rimane un mistero l'origine del rumore avvertito mercoledì notte a Vittorio Veneto
VITTORIO VENETO - «Non ci sono state attività volative dei nostri aerei a quell'ora»: è il Comando dell'Aeronautica Militare con sede in Friuli Venezia Giulia, e competente anche per lo spazio aereo sopra Vittorio Veneto, a eliminare l'ultima ipotesi avanzata sull'origine del boato avvertito intorno alla mezzanotte e mezza di mercoledì.
Dunque nessun bang sonico avrebbe generato quel boato, nessun aereo militare ha in quell'ora sorvolato il cielo di Vittorio Veneto e superato la barriera del suono.
Ad oggi, esclusa la connessione con un terremoto e la poca probabilità di uno sciame meteoritico, quel boato avvertito da molti rimane dunque un bel mistero.

data 05.12.2012
Misterioso e forte boato sveglia i vittoriesi nel cuore della notte
Una forte esplosione è stata sentita, nella notte tra martedì e mercoledì, dai cittadini di Vittorio Veneto. Sconosciute le cause ma non si esclude una pioggia di meteoriti.
Un misterioso boato, stanotte, ha fatto sobbalzare i vittoriesi nei loro letti, interrompendo bruscamente il loro sonno.
Poco prima dell'una una forte esplosione è stata sentita chiaramente dal Fadalto a San Giacomo, ma nessuno sa quale sia stata l'origine.
Ai vigili del fuoco e alla Prealpi Soccorso non sono pervenute segnalazioni, né l'Ingv ha registrato scosse telluriche, ma sui social network post e tweet si sono sprecati.
Varie le ipotesi: un aereo potrebbe aver infranto la barriera del suono, potrebbe trattarsi di un altro dei misteriosi boati del Fadalto. Oppure la causa potrebbe essere riconducibile a uno sciame di meteoriti entrato nell'atmosfera, come successo a Novara il mese scorso.

lunedì 11 giugno 2012

Eventi sismici Veneto e Friuli Venezia Giulia + Boati Fadalto agg 64



VITTORIO VENETO – “Questo è un vero terremoto. Nulla a che vedere fontcon i boati del Fadalto di un anno fa. E’ quello di maggiore magnitudo degli ultimi anni. Ed è normale che si porti appresso uno sciame, per cui avremo anche delle repliche”. A parlare è Pierluigi Bragato, esperto del Centro ricerche sismiche di Udine, che più di ogni altro studia il territorio della Pedemontana Vittoriese e dell’Alpago.
Questo terremoto è collegabile in qualche misura con quello dell’Emilia?
“No, anche se entrambi fanno parte della placca adriatica, che parte dalle Alpi e arriva all’Appennino. Quest’area, però, si è sempre distinta per sommovimenti tellurici autonomi rispetto ad altri”.
I terremoti più disastrosi in zona quando sono stati?
“Nel 1873 e nel 1936. Il primo ha riguardato soprattutto l’Alpago ed è stato di 6.3 gradi. Il secondo ha interessato la nostra Pedemontana e la magnitudo era di 5,9 punti”.
In Veneto dove si registra la massima pericolosità sismica?
“Proprio qui, tra l’alta Provincia di Treviso e la Val Belluna, con l’aggiunta dell’Alpago. Claut è in Valcellina e nel 1996 aveva registrato un terremoto analogo, di 4.3 gradi. Il più forte in zona, negli ultimi anni, non ha superato i 3.6 gradi”.
L’area è stata messa in sicurezza?
“Bisogna chiederlo agli amministratori locali. Voli stessi, comunque, avete scritto recentemente che sono in cantiere interventi di questo tipo all’ospedale cittadino e in alcune scuole”.

lunedì 16 aprile 2012

Boati in Fadalto - agg63

Un nuovo articolo ed un nuovo episodio di boati in Fadalto...
fonte: La Tribuna di Treviso - 13 aprile 2012
Un’altra notte di boati in Fadalto
Scossa di terremoto in Alpago, la terra trema anche nel Vittoriese, per qualche ora torna la paura

