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mercoledì 2 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg21


Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo non possono essere confermate della notizie di cui viene riportata la fonte.
Le informazioni, deduzioni, riflessioni o considerazioni personali saranno espressamente indicate.
Ringrazio tutti i visitatori.

fonte notizie.virgilio.it

Terremoti/ Boati a Fadalto, riunione tecnica lunedì 7
Vertice con Istituto Geofisica di Udine e Cnr Padova


Alla riunione sono stati invitati il Centro Ricerche Sismologiche dell' Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Udine, l'Unità Operativa di Supporto (UOS) della struttura di Padova dell'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR, il Servizio valutazione del Rischio Sismico della Protezione Civile Nazionale, i presidenti delle Province di Belluno e di Treviso, i sindaci di Vittorio Veneto e di Farra d'Alpago, oltre ai responsabili delle direzioni regionali interessate (Direzione Geologia e Georisorse, Unità di progetto Protezione Civile, Direzione Difesa del Suolo) e alle Prefetture di Belluno e Treviso.

fonte www.oggitreviso.it

TRA I BOATI DEL FADALTO
La gente del posto convive con un fenomeno mai avvertito prima. Alcuni sono tranquilli. Altri pensano che qualcosa debba accadere


VITTORIO VENETO - Io sto col Maschietto. Angelo Maschietto è un astronomo, matematico e geologo del XVI secolo. Mascheitto ha scritto la prima (e quasi unica) toponomastica del Vittoriese. Ha scritto e spiegato perché certi posti si chiamano così. E’ andato alla radice (leggi: etimologia) dei luoghi e ci ha detto che ogni nome e ogni luogo è legato alla sua origine, o storia.

Il Maschietto, sul Fadalto, dice che alcuni riconducono la sua etimologia a “fatto alto” perchè Fadalto potrebbe essersi formato da una frana, dal cedimento del monte Pineto (ai margini del Cansiglio) a causa dello scorrere del fiume Piave in qualche anfratto sotterraneo. Maschietto (per tranquillizzare chi legge) dice pure che a lui quest’etimo pare incerto e che il nome Fadalto deriverebbe da faggio, che è uno degli alberi autoctoni della zona. Per questo io sto col Maschietto. Perché non voglio pensare che Fadalto significhi cedimenti, smottamenti, crolli, e che una parte di Marca potrebbe franare, inghiottire uomini, case e vita. Ed essere una specie di altro Vajont, come qualcuno ha ventilato.

Fadalto e Vajont. L’idea di associare anche lontanamente i due nomi è ovviamente scartata da chi in questi posti ci vive, ci passa.

"Io abito a Longarone, esattamente a Castellavazzo, - dice Giuseppe Settin, classe 1961, che lavorando all’Emisfero di Vittorio Veneto passa ogni giorno per il Fadalto – e credo il Vajont resterà una tragedia unica. Con una causa che è stata sondata e spiegata chiaramente: lì c’era una diga e un invaso che non andavano fatti. L’analogia col Fadalto non esiste”. Secondo Settin il fenomeno dei boati in Fadalto è stato enfatizzato e alcuni residenti ci ridono un po’ su. “A fare rumore – dicono – sono quelli di Farra (una frazione poco distante): gli abitanti di Farra sono soprannominati “Bot”.

Ipotesi terremoto. In questi giorni i sismografi dovrebbero confermare che non c’è un’attività tellurica preoccupante in zona anche se “qualche scossetta – conferma Luigino Puricella del bar Sella – in Fadalto si sente sempre”. “Scossette di assestamento - tranquillizza Attilio Scarpa che vive a Ponte nelle Alpi e che ricorda il terremoto del '76 e la scia di piccoli movimenti tellurici conseguenti.- I boati che si sentono qui, dice l’anziano, sono riconducibili all’acqua, ai movimenti sotterranei: ha piovuto due mesi di seguito e l’acqua fatica a defluire, borbotta…”

Timori e preoccupazione. Ma la preoccupazione per quanto sta accadendo in Fadalto qualcuno la sente. Fatalisticamente, magari, ma la sente. Sulla pelle.

“Il fenomeno preoccupa anche me che vivo ai Frati, a Vittorio Veneto – dice Fabio Nuti, agente di commercio. - Non è normale quello che sta accadendo e sarebbe assurdo abbassare la guardia. Non monitorare costantemente la situazione”.


Fabio Nuti vive ai Frati, Vittorio Veneto

E a credere che “prima o poi” accadrà qualcosa di grave sono due residenti a Fadalto basso: Renzo Baccichet e Martino Mognol. I due parlano del fenomeno dei boati come di qualcosa di nuovo, inedito, pericoloso e strano. Ne parlano, dicono, con cognizione di causa. Un po’ perché in Fadalto loro ci stanno da sempre (e hanno entrambi più di sessant’anni), un po’ perché in Fadalto ci hanno lavorato. Entrambi sono stati impiegati come operai nella costruzione dell’autostrada che bypassa il Fadalto, un po’ svettando verso il cielo con un’interminabile sequela di piloni, un po’ entrando nel ventre della montagna.

Renzo Baccichet di Fadalto Basso

“Il Fadalto – dice Martino Mognol (che non conosce il Maschietto) – è una frana. Le case, i boschi, gli orti stanno tutti su una frana che si è formata chissà quanti millenni fa. Ma che è pur sempre una frana. Una frana che sta tra due montagne che sono pura roccia. Per costruire l’autostrada io mettevo la cariche esplosive. La montagna è stata sventrata con la dinamite. E i boati che sentiamo ora (l’attività è iniziata ad agosto, ma si è fatta più frequente nell’ultimo mese) sembrano l’eco di un’esplosione sotterranea: si tratta di rumori sordi, che vengono dalla profondità della terra.”

Martino Mognol di Fadalto Basso

E come se li spiega? La causa sono le falde d’acqua che cercano una via di scorrimento. L’autostrada, c’è poco da dire, ha snaturato il paesaggio. I piloni che sorreggono il viadotto entrano nelle viscere della terra tanto in profondità quando si innalzano. Per fissarli al suolo, sotto il plinto che li regge alla base, sono stati fissati pali di ferro cementati. Solo che il cemento non è sempre finito nel posto giusto. Io, durante i lavori, ho visto la colata di cemento fuoriuscire in mezzo al lago.

Vuol dire che i piloni dell’autostrada hanno i piedi d’argilla? Voglio dire che si è costruito su una “frana”. Su un territorio e un terreno carsico, caratterizzato da buche creati soprattutto dall’acqua. I lavori per l’autostrada hanno bloccato e deviato l’acqua che ora sta cercando di trovare una via. Può darsi che riesca a scavarsi un alveo più in basso, ma può darsi che trovi roccia o cemento e che salga verso la superficie.

Siete preoccupati? Certo che lo siamo. Ma che possiamo fare? Le nostre case sono qui.

L’ipotesi che i boati avvertiti dalla popolazione in Fadalto (boati che fanno tintinnare i piatti, i bicchieri, vibrare i mobili) sarebbero in effetti collegati a spostamenti d'acque sotterranee è la più plausibile.

A confermarlo, ieri a Venezia, durante un incontro tra le autorità comunali dell'area interessata e la protezione civile regionale, sono stati alcuni ricercatori che hanno collegato gli eventi acustici con spostamenti di masse d'acqua, alterate nel loro volume dalle precipitazioni dell'autunno scorso.


BOATI. ROSSET: «NESSUNA IPOTESI È ANCORA ESCLUSA»
L'assessore alla Sicurezza va cauto sull'ipotesi che si è accreditata nelle ultime ore, ovvero quella delle acque sotterranee


VITTORIO VENETO – «Nessuna ipotesi è esclusa» fa sapere l’assessore alla sicurezza del Comune di Vittorio Veneto Mario Rosset (in foto a lato), che ieri, martedì, si trovava in Regione per un incontro con la Protezione Civile regionale.
«L’incontro di oggi (ieri ndr) – precisa - aveva tutt’altra finalità, ovvero illustrare il piano di protezione civile comunale e le aree individuate per gli interventi, non solo per il Fadalto, ma per l’intero comune. Non abbiamo valutato alcun dato rilevato dai sismografi, perché i tecnici li stanno ancora raccogliendo». Piano comunale di Protezione Civile che la Regione ha classificato tra i migliori del Veneto.

L’assessore Rosset, dunque, non conferma che, in occasione dell’incontro si sia fatta avanti tra le tante ipotesi quella che i boati del Fadalto siano collegati agli spostamenti delle acque sotterranee, così come diramato dall’Ansa nel pomeriggio di ieri.

Un’ipotesi, questa, che era stata sostenuta nelle scorse settimane anche dal geologo vittoriese Antonio Della Libera. Le abbondanti piogge cadute nel corso degli ultimi mesi, sempre secondo questa ipotesi, avrebbero innalzato le falde sotterranee e riempito gli spazi vuoti ricchi d’aria, generando così i boati che da mesi i residenti sentono provenire dal sottosuolo.

«La pioggia – spiega Della Libera (in foto a lato)- quando penetra all’interno di massicci di natura carsica come il Visentin o il Cansiglio innalza la falda, aumentando la quantità d’acqua all’interno e questo può creare secondo me delle dinamiche. Là dove non c’è roccia, c’è aria e quando arriva l’acqua la scaccia via».

Che tipo di indagini si dovrebbero eseguire per capire se la natura dei boati sia proprio questa? «Si possono misurare le oscillazioni della falda, ma questo lo fanno solo gli speleologi, una ricerca finalizzata a questo è difficile da realizzare. Bisognerà un po’ alla volta eliminare tutte le ipotesi che non stanno in piedi e poi si vedrà. Quello che si può dire è che se la causa fosse questa, non sarebbe molto preoccupante. Con la normalizzazione delle falde, gli eventi dovrebbero rientrare e ciò sarebbe un riscontro che sosterrebbe questa ipotesi Sarebbe inoltre interessante capire con una ricerca se in altre zone carsiche questi fenomeni si verificano o si sono verificati».

