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sabato 14 dicembre 2019

Record WiFi tutti italiani

Tempo fa avevo eseguito alcuni test relativi all'utilizzo del WiFi in ambito radioamatoriale (link).


Cercando alcune informazioni ho scovato una serie di record che si susseguono fin dal 2007: si tratta di record di tratte coperte con la tecnologia WiFi e si tratta di record tutti Italiani.


Il primo è stato il record mondiale wireless ottenuto dal CISAR coprendo una distanza di 304 Km.


Fonte CISAR (link)
Nuovo record mondiale wireless C.I.S.A.R. 304 Km
Ci siamo riusciti….
Sabato 16.06.2007 e’ stata una nuova giornata storica per il C.I.S.A.R. avendo raggiunto e superato il recente record riconosciuto come “mondiale” nei collegamenti wireless banda larga a 5.7 GHz, difatti tra la splendida cornice del Monte Amiata (SI) ed quella del Monte Limbara (Tempio Pausania) si e’ stabilito un collegamento effettivo di 304 Km dalle caratteristiche inaspettate per stabilita’ e performances.
I precedenti records di cui si ha conoscenza sono stati quello di 261,1 Km, sempre della nostra associazione, e di 295 Km di recente stabilito dal Politecnico di Torino ed ufficializzato dallo stesso e dai media in tale senso. Di fatto il C.I.S.A.R. superando la barriera dei 300 Km pone una pietra miliare su questa sperimentazione sia per la distanza , che sicuramente in futuro potra’ essere superata, sia per le caratteristiche dei mezzi utilizzati per il collegamento .
Ci preme sottolineare come senza antenne professionali e con apparati nel normale standard di funzionamento sia possibile ottenere tali risultati , in particolare la grande inventiva e creativita’ dei radioamatori ha permesso di costruire efficientissimi illuminatori partendo da bronzine dei pistoni di motori per autobus. Di cio’ dobbiamo obbligatoriamente ringraziare IK0PCJ Paolo Presenti che ha trasformato oggetti nati per il trasporto persone in spettacolari convertitori di onde radioelettriche, ottimizzandoli poi su parabole nate per la ricezione tv satellitare.
Ricordiamo che anche l’attuale collegamento fa’ parte del ben piu’ ampio progetto di realizzazione della rete nazionale radioamatoriale ad alta velocita’ la quale , allo stato attuale , ha permesso in fase sperimentale di interconnettere in nord-est italiano con la Sardegna in pochi passaggi.
E’ doveroso far notare come in un momento di evoluzione tecnologica del settore, i radioamatori, con pochi mezzi e senza sponsorizzazioni, siano riusciti grazie alla autocostruzione ed alla passione che li contraddistingue a raggiungere tale obbiettivo di rilevanza mondiale ,oltre ovviamente al notevole spirito di gruppo in questo caso instauratosi. Tutti i riferimenti tecnici saranno pubblicati nel prossimo Bollettino Tecnico della nostra associazione.
Un grande ringraziamento a tutti i partecipanti sul luogo ed a quelli che attraverso la rete digitale ci hanno coadiuvato nelle verifiche, grazie anche ai numerosissimi radioamatori che hanno seguito questo evento fin dal mattino attraverso il link Nazionale ,utilizzato come talk-back data la distanza….
IW5CGM Giuseppe Misuri



Il secondo è una serie di test eseguiti proprio nella stessa tratta sempre dal CISAR.

Fonte CISAR (link)
Italy Digital Test 2016: in attesa dei risultati 
Proseguono i test digitali tra il M. Amiata e il M. Limbara in Sardegna, nella famosa tratta dei 304 KM record mondiale a 5 GHz detenuto dal CISAR dal 2007. L'evento che ci ha coinvolti nei giorni 7 e 8 Maggio scorsi e i relativi risultati verranno resi pubblici proprio dal colosso statunitense e noi per questo motivo non abbiamo diffuso nessun dato. Ma allora che ne dite di fare una sorta di "contest" (siamo radioamatori no?) dei risultati ottenuti? La domanda è semplice: quanta capacità di trasposto in MB si è ottenuta nelle categorie 3,5 - 5 -10-20-40- e 50 MHz nelle migliori condizioni disponibili?
Chi più si avvicina...vediamo se riusciamo a fargli vincere qualcosa, una cosa è sicura: anche in questo caso il CISAR e l'Italia hanno già vinto.
Giuseppe IW5CGM


E' infine della scorsa la settimana la notizia di un nuovo record ottenuto tra Italia e Spagna grazie ad un esperimento iniziato nel 2017 e portato a termine dal Politecnico di Torino.