VITTORIO VENETO. Un terremoto in Alpago ha risvegliato i boati e la paura in Fadalto. Mercoledì sera diversi residenti della Val Lapisina hanno udito un frastuono accompagnato da vibrazioni. Questa volta, all’ora segnalata dai residenti della valle, poco distante si verificava un terremoto. A registrare scientificamente il tutto i sismografi dell’Istituto oceanografico di Trieste: erano le 20 e 50 di mercoledì quando si è verificata una scossa di magnitudo 1,3 richter sei chilometri a sud ovest di Farra d’Alpago. L’epicentro è poco distante dal borgo fadaltino delle Caloniche, a 10 chilometri di profondità. Gli abitanti della vallata hanno sentito che qualcosa non andava: «Ero al telefono con mia cognata, quando una vibrazione ha interrotto i nostri discorsi, tutto è durato appena un istante. Ho subito ripensato ai boati ma speravo di essermi sbagliata – ha raccontato il giorno dopo un’abitante di Fadalto Basso - Non è l’unico terremoto che si è verificato nelle scorse settimane, speriamo che non succeda niente». L’ultimo terremoto nella fascia prealpina trevigiana è stato appena il 24 marzo scorso, 2,7 gradi di magnitudo a poca distanza da Revine. Tutta la dorsale prealpina trevigiana è una zona ad alto rischio sismico. «Mia moglie era al telefonino con le cuffie eppure ha sentito distintamente il rumore. Tra l’altro a noi sembra di aver percepito chiaramente un altro boato domenica notte, poco prima della mezzanotte» ha testimoniato un altro abitante di Fadalto. Le ricerche dell’Ogs triestino e del centro di ricerche sismologiche di Udine hanno spiegato il fenomeno dei boati lapisini come movimenti dell’acqua di falda nelle viscere carsiche della vallata. In quest’ultimo caso c’era probabilmente di mezzo la piccola scossa tellurica nella conca dell’Alpago.

domenica 1 aprile 2012

Boati in Fadalto - agg62

Aveva certo raccolto l'attenzione dell'opinione pubblica, di enti ed istituzioni il fenomeno dei boati percepiti nella zona del Fadalto a partire dal gennaio 2011, ben più di un anno fa.
La situazione è stata monitorata ed attentamente studiata, ma con il calare degli eventi è diminuita anche l'attenzione da parte dell'opinione pubblica.
In realtà la questione non si può dire conclusa in primo luogo perchè non è mai emersa una causa ed una chiara spiegazione a questo tipo di fenomeno.
In secondo luogo perchè il fenomeno continua a manifestarsi anche se in forma più lieve sia per numero che per intensità dei boati.
Di seguito si riportano alcuni aggiornamenti recenti sulla questione dei Boati in Fadalto.

>> Fonte: Corriere delle Alpi - 24 gennaio 2012
Tornano i boati in Fadalto «Colpa delle piogge autunnali»
I cosiddetti “colpi d’ariete” sono stati registrati dal Centro di ricerche sismiche di Udine L’esperto: «Negli ultimi tempi sono stati numerosi e più intensi, ma non c’è da preoccuparsi»
FARRA D'ALPAGO - Rieccoli, i boati del Fadalto. Nessuno li ha catturati, le stazioni del Centro di ricerche sismiche di Udine sì. Sono avvenuti nei giorni scorsi, a seguito delle piogge abbondanti dell’autunno, ancorché meno pesanti, dal punto di vista delle conseguenze. I colpi d’ariete, come sono stati definiti, si sono materializzati a circa due mesi di distanza, esattamente come un anno fa. Ciò significa che nelle viscere del Fadalto e della Val Lapisina si raccoglie anche l’acqua caduta in provincia di Belluno e soprattutto quella derivante dallo scioglimento delle nevi, che peraltro sono state davvero scarse.
Così, comunque, è avvenuto e in queste ore Gianluigi Bragato, tecnico del “Crs” di Udine, sta tirando le prime conclusioni scientifiche: «I boati, per la verità, sono continuati per tutto l’anno scorso, ma gli ultimi avvertiti dalla popolazione risalgono al mese di maggio 2011. Poi ne sono succeduti in estate e in autunno, ma rari e di minima intensità, rilevati soltanto dai nostri strumenti che, in parte, abbiamo ancora sul posto».
Le reazioni dei giorni scorsi, invece, sono state per intensità e numerosità diverse da quelle precedenti. Gli apparecchi le hanno catturate in misura ben distinta e, guarda caso, fanno seguito alle precipitazioni di due mesi prima. «Come abbiamo detto a suo tempo, non c’è di che preoccuparsi», mette subito le mani avanti Bragato. «Ovvero escludiamo, tanto per essere precisi, scosse di terremoto, nonostante che l’area sia di seconda categoria sismica. Ma è evidente la necessità di proseguire con le analisi, gli approfondimenti».
Il sito interessato dal fenomeno è sempre quello del Fadalto, o meglio delle sue viscere, a più di mezzo chilometro sotto terra. «La zona in cui avvengono questi microsismi è carsica: è piena di “buchi”. I rumori che si sentono, e le scosse che seguono, potrebbero essere causate da microfratture agevolate dalla presenza dell’acqua, o da movimenti di piccole faglie lubrificate dalle precipitazioni, o dai cosiddetti colpi d’ariete: sbalzi di pressione nel sottosuolo che provocano un forte rumore e una forte vibrazione. Sappiamo per certo che esiste una correlazione tra la quantità di pioggia e il verificarsi dei microsismi».
La Protezione civile del Vittoriese, in accordo con quella dell’Alpago, sta intanto preparando un programma di esercitazioni, che si svolgeranno in primavera e che riguarderanno la preparazione ad eventi come il terremoto o come le esondazioni d’acqua.