Questa sera, 2 febbraio, confermato il coordinamento tecnico in Municipio, mentre continuano i contatti tra l’amministrazione e il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Oggi i cieli di Vittorio Veneto saranno sorvolati anche da un elicottero della Protezione Civile che monitorerà dall'alto l'intera Val Lapisina.

lunedì 4 aprile 2011

Terremoto e Boati in Fadalto - agg56

Mentre continua il monitoraggio del territorio è oramai da qualche settimana che non si registrano boati nel fadalto. Negli ultimi giorni si sono però registrate alcuni eventi sismici il più rilevante dei quali è avvenuto alle ore 15:33:41 italiane del giorno 01/Apr/2011 (13:33:41 01/Apr/2011 - UTC) con magnitudo(Ml) 3. Ecco alcuni articoli degli ultimi giorni su boati e terremoti in Fadalto. fonte Corriere delle Alpi

ALLARME TERREMOTO Alpago: «Con un'altra scossa evacuiamo la zona»

Roberto Tonellato (protezione civile regionale) si dice preoccupato degli eventi
FARRA D'ALPAGO. Il giorno dopo la nuova scossa di terremoto avvertita in Alpago, nel Bellunese, la Protezione civile regionale del Veneto conferma che i gradi raggiunti dal sisma, alle 15.33 di venerdì, sono stati 3.«E' un fenomeno che ci preoccupa e se si ripetesse dovremmo prendere immediatamente le necessarie misure» anticipa Roberto Tonellato, coordinatore regionale. Tra queste misure c'è l'evacuazione delle popolazioni interessate.La soglia del terzo grado della scala Richter è quella che fa scattare la Protezione civile in caso di sisma. Ecco perché l'ingegner Tonellato si dice «nient'affatto tranquillo» per quanto accaduto il pomeriggio del primo aprile tra l'Alpago e la Val Lapisina. Un vero e proprio terremoto tettonico - «un evento importante», lo definisce l'esperto - che ha fatto sobbalzare i residenti, numerosi usciti anche di casa.Col timore che in una valle franosa come quella di San Floriano, Nove e Fadalto, i dorsali della montagna possano rimettersi in moto. Attento alle preoccupazioni del presidente della Regione Zaia, e dell'assessore Daniele Stival, Tonellato non ha dubbi nell'affermare che «se si ripeterà una scossa di magnitudo superiore o anche pari a quella dell'altro giorno, la decisione non potrà essere che quella di attivare tutte le misure previste in casi come questi dalla protezione civile».E, pertanto, «anche un provvedimento di evacuazione» dei residenti. Né Zaia né lo stesso Tonellato vogliono correre rischi rispetto alle responsabilità di loro competenza. L'evacuazione che si prospetta è di due modalità: verso la periferia dell'area coinvolta (lo stadio di atletica è destinato ad ospitare una tendopoli, o gli alberghi a ridosso di Vittorio Veneto, se il numero degli sfollati fosse contenuto) o verso il mare, se l'emergenza dovesse coinvolgere parecchie centinaia di persone. In un vertice venerdì sera a Farra, con i sindaci della Conca, il presidente della Provincia ed i dirigenti della Protezione civile si è deciso di convocare il Comitato di coordinamento intercomunale di emergenza, nel caso di una nuova scossa intorno ai 3 gradi, per prendere le misure del caso.L'evacuazione avverrebbe anche in condizioni preventive. Il sindaco di Farra, Floriano De Pra, esclude che l'opzione scatterà se il sommovimento tellurico risulterà della medesima intensità di quello di venerdì, ritenuto ancora basso, «ma se sarà di intensità appena superiore è evidente che ci dovremmo comportare di conseguenza».A preoccupare Tonellato è la sostanziale contemporaneità tra quanto registrato in Alpago, con epicentro sotto il Comune di Chies, e l'evento sismico al largo dell'isola di Creta, di 6º. Alle 15.30 quest'ultimo, 3 minuti dopo il botto fra Trevigiano e Bellunese. «La coincidenza ci fa temere che si tratti di un fenomeno correlato - spiega Tonellato -, tale da riguardare una faglia secondaria rispetto a quella periadritica. Siamo stati in presenza di un accadimento importante che riapre tutta la problematica che ritenevamo in via di conclusione perché il fenomeno di boati e micro vibrazioni sembrava in esaurimento». In zona, insomma, ci si stava rimettendo il cuore in pace. Ma proprio nella notte del 31 marzo si è ripetuta l'associazione boato-microvibrazione e, circa 13 ore più tardi il sisma. «Se i boati non ci allarmano, il terremoto sì, perché da Vittorio Veneto a tutto l'Alpago - ricorda Tonellato - ci troviamo nella seconda categoria di sismicità, il che ci obbliga ad un supplemento di vigilanza».


LA TERRA TREMA ANCORA IN FADALTO

Una scossa di magnitudo 2,4 è stata avvertita dalla gente del luogo e confermata dai sismografi VITTORIO VENETO - Il Fadalto, dopo oltre un mese di silenzio, questo pomeriggio, alle 15,33 ha registrato una nuova scossa di terremoto di magnitudo 2,4 a 7,5 km di profondità con epicentro a Chies d'Alpago, in territorio bellunese. I sismografi del Centro Ricerche Sismologiche di Udine, come la gente del posto, da Fadalto Basso fino alla Sella, ovvero in Alpago, dopo le 15 hanno avvertito una vibrazione della terra di qualche secondo accompagnata da un boato. «Confermiamo che è stata registrata una scossa di magnitudo 2,4 - afferma il direttore del CRS di Udine, Paolo Comelli - con epicentro in Alpago. Stiamo elaborando i dati, perchè nello stesso orario è avvenuto un terremoto anche a Creta e i dati si sono sovrapposti». Inizialmente, infatti, alla scossa era stata attribuita una magnitudo inferiore a 2, poi a metà pomeriggio era salita a 2,9, e alle 18,30 la conferma del CRS di Udine che si trattava di una scossa con magnitudo di 2,4 a una profondità di 7,54 km. La conferma dell'evento sismico di natura tettonica, oltre che dai sei sismografi del CRS installati sul territorio fadaltino, arriva anche dalla gente del Fadalto. «Abbiamo avvertito la scossa preceduta dal boato - conferma Marisa Busato di Fadalto Basso - ma era diversa dalle altre volte: oggi il rumore si è sentito meno, abbiamo percepito di più la vibrazione, ho sentito tremare i vetri delle finestre per 3/4 secondi. Essendo questa una zona sismica - osserva Marisa Busato - la scossa ci sta. Ora attendiamo fiduciosi i risultati dei test eseguiti nei giorni scorsi». La scossa delle 15,33 è stata avvertita oltre che in Fadalto Basso anche in Fadalto Alto. Anche al Bar Sella, in territorio bellunese, confermano di aver sentito vibrare il terreno. Dalla Protezione Civile Regionale la precisazione che questo evento «non ha nulla a che fare con i boati del Fadalto». «Si sono immediatamente allertati i centri operativi comunali dell'area dell'Alpago e del Fadalto - spiega l'assessore veneto alla Protezione Civile, Daniele Stival -, che operano in coordinamento con le strutture provinciali di Belluno e Treviso e con quella regionale. La situazione, quindi, è costantemente monitorata e pur non essendoci alcun allarme, nella zona interessata dall'evento viene mantenuta la necessaria attenzione. Voglio ricordare che, in caso di necessità, è operativo, 24 ore su 24, il Numero Verde della sala operativa di Coordinamento Regionale in Emergenza della Protezione Civile del Veneto: 800 99 00 09». «La base operativo del COC - spiega l'assessore alla Protezione Civile del comune di Vittorio Veneto, Mario Rosset - è stata spostata nel pomeriggio di oggi presso il municipio di Farra d'Alpago, dove si sono riuniti tutti i sindaci dell'Alpago e il presidente della provincia di Belluno Bottacin». Sul territorio vittoriese le pattuglie della Polizia Locale hanno eseguito una serie di sopralluoghi.


NUOVE VIBRAZIONI PER TESTARE IL FADALTO Nella seconda giornata di prove l'OGS ha utilizzato un "camion vibratore"


VITTORIO VENETO - Non solo test con pesi "a caduta": ieri in Fadalto l'OGS, l'Istituto di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste, ha eseguito delle prove anche con un particolare camion vibratore. «Questo camion - spiega il dottor Enrico Priolo dell'OGS - genera delle vibrazioni controllate, un segnale controllato che poi possiamo reinterpretare. Questo test, a differenza dei precedenti, viene eseguito lungo le linee sismiche e ci permette di fare una sorta di radiografia del terreno». Nella seconda giornata di test per il Fadalto, mercoledì, l'OGS ha quindi integrato i test "a caduta" con questa speciale macchina. Già nella mattinata di ieri si sono concluse le operazioni iniziate martedì: le prove volte a generare dei micro sismi artificiali facendo cadere dei pesi si sono concentrate in località Caloniche. Qui, sempre da un camion munito di un braccio meccanico, è stato fatto cadere da un'altezza di circa 6/7 metri un peso di 500 kg per tre volte. A differenza di martedì, dunque, il peso (una piastra di ferro) è stato lasciato cadere da un'altezza inferiore, come pure il peso è stato ridotto (martedì erano 18 i quintali) perchè i test sono stati eseguiti in zone più impervie. Le vibrazioni generate dai test sono state sempre registrate dalle rete di sismografi posizionata in Fadalto, e integrata appositamente con altri sei apparecchi, e dai 164 geofoni disposti in una sorta di U rivolta verso nord a Fadalto Basso. Ora tutti i dati raccolti verranno analizzati dall'OGS che potrà così capire meglio la conformazione del substrato del terreno fadaltino.

lunedì 31 gennaio 2011

Boati in Fadalto - agg13

Fadalto,Continuano i boati tellurici nell'Alto Trevigiano
Installati 4 sismografi allerta, autorità evitano allarmismo

I boati nella notte fanno paura. Nell'area di Fadalto, nell'alto Trevigiano da un paio di giorni si avvertono degli strani e ricorrenti rumori sordi e profondi. Solo ieri ne sono stati avvertiti una dozzina, come riportano i quotidiani locali. Da Fadalto, verso Nove gli abitanti non si sentono sicuri e per questo le autorità stanno cercando di non creare allarmismo. Ma l'allarme c'è dato che sono stati installati altri quattro sismografi per catturare ogni possibile sommovimento tellurico. Dal 10 gennaio ad oggi sono stati chiaramente registrati almeno una sessantina di boati.Nelle ultime 24 ore sono stati avvertiti alle 23.26, alle 23.43 e alle 23.59 di giovedì, quindi alle 5.46 e alle 6.58 di venerdi. La zona interessata, come l'intera Alta Trevigiana, è considerata a rischio sismico medio-alto. Appartiene alla medesima area sismica che insiste sul versante centrale del Friuli, la stessa che fu colpita dai gravissimi fenomeni sismici del maggio e settembre 1976. L'area tettonica in oggetto è da considerarsi in stretta continuità con quella friulana, caratterizzata quindi da una rischiosità sismica da non trascurare e per la quale esistono precisi piani di intervento elaborati dalla Protezione Civile.


Continuano i boati misteriosi sul Fadalto:
«Pericolo frane su Visentin e Pizzoc»
Fenomeni ancora inspiegati al confine fra Treviso e Belluno
Un geologo: «Nessun sisma, forse sono crolli sotterranei»


di Bruno De Donà
TREVISO - Boati e detonazioni sul Fadalto. La cosa si è ripetuta anche ieri. Torna la paura. Che rischia di farsi psicosi lungo tutto l’asse del Fadalto. Anche perchè nella ridda di ipotesi, più o meno remote, rientra anche il rischio di crolli di pareti del Visentin e del Pizzoc. Calma. Sono ipotesi scientifiche. Ma chi abita lassù ha paura. Vuol sapere, capire. Tra coloro che si stanno interessando di quanto sta accadendo c’è il geologo Gino Lucchetta, assessore al Comune di Pieve di Soligo e vicepresidente della Comunità Montana. È lui a mettere a fuoco la situazione.

Il fenomeno si ripete. C'è una spiegazione?
«Al momento è un mistero, pur costellato da varie ipotesi. Nessuna di quelle che si sono affacciate è la più attendibile. È semmai il caso di dire che alcune sono già fuori campo».