>> Fonte: Il giornale della Protezione Civile - 24 gennaio 2012


Ancora boati nel Fadalto dopo le piogge autunnali

Bragato (CRS Udine): "Necessario proseguire con analisi e approfondimenti"

Dopo mesi di silenzio, nel Fadalto sono ricominciati i boati, registrati nei giorni scorsi dagli strumenti del Centro di ricerche sismiche di Udine. La colpa, secondo quanto riferisce un articolo pubblicato sul Corriere delle Alpi, è da imputare alle abbondanti piogge autunnali e alle acque che si raccolgono nelle viscere del Fadalto e della Val Lapisina: proprio come un anno fa, a due mesi di distanza dalle piogge riecco i boati.
Boati che in realtà, come ha spiegato Pierluigi Bragato, tecnico del Crs di Udine, "sono continuati per tutto l'anno scorso", anche se gli ultimi avvertiti dalla popolazione risalgono a maggio 2011.
Quella del Fadalto è una zona carsica: "I rumori che si sentono" - ha aggiunto Bragato - "potrebbero essere causati da microfratture agevolate dalla presenza dell'acqua o da movimenti di piccole faglie lubrificate dalle precipitazioni. O ancora, dai cosiddetti 'colpi d'ariete', ossia sbalzi di pressione nel sottosuolo che provocano un forte rumore e una forte vibrazione".
"Non c'è da preoccuparsi" - ha concluso Bragato - "Escludiamo, tanto per essere precisi, scosse di terremoto, nonostante l'area sia di seconda categoria sismica. Ma è evidente la necessità di proseguire con analisi e approfondimenti".
Intanto, per preparasi al meglio ad eventuali terremoti o esondazioni d'acqua, la Protezione Civile locale sta preparando un programma di esercitazioni che si svolgeranno in primavera.


>> Preciso che l'esercitazione prevista per la primavera di quest'anno è stata rinviata al periodo autunnale per problemi logistici ed organizzativi.

>> Fonte: Corriere delle Alpi - 25 marzo 2012
Fadalto, la montagna trema ancora Paura ieri mattina Avvertita una scossa di terremoto di magnitudo 2.7 intorno alle 5.26 nelle vicinanze del Pian de le Femene


BELLUNO. Altre scosse di terremoto in provincia di Belluno. Ancora presa di mira l’area intorno al Fadalto.