Quali le escluse allora?
«All’inizio si era pensato ad origini superficiali, in quanto i sismografi non registravano assolutamente nulla. Ad esempio a manovre eseguite dall’Enel nelle gallerie. O magari alle cave poste a Col de Vi, sopra il Fadalto. Ma nell’uno come nell’altro caso, fatta una verifica, si è visto che i tempi non coincidevano con le ore indicate, a parte qualche casualità. I fenomeni si verificano, preferenzialmente la sera, nella fascia compresa fra le 19 e le 23 o al mattino tra le 6.30 e le 8».

Ma domenica scorsa i sismografi del Cansiglio qualcosa hanno rilevato...
«Sì, ma a dieci chilometri di profondità l’effetto si sarebbe avvertito in una fascia più estesa, per lo meno fino a Serravalle. Invece il fenomeno è stato percepito solo da Nove alla Cima del Fadalto. Quindi l’ipotesi sismica, che pur si è affacciata, non è credibile del tutto. Ma finalmente ciò ha indotto a dotare l’area di idonea strumentazione per localizzare la profondità e la zona di origine del fenomeno».

E le altre possibilità?
«Potrebbero essere crolli sotterranei di cavità carsiche. Ma è difficile crederlo, per via degli orari. Qui c’è una ripetitività regolare. Oppure potremmo trovarci davanti a possibili frane. Centinaia di metri cubi di materiale potrebbero venir giù dai versanti Col Visentin e Pizzoc. In tal caso si tratterebbe di un fenomeno di rilassamento, seguito da cedimento».

Ma sarebbe una calamità.
«Concordo che non sarebbe come veder scendere una carriola di sassi. Ma si tratterebbe di un fenomeno circoscritto su un’area assai poco abitata, con danni sostanzialmente limitati».

Si parla anche questioni legate alle falde acquifere.
«Sì, è l’idea di un mio collega: falde acquifere che si sarebbero alzate all’interno del sottosuolo della valle e si stanno aprendo nuovi percorsi».

In definitiva, di che sonno può dormire l’abitante del Fadalto?
«Non ci sono indizi per vivere nella paura. E se volessimo metterla sul piano terremoto non si sono recepiti segni paragonabili con quelli marcati e riconoscibili, registrati, ad esempio, a L’Aquila. Inoltre, mi dicono i colleghi del Dipartimento Geologia della Regione che episodi simili, anche se non protratti nel tempo, si erano già registrati in loco. Si esaurirono col tempo».

BOATI: SI ANALIZZANO I DATI DEI SISMOGRAFI
Fine settimana di silenzio per gli abitanti del Fadalto


VITTORIO VENETO - Da oggi, lunedì, i tecnici del Centro di Ricerche Sismologiche di Udine e quelli della Regione Veneto sono al lavoro per analizzare i dati raccolti dai vari sismografi mobili e fissi collocati sul territorio.

«Sono cinque i sismografi in azione per capire la natura dei boati - spiega il sindaco Gianantonio Da Re che ieri, domenica, si è recato in Fadalto tra la gente e che invita a mantenere la calma, evitando inutili allarmismi - e in qualche giorno avremo i primi risultati».

Venerdì scorso i tecnici del centro udinese hanno potuto scaricare i primi dati rilevati dal sismografo posizionato già lo scorso mercoledì in un'abitazione di Fadalto Basso e da oggi, dunque, parte l'analisi dei dati.

Risale alle 3 dell'alba di sabato l'ultimo boato avvertito dalla popolazione del Fadalto (dato alle 19 di domenica): un boato di media intensità, così è stato catalogato da una delle due persone che, già da diversi giorni, si è resa disponibile a monitorare i boati, dati che vengono poi trasmessi al comando della Polizia Locale e ai carabinieri. «Stiamo vivendo qualche ora di tranquillità» fa sapere Giuseppe Berton di Borgo Faè a Fadalto Basso.

Intanto oggi, lunedì, il presidente del quartiere della Val Lapisina, Silvano De Nardi, protocollerà in prefettura a Treviso la richiesta di un incontro pubblico tra amministrazione e popolazione per fare chiarezza sugli eventi, richiesta che nei giorni scorsi era stata depositata anche in municipio.

domenica 1 aprile 2012

Boati in Fadalto - agg62

Aveva certo raccolto l'attenzione dell'opinione pubblica, di enti ed istituzioni il fenomeno dei boati percepiti nella zona del Fadalto a partire dal gennaio 2011, ben più di un anno fa.
La situazione è stata monitorata ed attentamente studiata, ma con il calare degli eventi è diminuita anche l'attenzione da parte dell'opinione pubblica.
In realtà la questione non si può dire conclusa in primo luogo perchè non è mai emersa una causa ed una chiara spiegazione a questo tipo di fenomeno.
In secondo luogo perchè il fenomeno continua a manifestarsi anche se in forma più lieve sia per numero che per intensità dei boati.
Di seguito si riportano alcuni aggiornamenti recenti sulla questione dei Boati in Fadalto.

>> Fonte: Corriere delle Alpi - 24 gennaio 2012
Tornano i boati in Fadalto «Colpa delle piogge autunnali»
I cosiddetti “colpi d’ariete” sono stati registrati dal Centro di ricerche sismiche di Udine L’esperto: «Negli ultimi tempi sono stati numerosi e più intensi, ma non c’è da preoccuparsi»
FARRA D'ALPAGO - Rieccoli, i boati del Fadalto. Nessuno li ha catturati, le stazioni del Centro di ricerche sismiche di Udine sì. Sono avvenuti nei giorni scorsi, a seguito delle piogge abbondanti dell’autunno, ancorché meno pesanti, dal punto di vista delle conseguenze. I colpi d’ariete, come sono stati definiti, si sono materializzati a circa due mesi di distanza, esattamente come un anno fa. Ciò significa che nelle viscere del Fadalto e della Val Lapisina si raccoglie anche l’acqua caduta in provincia di Belluno e soprattutto quella derivante dallo scioglimento delle nevi, che peraltro sono state davvero scarse.
Così, comunque, è avvenuto e in queste ore Gianluigi Bragato, tecnico del “Crs” di Udine, sta tirando le prime conclusioni scientifiche: «I boati, per la verità, sono continuati per tutto l’anno scorso, ma gli ultimi avvertiti dalla popolazione risalgono al mese di maggio 2011. Poi ne sono succeduti in estate e in autunno, ma rari e di minima intensità, rilevati soltanto dai nostri strumenti che, in parte, abbiamo ancora sul posto».
Le reazioni dei giorni scorsi, invece, sono state per intensità e numerosità diverse da quelle precedenti. Gli apparecchi le hanno catturate in misura ben distinta e, guarda caso, fanno seguito alle precipitazioni di due mesi prima. «Come abbiamo detto a suo tempo, non c’è di che preoccuparsi», mette subito le mani avanti Bragato. «Ovvero escludiamo, tanto per essere precisi, scosse di terremoto, nonostante che l’area sia di seconda categoria sismica. Ma è evidente la necessità di proseguire con le analisi, gli approfondimenti».
Il sito interessato dal fenomeno è sempre quello del Fadalto, o meglio delle sue viscere, a più di mezzo chilometro sotto terra. «La zona in cui avvengono questi microsismi è carsica: è piena di “buchi”. I rumori che si sentono, e le scosse che seguono, potrebbero essere causate da microfratture agevolate dalla presenza dell’acqua, o da movimenti di piccole faglie lubrificate dalle precipitazioni, o dai cosiddetti colpi d’ariete: sbalzi di pressione nel sottosuolo che provocano un forte rumore e una forte vibrazione. Sappiamo per certo che esiste una correlazione tra la quantità di pioggia e il verificarsi dei microsismi».
La Protezione civile del Vittoriese, in accordo con quella dell’Alpago, sta intanto preparando un programma di esercitazioni, che si svolgeranno in primavera e che riguarderanno la preparazione ad eventi come il terremoto o come le esondazioni d’acqua.


>> Fonte: Il giornale della Protezione Civile - 24 gennaio 2012


Ancora boati nel Fadalto dopo le piogge autunnali

Bragato (CRS Udine): "Necessario proseguire con analisi e approfondimenti"

Dopo mesi di silenzio, nel Fadalto sono ricominciati i boati, registrati nei giorni scorsi dagli strumenti del Centro di ricerche sismiche di Udine. La colpa, secondo quanto riferisce un articolo pubblicato sul Corriere delle Alpi, è da imputare alle abbondanti piogge autunnali e alle acque che si raccolgono nelle viscere del Fadalto e della Val Lapisina: proprio come un anno fa, a due mesi di distanza dalle piogge riecco i boati.
Boati che in realtà, come ha spiegato Pierluigi Bragato, tecnico del Crs di Udine, "sono continuati per tutto l'anno scorso", anche se gli ultimi avvertiti dalla popolazione risalgono a maggio 2011.
Quella del Fadalto è una zona carsica: "I rumori che si sentono" - ha aggiunto Bragato - "potrebbero essere causati da microfratture agevolate dalla presenza dell'acqua o da movimenti di piccole faglie lubrificate dalle precipitazioni. O ancora, dai cosiddetti 'colpi d'ariete', ossia sbalzi di pressione nel sottosuolo che provocano un forte rumore e una forte vibrazione".
"Non c'è da preoccuparsi" - ha concluso Bragato - "Escludiamo, tanto per essere precisi, scosse di terremoto, nonostante l'area sia di seconda categoria sismica. Ma è evidente la necessità di proseguire con analisi e approfondimenti".
Intanto, per preparasi al meglio ad eventuali terremoti o esondazioni d'acqua, la Protezione Civile locale sta preparando un programma di esercitazioni che si svolgeranno in primavera.


>> Preciso che l'esercitazione prevista per la primavera di quest'anno è stata rinviata al periodo autunnale per problemi logistici ed organizzativi.

>> Fonte: Corriere delle Alpi - 25 marzo 2012
Fadalto, la montagna trema ancora Paura ieri mattina Avvertita una scossa di terremoto di magnitudo 2.7 intorno alle 5.26 nelle vicinanze del Pian de le Femene


BELLUNO. Altre scosse di terremoto in provincia di Belluno. Ancora presa di mira l’area intorno al Fadalto.

L’epicentro è stato individuato a 8 chilometri e 240 metri di profondità, non esattamente sotto Revine, ma a 5 chilometri a nord, quindi nelle viscere della montagna, quella del Pian de le femene.
Erano le 5.26 di ieri quando una scossa di terremoto ha gettato dal letto coloro che dormivano ai piani alti, dal terzo in su.
Il Centro ricerche sismiche di Udine ha calcolato una magnitudine di 2.7 gradi, quasi analoga a quella recente avvertita a Fregona e in Cansiglio.
«Si è trattato di un fenomeno tellurico abitale per la zona, che, come è noto, è considerata di seconda categoria sismica – tranquillizza Gianluigi Bragato, del Crs di Udine, che conosce la zona come le sue tasche, seguendola quasi tutti i giorni fin dai tempi dei boati in Fadalto - La magnitudo, tra l’altro, è così bassa che difficilmente se ne ha percezione, se non sul piano strumentale».
Secondo l’esperienza scientifica maturata anche da Bragato, «la situazione comincia ad essere diversa dai 3 gradi in su, con i botti che si fanno sentire in misura tale da impensierire». Ma solo a ridosso dei 5 gradi matura il rischio di danni.
La paura maggiore l’hanno avuta i residenti di Revine, tanto che il sindaco, Battista Zardet, appena informato dai concittadini che erano stati gettati dal letto dallo strano rumore, ha messo in movimento il suo vice e la Protezione civile.
I volontari hanno visitato borgo dopo borgo, svolgendo una ricognizione puntuale sulle case, soprattutto a quelle vecchie, con i cornicioni a volte precari. «Ma, fortunatamente – è il resoconto del sindaco – non è stato individuato nessun danno. Non è caduta nessuna tegola, tanto meno nessun camino». Questo, infatti, era il timore degli amministratori di Revine.
Da quando, un anno fa, è esploso in al Lapisina il fenomeno dei boati, l’area è stata sottoposta alla massima vigilanza, con una decina di stazioni di rilevamento.
Alcune, nel frattempo, sono state disattivate, ma quelle rimaste consentono alla Protezione civile un controllo del territorio che è fra i più puntuali del Veneto.
E proprio a seguito della vicenda dei boati, i pubblici amministratori si sono posti il problema di garantire l’antisismicità anche alle opere pubbliche che ancora non ce l’hanno.
Qualche mese fa un’altra scossa era stata avvertita ancora in provincia di Belluno e ancora nell’area del Fadalto. Il timore ora è che non riprendano i boati come l’anno scorso.

martedì 25 gennaio 2011

Boati in Fadalto - agg01

Da alcune settimen si rilevano nella zona del Fadalto, a nord di Vittorio Veneto una serie di boati che stanno facendo crescere la preoccupazione tra la popolazione.
Eccovi una serie di articoli sulla questione.

da Corriere del Veneto
Fadalto, boati nella notte. E' panico tra i residenti
Da alcune settimane vengono avvertiti misteriosi botti. Giallo sulle cause: terremoto o lavori alla centrale dell'Enel?

È giallo su una serie di oscuri boati in Fadalto. Da alcune settimane a questa parte, ma con particolare frequenza in quest’ultimo weekend, la località a nord di Vittorio Veneto è teatro di misteriosi botti che vengono avvertiti soprattutto di notte. A sentirli, spesso nel cuore della notte, sono in particolare gli abitanti di Fadalto Basso e Fadalto Alto, frazioni abbarbicate lungo la Statale 51 di Alemagna, al confine tra le province di Treviso e Belluno. Ad esprimere preoccupazione non sono comunque solo i residenti, bensì anche gli amministratori locali, pure alla luce delle segnalazioni presentate dai carabinieri e dai vigili del fuoco. Il distaccamento dei pompieri si trova a Nove, centro abitato situato subito a ridosso della zona interessata dall’allarmante fenomeno. Tante le ipotesi sulle cause, ma nessuna certezza: avvisaglie di un terremoto, assestamenti delle falde, lavori di manutenzione alla centrale idroelettrica dell’Enel? Molte domande, ma ancora nessuna risposta. Proprio per questo per le prossime ore si attendono sviluppi da un incontro tra i vari enti coinvolti.
A.Pe.
24 gennaio 2011


dal portale Oggi Treviso www.oggitreviso.it

NUOVO MISTERIOSO BOATO IN FADALTO
Avvertito nella zona dei Laghi Blu. Molte le chiamate ricevute dai Vigili del Fuoco


VITTORIO VENETO - Non è il primo boato quello avvertito ieri sera, domenica, verso le 18, in Fadalto.
Da ormai alcune settimane molti abitanti del Fadalto avvertono dei boati a ore differenti della giornata. Cosa sia a causarli, ad oggi ancora non è ben chiaro.
«Non si riesce a capire da dove vengono - spiega Antonio Della Libera, geologo ed ex sindaco della città che abita proprio in Val Lapisina - penso sia qualcosa comunque a livello superficiale. Se fossero dei terremoti - precisa - i sismografici avrebbero rilevato i movimenti della terra». E la paura tra i residenti che quei boati fossero delle scosse di terremoto, ad oggi non confermate dai sismografici, era nata proprio dall'alta sismicità con cui è classificata la zona.
Fatto sta che anche ieri sera un nuovo boato è stato avvertito nella zona dei Laghi Blu. Diverse le segnalazioni arrivate al 115 da residenti in via Gaviol, Banche e Fadalto Alto.
«Mancavano due minuti alle 18 - racconta Silvano De Nardi, presidente di quartiere della Val Lapisina, riportando la testimonianza ricevuta da una persona che si trovava lì in quel momento - e nella zona dei Laghi Blu si è sentito un boato e questa persona mi ha detto di aver avvertito anche il terreno tremare. Di certo va appurata se si è trattata di una scossa o di uno dei boati di cui ad oggi, ancora, non sappiamo l'origine. La cosa - chiude - è più preoccupante di quanto si pensi e dovrebbe essere al più presto verificata».
Per far luce su questi eventi già da una decina di giorni sono al lavoro gli uomini della Polizia Locale e della protezione civile, Vigili del Fuoco e geologi.
Questa mattina sul sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia non viene segnalato alcun terremoto nella zona del Fadalto registrato nel tardo pomeriggio di ieri. L'elenco riporta solo una scossa di magnitudo 1,4 alle 21,16 UTC nel distretto sismico delle Prealpi Venete con epicentro tra Ponte delle Alpi, Soverzene e Belluno.
«La zona è stata monitorata - precisano questa mattina i Vigili del Fuoco - c'è stata una piccola scossa di terremoto e si sono avvertiti degli scoppi che stiamo tenendo sotto controllo».

venerdì 4 marzo 2011

Boati in Fadalto - agg51

fonte Corriere delle Alpi

Boati in Fadalto: volantini anonimi annunciano il sisma
Sono stati recapitati a casa degli abitanti e in locali pubblici. Il sindaco di Vittorio Veneto ha sporto denuncia contro ignoti per sciacallaggio


FAdALTO. Allarme-sciacalli in Fadalto. Ignoti buontemponi hanno annunciato il terremoto per domani, altri per il 7, altri ancora per il 12. Con tanto di volantini distribuiti nelle case e nei locali pubblici. Il sindaco di Vittorio Veneto Gianantonio Da Re ha annunciato che li ha denunciati ai carabinieri per procurato allarme.Intanto il Comitato operativo intercomunale ha fissato per mercoledì una riunione. L'incontro è aperto a tutti i sindaci della Provincia di Treviso. A suo tempo avevano attribuito la paternità dei boati agli ufo. E i residenti - quelli che di notte venivano svegliati dai botti, sentendo tremare i pavimenti della casa - si erano incavolati. Ma senza reagire in termini di denuncia. Adesso, invece, l'ha fatta il sindaco.Anche a seguito di una ferma protesta dell'assessore Bruno Fasan che abita in Fadalto. «La gente è spaventata perché si è trovata raggiunta da volantini che annunciano il terremoto per sabato, oppure per i prossimi giorni», racconta Fasan. «I volantini sono stati recapitati soprattutto agli anziani, avvertendoli che sabato in particolare sarebbe arrivato un cataclisma con la distruzione di un'area amplissima, da Farra fino a Riese Pio X e con il consiglio di trasferirsi al sicuro, verso Trichiana».«Vuoi vedere che qualche malintenzionato vuol far scappare i nostri anziani, magari per rubare nelle loro case abbandonate?», si chiede, preoccupato, Fasan. E così la gente che ha telefonato ai vigili del fuoco, alla polizia locale, e ha bombardato di chiamate anche il centralino del Comune. A questo punto il sindaco Da Re, primo responsabile della Protezione civile, ha deciso di reagire con fermezza. Ed ha presentato denuncia.«E' chiaro che si tratta di atti di sciacallaggio, opera di irresponsabili, per i quali il Comune ha presentato denuncia di procurato allarme verso ignoti e sui quali stanno indagando i Carabinieri», spiega il sindaco. «Questo gesto - continua - contribuisce a diffondere un allarmismo diffuso e immotivato. La situazione non è tale da essere allarmante. Il Centro Operativo Intercomunale per questo sta studiando dati e sta raccogliendo i risultati delle indagini tecnici, e possiamo dire che non possono essere correlati automaticamente a segnali precursori, come hanno detto gli esperti».«In presenza di un analogo fenomeno, anche noi prenderemo gli stessi provvedimenti», annuncia il sindaco di Farra Floriano De Pra.

fonte il Gazzettino
Boati sul Fadalto, «terremoto il 13 o il 17»Sindaco: «Sciacallaggio di irresponsabili»
Allarmi su Facebook, kit di sopravvivenza a Treviso e BellunoIl sismologo inascoltato a L'Aquila: «Analogie con l'Abruzzo»


TREVISO - Psicosi da sisma. E fioccano le denunce per procurato allarme. Mentre si succedono le riunioni tecniche sui boati del Fadalto, si accavallano le spiegazioni, fra rassicurazioni e allarmismi, inevitabile cresce la preoccupazione dei cittadini. Le voci di un probabile terremoto si rincorrono ormai da Treviso e Belluno, passando per la Val Lapisina, con previsioni di disastri in date ben precise. Tutte molto vicine: secondo una sensitiva la terra si muoverebbe nella notte fra sabato e domenica, per altri la data fatidica sarebbe fra il 13 e il 17 marzo. Il sismologo che annunciò, inascoltato, il sisma dell’Aquila, Giampaolo Giuliani, fa preoccupanti analogie fra la situazione precedente il sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo e quanto sta succedendo in Fadalto. La situazione si fa incandescente e sulle dichiarazioni ufficiali che invitano alla calma prevalgono quelle allarmistiche in quello che ormai si è trasformato in un pericoloso passaparola.Non sono pochi i cittadini, in Alpago e in Fadalto, così come a Belluno, che hanno preparato valigia, kit di sopravvivenza e riempito l’auto di beni di prima necessità. Così, tanto per tenersi pronti ad ogni eventualità. Su Facebook il Muro di Belluno fa il conto alla rovescia. Mercoledì scriveva in bacheca: "meno due giorni alla scossa di terremoto", con un seguito di 42 commenti. Ieri ancora: "meno un giorno...", e giù un’altra quarantina di post.Ma la psicosi ormai è collettiva. Si pensi che in Val Lapisina sono stati addirittura distribuiti agli anziani e alle famiglie dei messaggi preannunciando disastri sismici nelle date del 13 e del 17. E durante le prove di evacuazione che in questi giorni si stanno facendo un po’ in tutte le scuole, da più parti, le date a rischio sono state riportate anche agli studenti.Il Comune di Vittorio Veneto ha appena presentato denuncia ai Carabinieri per procurato allarme nei confronti di ignoti, mentre l’Arma sta già indagando su denuncia di un cittadino. «È chiaro che si tratta di atti di sciacallaggio, opera di irresponsabili - dichiara il sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re -. Questo contribuisce a diffondere un allarmismo diffuso e immotivato che dobbiamo combattere e smentire in modo assoluto. Ma la situazione non è tale da essere allarmante. Il Centro operativo intercomunale sta studiando dati e raccogliendo risultati delle indagini tecniche e possiamo dire che non possono essere correlati automaticamente a segnali precursori, come confermato dalla Protezione civile».Le riunioni intanto non si fermano. Ieri pomeriggio quella del Coi, il Centro operativo intercomunale, con Protezione civile regionale, vigili del fuoco, Province, Prefetture di Belluno e Treviso, e Carabinieri. Per questa mattina, alle 9.30 a Marghera, è convocata una riunione della Protezione civile. E il 9 marzo, mercoledì, alle 10.30 al teatro Da Ponte a Serravalle, Vittorio Veneto, si terrà una riunione per tutti i sindaci delle aree interessate al problema del rischio sismico.