L’epicentro è stato individuato a 8 chilometri e 240 metri di profondità, non esattamente sotto Revine, ma a 5 chilometri a nord, quindi nelle viscere della montagna, quella del Pian de le femene.
Erano le 5.26 di ieri quando una scossa di terremoto ha gettato dal letto coloro che dormivano ai piani alti, dal terzo in su.
Il Centro ricerche sismiche di Udine ha calcolato una magnitudine di 2.7 gradi, quasi analoga a quella recente avvertita a Fregona e in Cansiglio.
«Si è trattato di un fenomeno tellurico abitale per la zona, che, come è noto, è considerata di seconda categoria sismica – tranquillizza Gianluigi Bragato, del Crs di Udine, che conosce la zona come le sue tasche, seguendola quasi tutti i giorni fin dai tempi dei boati in Fadalto - La magnitudo, tra l’altro, è così bassa che difficilmente se ne ha percezione, se non sul piano strumentale».
Secondo l’esperienza scientifica maturata anche da Bragato, «la situazione comincia ad essere diversa dai 3 gradi in su, con i botti che si fanno sentire in misura tale da impensierire». Ma solo a ridosso dei 5 gradi matura il rischio di danni.
La paura maggiore l’hanno avuta i residenti di Revine, tanto che il sindaco, Battista Zardet, appena informato dai concittadini che erano stati gettati dal letto dallo strano rumore, ha messo in movimento il suo vice e la Protezione civile.
I volontari hanno visitato borgo dopo borgo, svolgendo una ricognizione puntuale sulle case, soprattutto a quelle vecchie, con i cornicioni a volte precari. «Ma, fortunatamente – è il resoconto del sindaco – non è stato individuato nessun danno. Non è caduta nessuna tegola, tanto meno nessun camino». Questo, infatti, era il timore degli amministratori di Revine.
Da quando, un anno fa, è esploso in al Lapisina il fenomeno dei boati, l’area è stata sottoposta alla massima vigilanza, con una decina di stazioni di rilevamento.
Alcune, nel frattempo, sono state disattivate, ma quelle rimaste consentono alla Protezione civile un controllo del territorio che è fra i più puntuali del Veneto.
E proprio a seguito della vicenda dei boati, i pubblici amministratori si sono posti il problema di garantire l’antisismicità anche alle opere pubbliche che ancora non ce l’hanno.
Qualche mese fa un’altra scossa era stata avvertita ancora in provincia di Belluno e ancora nell’area del Fadalto. Il timore ora è che non riprendano i boati come l’anno scorso.

venerdì 4 novembre 2011

Scossa di terremoto in Fadalto

Avvertita ieri poco dopo le 13,20 dai residenti e confermata dai sismografi


VITTORIO VENETO - Torna a tremare il Fadalto: ieri alle 13,21 i sismografi hanno registrato una scossa di 2,5 gradi Richter, scossa che è stata avvertita anche dai residenti della zona, fino a Fregona.

Erano le 13,21 quando i sismografi del Centro Ricerche Sismologiche di Udine hanno registrato il movimento della terra: l'epicentro a Farra d'Alpago (BL) a 6 km di profondità con una magnitudo di 2,5. L'epicentro dunque a cavallo delle province di Treviso e Belluno sul versante del Cansiglio.

Diverse le testimonianze dei residenti del Fadalto che hanno avvertito la scossa. Solo un anno fa qui venne registrato il fenomeno dei "boati del Fadalto" che per diversi mesi non fece dormire sogni tranquilli ai residenti. Gli esperti, dopo aver monitorato il territorio ed eseguito test, giunsero alla conclusione che il fenomeno fosse correlato alle abbondanti piogge cadute nei mesi precedenti, acqua che, scorrendo nelle cavità carsiche, avrebbero generato i boati, quei rumori sordi avvertiti dagli abitanti della valle.

lunedì 23 maggio 2011

Terremoto e Boati in Fadalto - agg61

STASERA ULTIMO INCONTRO SUI BOATI DEL FADALTO
Appuntamento a Ceneda alle 20. Domenica pomeriggio registrata una scossa di terremoto nei pressi di Longarone

VITTORIO VENETO - E' stata avvertita anche in Fadalto la scossa di terremoto registrata ieri pomeriggio, domenica, alle 15.09, con epicentro nei pressi di Longarone (BL) e di magnitudo 1,5.

Intanto questa sera, lunedì, si conclude il ciclo di incontri promosso dall'amministrazione a seguito dei boati registrati nei mesi scorsi nella Val Lapisina.