fonte OggiTreviso.it
BOATI: I TECNICI ESCLUDONO LA NATURA SISMICA
E' quanto emerso dal vertice di oggi a Marghera
VITTORIO VENETO - Sembra giungere verso una spiegazione il fenomeno dei boati registrati dallo scorso ottobre in Fadalto.
In occasione del vertice regionale di questa mattina a Marghera, al quale ha partecipato per il comune di Vittorio Veneto l'assessore alla Protezione Civile, Mario Rosset, è emerso che
«non ci sono correlazioni ad attività di tipo sismico» per i boati registrati in Fadalto. Una conclusione a cui i tecnici del Centro Ricerche Sismologiche di Udine sono giunti analizzando i dati rilevati dai sismografi posizionati in Val Lapisina e confrontandoli con i parametri precursori di un'attività sismica.
«Oggi - spiega l'assessore Rosset - siamo giunti all'atteso verdetto. Grazie alla lettura dei dati da parte degli esperti è stato escluso in modo categorico una correlazione tra i boati del Fadalto e un evento sismico. Sappiamo che la zona è a rischio sismico e per di più è stata compromessa negli anni da una frana e dall'azione dell'uomo, per questo continueremo il monitoraggio».
Con gli ultimi dati raccolti, i tecnici del CRS hanno individuato che la profondità da cui si generano boati e vibrazioni è stimata fra i 500 e i 600 metri, più superficiale rispetto al chilometro di cui si parlava nelle settimane scorse. L'area da cui hanno origine ha un diametro di circa 1,5 km con centro in prossimità di Fadalto Basso.
Dallo scorso 26 gennaio, giorno in cui è stato posizionato il primo sismografo mobile da parte del CRS di Udine, sono 346 le scosse registrate, 12 delle quali sono state percepite dai residenti. Un fenomeno che nelle ultime due settimane, precisa la Protezione Civile regionale, si è attenuato con un numero di eventi giornalieri compresi tra 5 e 10.
La causa di questi fenomeni sarebbe dunque legata ai flussi sotterranei di acqua e alla natura carsica del territorio: la rottura improvvisa di rocce per la pressione dell'acqua e i colpi d'ariete, sempre dovuti alla pressione dell'acqua che scorre sotto terra, sarebbero dunque all'origine dei boati e delle vibrazioni avvertiti dalla popolazione e registrati dalle apparecchiature. Un fenomeno che, come nel 2003, si collega alle abbondanti piogge cadute nell'autunno scorso. «Inizialmente questa ipotesi era stata scartata - ricorda l'assessore Mario Rosset - ma ora con i dati forniti dagli strumenti si è giunti a questa conclusione che si lega alla forte piovosità dell'autunno. I tecnici oggi hanno parlato di "idro-clac", ovvero rottura di rocce dovute alla forte pressione dell'acqua».
Continuerà anche nelle prossime settimane l'attività di monitoraggio del territorio con i sette sismografi del CRS e i cinque installati dal CESI per conto dell'Enel, registrazioni che vengono trasmesse al centro di Udine in tempo reale via SMS. «Quando il fenomeno dei boati si scemerà - aggiunge Rosset - è stato deciso di non togliere tutti i sismografi, ma di mantenerne uno in Val Lapisina».
«L’attività di controllo e di studio - fa sapere la Protezione Civile regionale - proseguirà per migliorare le conoscenze sulla struttura del sottosuolo e sulle modalità di propagazione delle onde sismiche nella zona del Fadalto. Continueremo a tenere d'occhio la situazione, proseguiremo nell'attività di informazione e allertamento delle strutture e delle istituzioni preposte, perchè, al di là del fenomeno di questi mesi, l'area è zona sismica 2».

venerdì 25 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg47

Comunicato Città di Vittorio Veneto del 25.02.2011
Monitoraggio costante e puntuale in Val Lapisina
In preparazione un vademecum informativo per tutta la popolazione Si è riunito giovedì 24 febbraio, per la seconda volta, il Centro Operativo Intercomunale allargato a tutti i responsabili delle principali infrastrutture ubicate in particolar modo nella zona del Fadalto: il Genio Civile, il BIM - per la rete del metano, Sisp - che gestisce l’acquedotto, l’Arpav, l’Italgel (Italcementi), Veneto Agricoltura, Enel, Autostrade, Ferrovie e Anas. L’incontro aveva come obiettivo principale quello di fare il punto della situazione, lo stato di fatto, in merito all’osservanza delle disposizioni impartite da un’ordinanza della Protezione Civile nazionale di adeguamento delle strutture in materia eventi calamitosi. Tutti gli Enti hanno comunicato di aver attivato le varie procedure di verifica e di monitoraggio delle proprie strutture e di aver già inviato, come la stessa ordinanza richiede, i dati al Ministero competente. I responsabili presenti hanno inoltre comunicato che, vista la particolare situazione di questo periodo e proprio per rispondere alle continue richieste di verifica, i controlli sono stati aumentati e che continuano a dare risposte positive, senza segnalare cioè evidenti anomalie. L’ing. Roberto Tonellato, referente della Protezione Civile veneta, ha poi aggiornato la situazione sull’analisi dei dati dei sismografi, confermando che i fenomeni sono limitati ad una zona circoscritta, del diametro di circa 1,5 chilometri con centro in Fadalto Basso e che le rilevazioni segnalano vari episodi da “sorgenti di famiglie diverse” tutte comunque sotto il primo grado della scala Richter e provenienti da una profondità che varia, comunque inferiore ad un chilometro. Ha annunciato poi l’intenzione di coinvolgere l’ARPAV per aumentare i punti di rilevazione concentrandosi sull’aspetto acustico. L’ARPAV infatti riuscirebbe ad installare dei particolari microfoni direzionali di ausilio per la comprensione delle origini sonore dei “boati”. Ha ribadito poi l’opportunità di unire i piani di emergenza dei due Comuni e l’importanza delle verifiche strutturali degli edifici di rilevanza strategica, controlli che peraltro sono già in attuazione. E’ stato infine convenuto che il gruppo tecnico ristretto, composto dai responsabili dei due Comuni di Vittorio Veneto e Farra d’Alpago, realizzino un apposito “vademecum” per dare giusta comunicazione alla cittadinanza in caso di evento tellurico. Il vademecum comprenderà una planimetria leggibile, una parte procedurale e una parte di spiegazioni comportamentali da tenere in caso di evento nonchè le modalità per il contatto diretto con le istituzioni. Il pieghevole sarà quindi presentato e distribuito alle famiglie del Fadalto e di Farra d’Alpago, più interessate dai fenomeni acustici di questo periodo, ma ovviamente reso disponibile a tutta la popolazione.





fonte Oggi Treviso

320 SCOSSE IN UN MESE CON CENTRO A FADALTO BASSO
Ieri il vertice in municipio: al via il controllo di stabilità delle strutture di interesse pubblico e la realizzazione di un vademecum per la popolazione


VITTORIO VENETO - Sono 320 le scosse registrate nell'arco di un mese dai sette sismografi posizionati nel Fadalto dal Centro Ricerche Sismologiche di Udine (il primo sismografo mobile era stato installato il 26 gennaio).

Scosse che, per la gran parte delle volte, non sono state avvertite dalla popolazione della Val Lapisina, proprio perchè la loro intensità (magnitudo) media non ha mai superato il 1° grado della scala Richter. Dall'analisi dei dati, la Protezione Civile regionale guidata dall'ingegner Roberto Tonellato è riuscita a individuare la zona in cui il fenomeno si localizza: un'area di circa 1,5 km di diametro sul versante della valle che dà sul Col Visentin e con centro in Fadalto Basso.

Ieri, giovedì 24 febbraio, due i vertici istituzionali sui boati. Il primo a Marghera, il secondo, quello del COC, alle 17 a Vittorio Veneto al quale hanno partecipato, oltre i tecnici della Protezione Civile regionale e gli amministratori di Vittorio Veneto e Farra d'Alpago, anche i responsabili delle infrastrutture che gravitano sul Fadalto e l'Alpago, ovvero Enel, Autostrade, Ferrovie, Anas, BIM (metano), Sisp (acquedotto), Italgel (Italcementi), ma anche Arpav, Veneto Agricoltura e il Genio Civile.

Questo secondo incontro del Centro Operativo Intercomunale, sempre diretto dall'ingegner Tonellato della Protezione Civile regionale, ha cercato di fare il punto della situazione sulle procedure di monitoraggio attivate da questi enti sulle loro strutture, che a ieri non hanno evidenziato anomalie.

Tonellato ha poi annunciato l'intenzione di coinvolgere i tecnici dell'Arpav che, mediante l'installazione di particolari microfoni direzionali, riuscirebbero a monitorare il fenomeno anche da un punto di vista acustico.

Si è poi deciso di intensificare le indagini e, nell'ambito delle verifiche strutturali, di controllare tutti gli edifici di interesse pubblico, come l'ospedale, così come già anticipato nel primo vertice del COC.

Infine sarà realizzato un vademecum che sarà distribuito ai vittoriesi e agli alpagoti contenente le indicazioni di comportamento da tenere in caso di un evento improvviso, come il terremoto, oltre a una mappa con tutte le aree di raccolta indicate dal piano di protezione civile. I piani comunali di Vittorio Veneto e Farra d'Alpago saranno coordinati tra loro.

Il quartiere della Val Lapisina chiede al sindaco Da Re un nuovo incontro con la popolazione, questa volta da tenersi in Fadalto. Mercoledì Silvano De Nardi, presidente della circoscrizione, ha protocollato in comune la richiesta e sollecitato l'amministrazione a fornire delle risposte alle domande, sempre sui boati, presentate lo scorso 10 febbraio.

mercoledì 23 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg43

fonte Corriere delle Alpi

Boati sul Fadalto: edifici e autostrada sotto monitoraggio
L'indicazione è emersa dal vertice convocato dall'amministrazione provinciale


BELLUNO. Piani comunali di protezione civile a confronto, ieri pomeriggio a Palazzo Piloni, nel corso di un incontro tra Provincia e Prefettura e i cinque sindaci dell'Alpago e quello di Ponte nelle Alpi. La pausa che si protrae da qualche giorno sul fronte dei boati ha offerto l'occasione di valutare con calma i modi miglori per far fronte a un'eventuale emergenza, «ma il livello di allarme», ha detto il presidente Gianpaolo Bottacin, «è quello di sempre». Il Fadalto infatti tace da alcuni giorni.E precisamente dal 16 febbraio, quando tre boati ravvicinati sono stati segnalati ai Vigili del fuoco da più persone che abitano in quella zona.L'attenzione di tutti però rimane alta, e gli sforzi sono diretti, oltre che a oliare la macchina dell'emergenza, a cercare di capire la causa, ammesso che ne sia una sola, dei fenomeni che si protraggono da alcuni mesi, preoccupando la popolazione del passo Fadalto sul versante di Farra e della Val Lapisina nel vittoriese.A parte lo studio da parte di geologi e sismologi, sempre al lavoro sui dati strumentali che continuano a venire raccolti, ieri è emersa la necessità di predisporre il monitoraggio di strutture e infrastrutture (dalle case di riposo all'autostrada), già individuate nei piani di protezione civile dei 6 Comuni che costituiscono uno dei 9 distretti in cui è suddivisa l'area bellunese della Protezione civile, come ha rammentato il presidente della Provincia di Belluno.Un'eventuale emergenza di tipo medio, come una scossa di terremoto del 4-5 grado della scala Richter, con epicentro nella zona del Fadalto, interesserebbe, solo sul versante bellunese, quasi 20.000 persone che abitano nella conca alpagota (20.000 abitanti) e a Ponte nelle Alpi (8.000 abitanti).«Si stanno valutando le zone delle aree di raccolta e di assistenza alla popolazione in caso di un evento di questo tipo», ha spiegato Dimitri D'Incà, il responsabile della Protezione civile provinciale intervenuto all'incontro col collega Carlo Zampieri e Primo Mognol, referente del medesimo settore per Farra d'Alpago.
Il Comune alpagoto, confinante con quello di Vittorio Veneto, farà infatti da snodo per le attività e le manovre congiunte di protezione civile tra i due Comuni.«Giovedì saremo di nuovo a Vittorio Veneto per predisporre un piano integrato di risposta a un'eventuale emergenza», ha reso noto Floriano De Pra, sindaco di Farra.«Nessuno si aspetta di dover attivare questi Piani», ha precisato Bottacin, «ma il rischio sismico e idrogeologico di questo territorio è ben noto e quindi è meglio attrezzarsi e soprattutto darsi da fare per coordinare sempre più le azioni di una macchina della Protezione civile efficiente, e che conta più volontari che nel resto d'Italia».Nonostante tutti si augurino quindi che il silenzio dei boati prosegua, l'allarme non è stato archiviato. Proseguono a oltranza sia lo studio rigurdante la risposta della protezione civile a un'eventuale calamità, che quello per riuscire a spiegare la causa dei fenomeni. Lunedì 28 febbraio, alle 9 in Comunità montana, a Puos D'Alpago, i tecnici della protezione civile locale si rimetteranno nuovamente intorno a un tavolo per riuscire a mettere in campo, se fosse necessario, una risposta unitaria all'emergenza. E nel frattempo è stato allargato anche il raggio del monitoraggio strumentale con i sismografi.



fonte Gazzettino di Treviso

Treviso. Boati sul Fadalto, il capo dellaProtezione civile: «Cittadini, preparatevi»
Ieri scossa in val Lapisina e Gabrielli avverte: «Sono cose serie, L'Aquila ha dimostrato che la materia è complicata»


TREVISO - «Aiutati che il ciel t’aiuta». Lo dice il nuovo capo della Protezione civile nazionale e nel salone di Palazzo Balbi, dove la giunta di Luca Zaia è schierata contro la parete, più di qualcuno alza gli occhi al cielo. Appunto. Nessuno si aspettava ampie rassicurazioni sui boati del Fadalto, ma le parole di Franco Gabrielli, che è il successore di Guido Bertolaso, rischiano di preoccupare, e non poco, chi sta lì dove la terra "fa rumore".È successo anche ieri mattina: dopo quindici giorni di silenzio, alle 8.29 in Val Lapisina la terra si è fatta sentire, una scossa di magnitudo inferiore a uno, ma sufficiente ad alzare la guardia. Tanto più che adesso è proprio Gabrielli a dire che questi fenomeni non vanno sottovalutati e tantomeno considerati alla stregua di fatti folkloristici. «Sono cose serie», dice il capo della Protezione civile. Che consiglia a chi abita da quelle parti di munirsi, come avviene in California, di un kit di sopravvivenza: una pila, acqua quanto basta, la batteria del cellulare carica.Gabrielli arriva in Veneto per conoscere il governatore Luca Zaia. Un tour di prammatica, iniziato in Puglia, ma qui associato a un riconoscimento: la consegna della medaglia di benemerenza per l’aiuto prestato dal Veneto in occasione del terremoto d’Abruzzo. È anche l’occasione per fare il punto sull’alluvione (con le donazioni dei privati arrivate ormai a 5 milioni grazie ai 750mila euro offerti ieri da Veneto Banca). Solo che quando Gabrielli arriva a Venezia, i sismografi hanno già registrato la scossa sui monti. E Gabrielli, dopo aver parlato con Zaia, con il vicecommissario per l’alluvione Mariano Carraro e con il capo della Protezione civile veneta Roberto Tonellato, dice ai cronisti che i boati «non vanno sottovalutati».Ma gli esperti minimizzano, no? Gabrielli non li risparmia: «Inviterei gli studiosi a essere un po’ più cauti. L’esperienza dell’Aquila ha dimostrato che la materia è complicata». E allora che si fa? «Il sistema di Protezione civile regionale è allertato, sono stati potenziati tutti i sistemi di controllo». Dunque si può stare tranquilli? Assolutamente no, dice Gabrielli. «Ai cittadini non dico "state tranquilli", ma "preparatevi". Primo: serve una verifica delle abitazioni, lo stesso cittadino deve farlo. Secondo: bisogna seguire alcune elementari norme precauzionali. Avere con sé una pila, acqua, la batteria del cellulare carica. Non è allarmismo, ci sono paesi, come la California, che convivono con la possibilità di terremoti e si attrezzano». Giusto per demolire anche i più ottimisti, snocciola i dati: «La nostra bella Italia è un paese a rischio sismico, 800 Comuni sono in zona 1, 2000 in zona 2». E in zona 2, rimarca, ci sono i Comuni veneti dei boati del Fadalto. «E pure l’Aquila». Appunto. In 40 anni ci sono stati in Italia 800 sciami sismici che non hanno portato a niente. Eccetto L’Aquila.Il nuovo capo della Protezione civile nazionale, a sentire i boati sul Fadalto, non ci va. «Sarebbe superfluo, anche per evitare di fare passerelle». Il monito forse rassicura, forse no: «Le istituzioni si devono attrezzare e il Veneto lo sta facendo». E i cittadini devono fare la propria parte. Appunto: «Aiutati che il ciel t’aiuta».


fonte Corriere del Veneto

Boati sul Fadalto, è allerta«Kit anti sisma per gli abitanti»
Martedì mattina nuova scossa. Gabrielli, il successore di Bertolaso: bisogna essere pronti. Disposti i controlli sugli edifici sensibili


VENEZIA — «Non posso dire agli abitanti della Val Lapisinia di stare tranquilli. Posso solo dir loro: preparatevi». Il prefetto Franco Gabrielli, l’uomo che ha sostituito Guido Bertolaso alla guida della Protezione civile, ha incontrato ieri a palazzo Balbi il governatore Luca Zaia, e mai momento fu più opportuno. Perché le ferite della grande alluvione ancora non si sono rimarginate e soprattutto perché proprio martedì, dopo dieci giorni di silenzio, alle 8.29 del mattino il Fadalto è tornato a tremare. Un boato, l’ennesimo, ha scosso quel lembo di terra tra le province di Treviso e Belluno in cui da mesi si agitano gli spettri misteriosi di un terremoto che striscia nella roccia. «Preferirei che queste scosse non venissero chiamate così, boati - ha detto Gabrielli - perché il fenomeno non va sottovalutato neppure nei termini, che magari strizzano l’occhio al folklore anziché alla scienza».
Insomma, la faccenda è seria, ben più di quello che lascerebbero intendere alcuni studiosi chinati con l’orecchio sul Fadalto: «Li invito ad essere più cauti nelle loro sentenze - ha intimato Gabrielli - perché la materia è molto complicata, non abbiamo indicatori univoci e la comunità scientifica non ha ancora chiaro cosa stia esattamente succedendo. Quel che si sa per certo, al momento, è che in un Paese altamente sismico come l’Italia, la Val Lapisina è classificata come zona di rischio di livello 2. La stessa dell’Aquila, per intenderci ». I sistemi di controllo sono stati potenziati, il dipartimento della protezione civile del Veneto è in stato di allerta e la Regione avvierà nei prossimi giorni una serie di controlli per verificare la vulnerabilità degli edifici sensibili. «La protezione civile però siamo noi - ha avvertito Gabrielli - parte dal basso e spesso è fatta di piccoli gesti, di elementari norme precauzionali».
Di qui l’invito a «verificare se la propria abitazione possa o meno resistere adeguatamente ad un evento sismico» ma anche ad «acquistare i kit d’emergenza dotati di torcia elettrica, a disporre sempre di una scorta d’acqua in casa, a mantenere carico il telefono cellulare». Piccoli accorgimenti, che possono salvare una vita. A preoccupare la Regione, però, non sono soltanto i diradati centri abitanti arrampicati sui pendii: la Val Lapisina è infatti attraversata dal viadotto dell’autostrada A27 che porta a Longarone. Fu costruito negli anni Ottanta, dunque dopo la classificazione della valle come zona sismica, che risale al 1981. In caso di terremoto, però, sarebbe in a resistere alla tentazione di levare la testa al cielo, verso il mastodonte di cemento armato che fende la valle dei boati.

martedì 1 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg20


Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo non possono essere confermate della notizie di cui viene riportata la fonte.
Le informazioni, deduzioni, riflessioni o considerazioni personali saranno espressamente indicate.
Ringrazio tutti i visitatori.

fonte ansa.it
Montagna: boati Fadalto; Protezione civile,acque sotterranee
Secondo esperti sono masse d'acqua sotterranee che si spostano
01 febbraio, 16:27

(ANSA) - TREVISO, 1 FEB - Sarebbero collegati a spostamenti d'acque sotterranee i boati avvertiti dalla popolazione della Valle di Fadalto, tra Vittorio Veneto e le prealpi bellunesi, attraversata dagli alti piloni dell'A27.

E' emerso oggi a Venezia nell'incontro tra le autorita' comunali dell'area interessata e la protezione civile. L'ipotesi piu' plausibile, secondo i ricercatori, collega gli eventi acustici che si avvertono da alcune settimane a spostamenti di masse d'acqua sotterranee, alterate nel loro volume in modo piuttosto rapido dalle precipitazioni dell'autunno scorso. (ANSA).

fonte www.gazzettino.it

Treviso. Boati sul Fadalto, secondo
i ricercatori: «Colpa di acque sotterranee»
Lo spostamento dei liquidi, aumentati dopo le precipitazioni
dello scorso autunno, sarebbe alla base delle "esplosioni"




TREVISO - Il mistero dei boati nella Valle di Fadalto, Vittorio Veneto (Treviso) e le prealpi bellunesi, potrebbe essere svelato a breve: secondo i ricercatori che hanno effettuato i rilievi, infatti, le "esplosioni" sarebbero collegate a spostamenti di masse d'acqua sotterranee.

È emerso oggi a Venezia, durante l'incontro tra le autorità comunali dell'area interessata e la protezione civile regionale. Le masse d'acqua sotterranee sarebbero state, sempre per i ricercatori, alterate nel loro volume in modo piuttosto rapido dalle precipitazioni dell'autunno scorso.