Alle 20 nella palestra della scuola Santa Giovanna d'Arco verrà illustrato il piano di Protezione Civile, vie di fuga e cosa fare in caso di un terremoto, ai residenti di Ceneda e Val dei Fiori.

martedì 17 maggio 2011

Terremoto e Boati in Fadalto - agg60

Fadalto: dopo un mese di silenzio tornano i boati

ALPAGO 15 maggio 2011.
Eccoli di nuovo, i temuti boati. Dopo quasi un mese di silenzio, interrotto soltanto da un terremoto di origine tettonica, si rifanno sentire i classici botti che hanno preoccupato la Val Lapisina ed il Fadalto per almeno 6 mesi. Un colpo secco si è fatto sentire a Fadalto Basso alle 10.30 del mattino. La famiglia di Giuseppe Berton, che ha in casa il sismografo dell’Istituto di geofisica di Trieste, che misura le microvibrazioni, è sobbalzata: lui, la moglie, i parenti che erano andati a trovarli. Dal vicinato sono scesi in strada alcuni abitanti per capire che cos’era successo. «E’ stato un boato tra i più forti fra quelli avvertiti fin dall’inizio del fenomeno, ancora l’autunno scorso», ammette Gianni Del Tio, del Comitato Fadalto. Berton ha verificato se l’attrezzatura l’aveva registrato. «Così è accaduto», fa sapere.
Da mesi, ormai, erano rari i “colpi d’ariete”, come li hanno chiamati i tecnici, avvertiti dalla popolazione, oltre che dalla strumentazione.
«L’origine? Pensiamo che sia ancora una volta dovuta alle piogge delle ultime ore, che hanno riempito le cavità carsiche». Altra acqua è attesa per oggi e domani, quindi è probabile che il fenomeno riprenderà. Domani sera le prime risposte scientifiche dagli esperti della protezione civile; è infatti in programma un vertice a San Giacomo di Veglia.

martedì 3 maggio 2011

Terremoto e Boati in Fadalto - agg59

Alpago, gli studiosi: «Boati, rumori dell'acqua»

E' l'ipotesi più accreditata tra gli esperti di Trieste. Nell’incontro di Farra si è fatto il punto sulle microscosse, 400 in tre mesi


FARRA D'ALPAGO.
Di 400 microscosse registrate strumentalmente, dal 26 gennaio al 30 aprile, sono state meno di 20 quelle percepite dall'uomo. E'questo uno dei dati emersi dall'incontro di sabato sera con gli esperti dell'Ogs di Trieste, organizzato dal Gruppo Dolomiti Scienza (Gds) in collaborazione con il Comune di Farra e la Cm dell'Alpago nella palestra comunale del paese. Si è parlato anche dell'ultimo forte boato, avvertito dalla popolazione del Fadalto tra giovedì e venerdì scorsi dopo un certo periodo di "silenzio" e di eventi registrati solo strumentalmente. Per gli esperti non c'è però alcuna relazione, almeno storicamente, tra boati e possibili terremoti.
Hanno uno scarso e non provato fondamento scientifico anche i cosiddetti precursori del terremoto, come l'aumentata concentrazione di gas radon, la presenza di vapore acqueo o un particolare comportamento da parte degli animali.
Il fenomeno dei boati in Val Lapisinia e sul Fadalto è stato analizzato e presentato al pubblico, insieme a un excursus storico e scientifico sui terremoti accaduti anche nel Bellunese, la loro natura e i loro effetti, da Laura Peruzza, Pierluigi Bragato e Alessandro Vuan, tutti dell'Istituto nazionale sperimentale di Geofisica e Oceanografia di Trieste, che da alcuni mesi sta effettuando per conto della Regione i monitoraggi e analizzando i dati raccolti dalla strumentazione.
Oltre a quelli registrati centralmente dai sismografi del Centro di Trieste, che evidenziano distintamente solo le scosse dovute a movimenti tettonici (veri e propri terremoti) e non tanto le microscosse localizzate sul Fadalto, continuano a essere studiati anche quelli registrati dalle 7 stazioni mobili locali installate nella zona della sella del Fadalto, quella dove si concentrano i boati e la loro sorgente.
Dal 4 marzo è in funzione anche un sistema automatico di segnalazione via sms sulla base delle registrazioni sismologiche in tempo reale. «Questo per vedere se c'è corrispondenza tra i fenomeni acustici e fenomeni sismici di profondità», ha spiegato Bragato, «ora verificheremo se i piccoli eventi sono scomparsi o vengono nascosti da altri rumori vicino alla stazione».
Eventi che sembrano concentrarsi più verso le ore serali, ma senza una vera e propria costante in questo senso. A gennaio e febbraio per esempio ne sono stati registrati a ore diverse, con una media da 0 a 3 al giorno. La magnitudo normalmente è inferiore a 1 (i sismi fino a 2.8 della scala Richter non sono generalemnte avvertiti) e il segnale proviene da sorgenti diverse, escludendo così l'ipotesi che sia una attività umana a produrre i boati e soprattutto che tali microscosse siano originate da movimenti tettonici, cioè di profondità, che alludono ai terremoti.
Alessandro Vuan, che all'Ogs si occupa di modelli di studio per i terremoti, ha spiegato l'attività di martellatura geologica svolta il mese scorso dall'Ogs sul Fadalto, spiegando che le energizzazioni fatte con pesanti martelli che cadono dall'alto sul terreno, mostrano una polarizzazione simile tra boato e martello.
Anche in base a questa similitudine le ipotesi più probabili sulla causa dei boati, per gli esperti intervenuti, sono da ricercare nei "colpi d'ariete" provocati da movimenti di acque nel sottosuolo, oppure a una microsismicità dovuta alle rocce sotterranee che si asciugano dopo un periodo di abbondanti piogge provocando una variazione di pressione, un fenomeno noto come pressione di poro dei fluidi.
A illustrare i motivi dell'incontro e l'attività di divulgazione scientifica del Gds (presente anche con un sito internet) è stato il suo presidente Fabiano Nart. Alla serata sono inoltre intervenuti anche il presidente della Provincia, Gianpaolo Bottacin, il sindaco di Farra, Floriano De Pra e il presidente della Cm Alpago, Alberto Peterle.