Le segnalazioni risultano in diminuzione, ma l'attenzione resta alta. Domani sera, nel municipio di Vittorio Veneto (Treviso), è in programma un vertice tecnico al quale presenzieranno i prefetti di Treviso e Belluno, i presidenti delle due amministrazioni provinciali, la protezione civile ed esponenti delle forze dell'ordine. Nel corso dell'incontro saranno esaminate anche le risultanze dei rilievi eseguiti negli ultimi giorni dal Centro sismico di Trieste, che ha posizionato dei rilevatori in vari punti della valle.

fonte www.ilfriuli.it

Strani boati sul Fadalto
A due passi dal Friuli, nella frazione di Vittorio Veneto, da mesi si sentono rumori inspiegabili. E la gente ha paura. L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale prova a spiegare il mistero


Strani boati sul Fadalto, sul confine occidentale con il Friuli. Talmente forti da svegliare al gente. O non farla ddormentare per niente. Il tutto a due passi dal Friuli. Che sta succedentdo la sotto? Qualcuno, pensa con inquietudine al Vajont. I ricercatori dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - Dipartimento Centro di Ricerche Sismologiche (CRS) - sono impegnati da alcuni giorni nell’installazione di apparecchiature sismometriche mobili e nelle attività di rilevamento degli anomali fenomeni acustici (boati) che si avvertono nella zona intorno a Val Lapisina e del Fadalto, Comune di Vittorio Veneto. I boati sono stati documentati a partire dalle prime giornate di gennaio e proseguono con una certa regolarità, tanto che la popolazione li avverte distintamente. L'intervento di OGS, che opera nell'ambito di una convenzione con la Regione Veneto - Unità di Progetto Protezione Civile - per la gestione della rete sismometrica del Veneto, è iniziato a seguito di una serie di segnalazioni (registrate dal 10 al 24 gennaio) effettuate da un residente della Val Lapisina.

Piccoli terremoti - Che cosa si è fatto finora, lo spiega Paolo Comelli, direttore del Dipartimento CRS: "A partire del 26 gennaio a oggi, i ricercatori del CRS hanno installato una rete di 5 sismografi che serviranno a integrare la rete sismometrica fissa del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Finora non sono stati rilevati eventi sismici significativi, o anomale variazioni di sismicità nella zona. Nelle giornate di mercoledì 12 gennaio e domenica 23 gennaio sono stati registrati due piccoli terremoti, assolutamente nella norma per la zona". Il monitoraggio prosegue. Nella giornata di oggi (1 febbraio) sono in corso di acquisizione i primi set di dati, e le elaborazioni inizieranno immediatamente. Alcuni risultati preliminari sono previsti a giorni.

Cronologia dei boati – Dal 10 al 24 gennaio sono stati segnalati circa 42 eventi acustici, cioè boati, e per sei dei quali si è registrata una corrispondenza con forme anche deboli di segnale sismico. Due dei casi di boato corrispondono ai terremoti del 12 e 23 gennaio 2011. In generale, però, si è sempre trattato di fenomeni sismici molto deboli e di difficile interpretazione. Per tale motivo si è deciso di ricorrere a una rete mobile di supporto.

Domande aperte - Come spiega Dario Slejko, sismologo di OGS: "Si tratta di stabilire se i boati sono collegati a qualche forma di segnale sismico o meno; di individuare il luogo di origine del movimento sismico e studiarne la forza (magnitudo ed energia). Se non individueremo alcun collegamento tra gli eventi acustici e gli spettri sismici si dovrà iniziare a indagare altrove".

Collaborazione - E' prevista in ogni caso la piena collaborazione tra gli esperti di OGS, gli esperti locali in azione e le amministrazioni. Tutti i risultati disponibili relativi al fenomeno verranno comunicati tempestivamente alla Protezione Civile della Regione Veneto.

mercoledì 9 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg35

fonte corriere delle alpi

Il Fadalto scosso da tre nuovi boati
Uditi distintamente da molti, sono stati rilevati dagli strumenti dell'Ogs


SELLA FADALTO. Tre nuovi boati hanno scosso il Fadalto ieri mattina intorno a mezzogiorno. In cima al passo, due li ha avvertiti nettamente anche Luigino Puricelli, titolare del bar Sella (il locale dove venerdì si è tenuta l'affollata riunione pubblica con l'amministrazione comunale di Farra), il quale li ha immediatamente segnalati ai vigili del fuoco di Belluno telefonando al 115. «Ne ho sentiti un paio, uno dopo l'altro», racconta l'esercente, «sono quasi certo giungessero dal Fadalto di sotto, dalla zona delle centrali a Nove».
E in proprio in quella zona poco dopo si sono precipitati i sismologi bellunesi per verificare se il triplice fenomeno sia stato registrato dalla strumentazione posta nei pressi di una delle abitazioni dove i residenti avvertono costantemente questi fenomeni.
Dalle notizie raccolte fino a ieri sera, pare che i sismografi dell'Ogs di Trieste, quelli che captano i movimenti tellurici estesi e profondi, per intendersi, abbiano registrato il triplice evento, come hanno fatto anche quelli posti localmente nella zona del Fadalto e in Val Lapisina e in grado di rilevare anche i microsismi più deboli e superficiali.
E segnalazioni riguardo il tris di botti sono giunte anche al sindaco di Farra d'Alpago, Floriano De Pra, da parte di alcuni cittadini che hanno telefonato in Comune per dare e in caso ricevere notizie e rassicurazioni.
Ma la zona dove ieri mattina si è avuta più paura è quella del basso Fadalto. Anna Zanchetta, titolare del noto ristorante La Baita, in cima al passo, ha riferito di non aver udito i boati verificatisi a mezzogiorno.
«Durante il giorno non li avvertiamo quasi mai perchè nel locale si lavora e ci sono frigoriferi e macchine sempre in funzione», fa presente Anna Zanchetta, «ma per esempio, l'altra notte, alle 4.22, il boato l'ho sentito chiaramente, anche se meno forte di alcuni giorni fa. Di solito questo fenomeno lo avvertiamo dalle 22 alla mezzanotte, ma sempre solo il rumore senza la vibrazione».
Anche la signora Luigina, che con il marito Primo Paier e il figlio è la titolare del distributore e dell'officina in cima al passo, questa volta, a differenza di altre, non ha sentito i boati.
«Io no, ma mio cognato Mario Sartori, che abita qui vicino sì», ha spiegato, «è passato di qua oggi (ieri, ndr) per avvertirci". La moglie di Sartori, che era in casa, ha dichiarato invece di non averli sentiti.
Insomma, nemmeno il tempo di tirare il fiato dopo il summit di due giorni fa a Belluno con la Provincia, i vigili del fuoco e la prefettura, a rassicurare tutti e a parlare di diminuzione del fenomeno, che il "boato" si è già risvegliato e sembra non avere alcuna intenzione di farsi dimenticare tanto presto.

giovedì 10 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg36

fonte Corriere delle Alpi
Boati in Fadalto, parla l'esperto: «Analogie con l'Aquila»
Giampaolo Giuliani fu l'unico a prevedere il sisma dell'Abruzzo


FADALTO. Analogie tra i boati in Fadalto e quanto accaduto a L'Aquila nel 2009 purtroppo ci sono eccome. Sentirlo dire da Giampaolo Giuliani, ricercatore sismologo aquilano, fa rabbrividire. Se non altro perchè fu lui ad aver previsto il terremoto in Abruzzo e a ricevere un avviso di garanzia per procurato allarme. Ieri il rumore dell'«orco», così è stato battezzato lo strano suono di questi ultimi mesi, è stato avvertito da alcuni anche sul Nevegal, anche se le apparecchiature non hanno rilevato alcuna anomalia. C'è da chiedersi se stia davvero succedendo qualcosa o se stia dilagando la psicosi.
Cosa pensa dei boati che da ottobre la popolazione avverte in Fadalto?
«Non conosco il vostro territorio», dice l'esperto, «ma il fenomeno è molto simile a quello che si verifica in una parte del nostro. La popolazione sente solo boati circoscritti nella zona della valle Aterno, che non sono seguiti dal tremore classico».
La rete di rilevamento sismico non sempre registra eventi di piccola intensità, perchè?
«Può accadere perchè non sempre i macchinari sono tutti accesi, oppure perchè le scosse sono molto, molto lievi. Le microscosse strumentali difficilmente sono avvertibili dalla popolazione, ciò significa che l'onda sismica, una volta salita in superficie, si è già attenuata. Potrebbe essere questo che accade anche in Fadalto».
Possono le microscosse essere l'indicatore di un sisma più grande?
«Può essere. In questo particolare momento dobbiamo seguire il percorso della faglia principale quella Balcanica che attraverso le Alpi entra in Italia e scende verso l'Appennino. Nonostante gli scienziati italiani dicano che la situazione è nella norma, secondo i nostri dati, l'attività è sismogenetica con piccoli rilasci di energia che possono portare anche a forti terremoti. L'altro ieri si è verificato un sisma del 4º grado tra Bosnia e Croazia. L'energia prodotta dalla faglia principale va a scaricarsi lungo quelle più piccole».
Come si può prevedere l'arrivo di un forte terremoto?
«E' preceduto da una serie di microscosse (e di boati, ndr) che aumentano di intensità e di frequenza. Quando la curva di innalzamento dell'energia ha un picco verso l'alto in tempi molto brevi (ad esempio L'Aquila passò dai 2.4 fino al 4.2 della scala Richter in 4 mesi), allora l'evento è prevedibile. Prima del sisma più importante da noi, in 36 giorni abbiamo avuto 270 scosse, l'80% delle quali avvertite dalla popolazione nel raggio di 25 km. Nei 12 anni precedenti al 2009, gli abitantiavevano percepito solo un 3.2».
Come si misura il grado massimo dell'evento sismico e qual è il suo raggio d'azione?
«Dipende dalla lunghezza delle faglie, si può arrivare anche all'ottavo della scala Richter se la faglia supera i 100 chilometri, se invece la faglia è come la nostra, intorno ai 25 km, non si supera il 6º-7º grado. Nel nostro caso il sisma è stato del 6.3 e a 100 km di distanza si è percepito come 3.5. Fino a 50 km di raggio, le cittadine possono avere danno».
I terremoti hanno un andamento ciclico?
«Dopo un silenzio sismico di dieci anni, può svilupparsi in quel territorio un nuovo terremoto fino all'intensità massima prevista per quella zona. Anche se in questo momento la situazione è pressocchè tranquilla, ma non è detto che lo sia nei prossimi 30/60 giorni».
Cosa consiglia alla popolazione?
«Di stare in guardia. Nel momento in cui si muovono le suppellettili dentro casa, bisogna uscire all'esterno ed aspettare che la situazione si calmi. E possibilmente tenere vicino alla porta un kit di sicurezza: una coperta, una bottiglia d'acqua e un cuscino».
Quali sono le abitazioni più sicure?
«Quelle costruite in cemento armato, a meno che non abbiano più di 25 anni e siano alte 3 o 4 piani. Ferro e cemento armato in oltre vent'anni subiscono un degrado che non garantisce la sicurezza. La speranza è che le amministrazioni si organizzino e non attendano che il forte evento si verifichi».
Osservate il comportamento dei vostri animali: sono ottime sentinelle del pericolo.

Boati in Fadalto: la Regione cerca alberghi sul litorale
L'iniziativa è solo precauzionale in caso fosse necessario sfollare gli abitanti

di Francesco Dal Mas

FARRA D'ALPAGO. La Regione Veneto sta predisponendo un piano post-sisma individuando gli alberghi sul litorale marino che potrebbero ospitare gli eventuali sfollati di Vittorio Veneto. E' quanto emerso alla riunione, l'altra sera, dei consiglieri comunali di Vittorio Veneto con il sindaco Da Re.
L'iniziativa della Regione è solo precauzionale. Evacuazione e sfollamenti, anche a distanza, si sono verificati fin dai tempi del terremoto in Friuli, nel 1976, e più recentemente in occasione di quello a L'Aquila. Nessun allarme, al momento. Semmai un pre-allarme della Protezione civile, con l'attivazione, sia a Vittorio Veneto che a Farra del "Coc", il centro operativo comunale.
I boati, infatti, si accompagnano a microscosse che arrivano da mille metri di profondità, non dai 5 mila o 10 mila dei terremoti tettonici. Ma è indubbio che la popolazione ha paura. Mario Rosset, assessore alla protezione civile, ha infatti dichiarato che «non siamo in emergenza ma l'attenzione è al massimo livello». Novità sono arrivate dal geologo Gino Luchetta, tra l'altro assessore della Comunità montana. Lo studioso ha fatto conoscere una cosa fino ad oggi sconosciuta: «Il grado delle scosse del 2º grado della scala Richter». Finora si era parlato di un grado e mezzo, di 1.8 per le vibrazioni dell'altro giorno.
«Si tratta di fratture delle rocce a una profondità di 1000 metri - ha ancora precisato Lucchetta - in una zona ben individuata situata al confine tra il Comune di Vittorio Veneto e di Farra d'Alpago». Quindi sotto Sella del Fadalto.
«Si tratta - ha sempre detto il geologo Lucchetta - di masse rocciose in tensione non si sa se per un fenomeno di schiacciamento o di rilassamento». Il sindaco Da Re ha affermato, tra l'altro, che «in ogni caso dobbiamo prepararci anche alla peggiore delle ipotesi». E' stato da tutti ribadito (l'assessore Rosset, Carlo Celso coordinatore della Protezione Civile, il geologo Lucchetta, il sindaco Da Re) che il fenomeno esiste e non bisogna abbassare la guardia. Il sindaco di Vittorio Veneto ha ricordato la costituzione del centro operativo intercomunale con Farra «ma - ha precisato - sta lavorando sul fenomeno dei boati del Fadalto una vera task force composta da Centro di Ricerche Sismologiche, Cnr, Dipartimento regionale e nazionale della Protezione Civile, i nostri tecnici e i comuni di Vittorio Veneto e Farra d'Alpago». Il Comune di Vittorio Veneto terrà un'assemblea pubblica in città, questa sera. Ai consiglieri comunali è stato spiegato il Piano di Protezione Civile comunale, indicando le varie zone di raccolta e le tabellature esistenti già sul territorio comunale.
Il geologo Lucchetta ha fatto il punto anche sui controlli approfonditi lungo la cresta delle montagne che sovrastano la Val Lapisina, alla ricerca di eventuali cedimenti, che non sono stati trovati. «Con la conclusione che si dovrebbe trattare della rottura di rocce in tensione a livello abbastanza superficiale e circoscritto senza ulteriori conseguenze, ma è evidente che la conferma dovrà arrivare dai tecnici per i quali fondamentale sarà la raccolta dati più completa». Lucchetta ha risposto anche alla domanda se si possono verificare frane, come quella del monte Toc, dalle pendici del Col Visentin. Frane che rischierebbero di finire dentro il lago Morto, con effetti devastanti.
L'esperto ha rassicurato precisando che fino ad oggi non sono stati trovati punti di anomalia. 10 febbraio 2011

giovedì 3 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg27


Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo non possono essere confermate della notizie di cui viene riportata la fonte.
Le informazioni, deduzioni, riflessioni o considerazioni personali saranno espressamente indicate.
Ringrazio tutti i visitatori.

fonte asca.it

VENETO: SISMOLOGI,BOATI IN FADALTO DIPENDONO DA FRATTURAZIONI SOTTOSUOLO

(ASCA) - Treviso, 3 feb - ''Anche se non ne abbiamo la certezza assoluta, si ipotizza possa trattarsi di masse rocciose poco profonde (qualche centinaio di metri) che si trovano in uno stato di tensione e che, fratturandosi e liberando energia, producono i rumori che la popolazione sente''. Lo afferma, a riguardo dell'origine dei boati che si avvertono in Val Lapisina, al confine tra le Province di Treviso e Belluno, Paolo Comelli, direttore del Centro di ricerche sismologiche di Ogs, l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste. I sismografi, collocati nell'area interessata dallo stesso Crs, nel tentativo di capire se gli anomali fenomeni acustici che si odono da qualche tempo abbiano un'origine sotterranea riconducibile a terremoti.

''Da quando abbiamo installato i sismografi e avviato le registrazioni - puntualizza Pierluigi Bragato, sismologo che sta operando in zona Fadalto - gli eventi acustici sono diminuiti per numero e intensita'. Abbiamo evidenziato una corrispondenza fra i boati avvertiti dalla popolazione locale e i segnali sismici registrati''.

Si tratta di segnali che si differenziano, per forma e frequenze, da quelli usuali dei terremoti tettonici locali registrati dalla rete sismometrica regionale.

I lavori si sono svolti con regolarita', anche se i sismologi hanno dovuto misurarsi con alcune difficolta' tecniche relative all'interpretazione dei dati. ''I modelli di territorio su cui lavoriamo - ha spiegato Bragato - sono modelli ampi, realizzati su scala regionale, i quali possono essere privi di alcuni dettagli. Servirebbero modelli piu' dettagliati della geometria locale''. Inoltre, e' stato necessario mettere in atto alcuni accorgimenti per scorporare il rumore del terreno da rumori di natura antropica (come per esempio il passaggio di treni o altro).

''Nei prossimi giorni proseguiremo con le acquisizioni'' conferma Comelli ''adeguando le operazioni alla natura del territorio''. Per domani e' prevista l'installazione di due stazioni aggiuntive.


fonte www.italia-news.it

Boati a Fadalto: il mistero s'infittisce, necessarie ulteriori indagini

Sembra davvero un giallo quello che coinvolge gli abitanti di Passo Fadalto e Val Lapisina, tra le province di Treviso e Belluno, che da tempo odono strani boati sotterranei. L'origine del fenomeno resta ancora da chiarire, nonostante del caso si stiano occupando squadre di geologi e studiosi e la Regione Veneto che ha predisposto dei sopralluoghi tecnici in zona. "Come Regione - afferma l'assessore all'Ambiente Maurizio Conte - stiamo costantemente monitorando l'evento e vogliamo approfondirlo, consapevoli che l'area dell'Alpago è tra le più sismiche del Veneto".
"Per quanto riguarda il sistema della protezione civile - aggiunge l'assessore Daniele Stival - i Comuni coinvolti hanno già da tempo messo a punto piani per eventuali interventi". Dai primi rilievi si riscontrano diverse situazioni di instabilità di masse rocciose così come manifestazioni carsiche. Sembrano confermate componenti vibrazionali, ossia leggeri tremori associati ai boati. Non resta che attendere lo sviluppo delle indagini.

fonte corrierealpi.geolocal.it


I geologi della Regione hanno affiancato i sismologi di Trieste e Udine

di Ezio Franceschini
FARRA D'ALPAGO. Anche la Regione Veneto scende in campo per monitorare il fenomeno dei boati. Intorno alle 10 di ieri mattina un elicottero con a bordo i geologi e i tecnici della Regione e i sismologi dell'Ogs di Trieste e Udine ha compiuto un'ispezione sui due versanti del passo Fadalto. Un giro d'ispezione tra il Visentin e Crode Lise che è durato circa una mezz'ora.
Dai rilevamenti visivi e fotografici svolti non sono però emerse evidenze, nelle zone storicamente soggette a frane e distacchi, collegabili con i fenomeni di boati e scosse che interessano da qualche tempo la zona e che insieme alla curiosità stanno creando ai residenti del passo Fadalto e della Val Lapisina più di qualche preoccupazione.
Al campo sportivo di Farra d'Alpago in riva al lago, ad accogliere la pattuglia di ricognizione al suo ritorno c'erano il sindaco Floriano De Pra e il resposabile regionale della Protezione civile, Roberto Tonellato.
Alberto Baglioni ed Enrico Schiavon del servizio geologico regionale, hanno manifestato comunque l'opportunità di eseguire nei prossimio giorni degli ulteriori monitoraggi strumentali con l'uso di radar e Gps.
Il sismologo dell'Ogs, Paolo Comelli, del centro sismologico di Udine, ha sottolineato che l'attività sismica nella zona interessata dai boati non risulta comunque essere maggiore degli standard storici, ma che dalle testimonianze raccolte i boati seguono a una vibrazione del terreno e sono maggiormente avvertiti nelle abitazioni piuttosto che all'esterno.
Nemmeno il possibile legame dei fenomeni con la carsicità del terreno, trova un completo riscontro nelle prudenti ipotesi formulate dagli esperti della Regione al rientro dal volo.
Troppo tempo infatti sarebbe passato dalle piogge abbondanti cadute a novembre e a Natale, e che in altre zone carsiche del Veneto hanno provocato fenomeni analoghi infiltrandosi nelle cavità del sottosuolo e provocando i boati.
Non si escludono comunque movimenti tettonici o microsismi, ma nessuno vuole sentire parlare di sciame sismico, un evento che non è giustificato dai dati sismologici finora raccolti, come hanno dichiarato gli esperti.
Tutti si sono dichiarati concordi che sono necessari comunque altri monitoraggi e soprattutto una comparazione dei dati finora raccolti prima di formulare qulcosa di diverso dalle ipotesi.
Nella riunione di ieri sera a Vittorio Veneto, l'incontro in Comune ha riguardato in primo luogo i piani di Protezione civile che la Provincia di Belluno e quella d Treviso sono pronte a mettere in campo in caso di necessità. «Solo una precauzione e un atto dovuto», ha affermato il presidente Gianpaolo Bottacin.
Da un po' di tempo si sta muovendo anche l'Amministrazione di Farra d'Alpago. Il sindaco Floriano De Pra l'assessore Fulvio Basso e il consigliere comunale della Protezione civile, Primo Mognol, incontreranno domani sera al bar Sella (alle 20.30) i residenti di Sella Fadalto e Santa Croce per informarli sugli sviluppi della situazione e sul piano di Protezione civile locale.
«Domani mattina alle 8» (oggi, ndr), ha spiegato De Pra, che ritiene inopportuno qualsiasi allarmismo e ringrazia la Regione per il suo intervento, «effettueremo un'altra ispezione sulla cresta delle Crode Lise con il Corpo forestale dello Stato, i Servizi forestali regionali e il geologo della Provincia Luca Salti, per controllare l'esistenza di eventuali distacchi di roccia».
Nei prossimi giorni saranno disponibili anche i dati forniti dalle strumentazioni di rilevazione di suoni e vibrazioni del terreno poste a Pianture e a Caloneghe di Vittorio Veneto alcuni giorni fa.
Sembra comunque che lo strano suono, quel famigerato e imprendibile boato che fa discutere non poco, sia stato effettivamente registrato dal geofono installato in quella zona dell'Alpago a ridosso di Crode Lise.