lunedì 2 maggio 2011

Terremoto e Boati in Fadalto - agg58

fonte: Giornaledellaprotezionecivile.it

Fadalto, ancora boati: ampliata l'area monitorata
Un forte boato giovedì scorso e una scossa sismica il giorno di Pasqua hanno spaventato i residenti. Monitoraggio allargato alla zona pedemontana del Grappa
Vacanze pasquali poco tranquille per gli abitanti della zona del Fadalto: nella tarda serata di giovedì scorso, un forte boatoè stato chiaramente avvertito dalla popolazione, in una zona molto circoscritta, tra la chiesa di Fadalto e i bar e ristoranti della Sella. I residenti, molti dei quali sono scesi in strada per timore, hanno dichiarato trattarsi del boato più forte mai sentito dall'inizio dei fenomeni l'autunno scorso e hanno descritto il rumore come quello di una frana sotterranea, non di un colpo secco ma di una ripetizione di rimbombi. Quanto è accaduto è stato solo parzialmente rilevato dal sensore in casa di Giuseppe Berton, a Fadalto Basso, distante in linea d'aria poco meno di un chilometro e unico rimasto in zona. Dalla sella, infatti, sono già state tolte le attrezzature che verranno dislocate dall'altra parte della provincia. E il giorno di Pasqua è arrivato il terremoto vero e proprio registrato alle 14.14, con epicentro tra Belluno e Feltre, di magnitudo 1.4. Dunque persistono i fenomeni, seppur distinti, dei boati e dei sommovimenti tellurici, anche se con una frequenza ed un'intensità inferiore rispetto ai mesi scorsi.

La Protezione civile regionale ha deciso di trasferire la strumentazione del Centro ricerche sismiche di Udine dalla val Lapisina dall'Alpago verso la pedemontana del Grappa, nell'area di Pederobba, per verificare se anche in quell'area esistano delle problematiche simili. Dagli studi risulta, infatti, che i terremoti siano più numerosi nella zona che va dall'Alpago a Vittorio Veneto e si prolunga, verso Mel, Trichiana, fino a raggiungere la valle del Piave, oltre il monte Cesen. Per gli esperti è interessante verificare se anche su questo versante si ripeta, in corrispondenza di faglie tettoniche, lo stesso fenomeno delle microvibrazioni superficiali e dei relativi boati. Il 3 Maggio si terrà un incontro tra Protezione civile regionale e Comitato intercomunale per stabilire come proseguire il monitoraggio. Nell'area di Fadalto rimangono l'apparecchiatura del Crs in casa di Berton, le stazioni sismografiche dell'Enel e della società Autostrade, nonché quella dello stesso Crs a Caneva, più sofisticata delle altre, in grado di catturare i terremoti profondi.