Fonte ANSA (link)
In Italia collegamento wi-fi record, 700 chilometriEsperimento Politecnico Torino tra Sardegna e Spagna
Un collegamento wi-fi 'lungo' oltre 700 chilometri, un sensore e un ricevitore connessi fra Carloforte in Sardegna e la Catalogna, a poca distanza da Barcellona. E' il record del Politecnico di Torino, annunciato in occasione del convegno di agrometeorologia XWC19. Un sistema che non ha l'obiettivo di portare connettività alle persone ovunque, ma è stato pensato per raggiungere con una rete dati capillare e aperta le campagne ed è stato usato nella viticultura per il controllo a distanza della salute delle vigne. Potrà permettere anche di controllare lo stato del manto nevoso o di piazzare una rete di sensori sismici su strade, ponti e zone a rischio.
Si tratta di un progetto iniziato nel 2017 con una sperimentazione condotta dagli iXem Labs dell'ateneo, impegnati nella ricerca per il superamento del divario digitale. Permetterà di costruire un sistema autonomo e alternativo alla telefonia mobile per la raccolta di dati (l'internet delle Cose), applicabile in qualsiasi luogo, anche quello più remoto, indipendentemente dalla disponibilità di energia e dalle condizioni di copertura. Perché il sistema sia sostenibile e replicabile sono necessarie due caratteristiche essenziali: consumi energetici ridottissimi e collegamenti a lunga distanza.
"La rivoluzione digitale in corso - spiega il direttore di iXem Labs, Daniele Trinchero - impatta tutti i settori produttivi, soprattutto con il prossimo avvento delle piattaforme per l'Internet delle Cose. Questo esperimento ha carattere dimostrativo, con una forte connotazione radioamatoriale. Abbiamo scelto le condizioni di propagazione più favorevoli per raggiungere distanze sempre maggiori, con grande attenzione alla sostenibilità. Il record del 2007 fu ottenuto utilizzando solo materiali riciclati e obsoleti, dimostrando una via alternativa alla digitalizzazione a banda larga. Oggi sperimentiamo dispositivi compatti, di facile installazione, a bassissime emissioni, con fabbisogno energetico minimo, e quindi replicabili. Questa sarà l'Internet del futuro".
"L'esperimento condotto dagli studiosi dimostra ancora una volta come le potenzialità di sviluppo dell'Isola passino anche attraverso l'adesione a progetti posti sulla frontiera della ricerca", sottolinea Salvatore Puggioni, sindaco di Carloforte.


Sarebbe interessante continuare ed approfondire i test e le sperimentazioni in tema WiFi radioamatoriale. Staremo a vedere! 


A presto.

73 de Giorgio IU3IOU

sabato 19 maggio 2018

Nuovi test in ambito WiFi radioamatoriale

Lo scorso anno vi avevo raccontato dei primi test ed esperimenti in ambito WiFi ad uso radioamatoriale (link al post).
L'idea era nata dalla lettura di una discussione relativa alla possibilità o meno di effettuare un QSO via WiFi (link alla discussione su ARI Fidenza).


In questo ultimo anno più volte ho attivato il monitoraggio per cercare di approfondire il tema e la comprensione di questa tecnologia.
I test sono stati in questa fase di sola ricezione delle reti WiFi private e commerciali ricevibili dalla mia postazione, così come sono visibili nelle schermate successive con le reti più forti che raggiungono segnali di -70 / -72 dB. Da precisare che il posizionamento dell'antenna è temporaneo pertanto i segnali quasi sicuramente più forti ma andrebbe migliorata la posizione ed il puntamento dell'antenna.







Dallo studio del band plan radioamatoriale sembra che la fascia di frequenze adatte a tale tipo di sperimentazione sia compresa tra i 5,650 ed i 5,668 GHz a statuto secondario, con attività via Satellite e All Mode.
Nelle note di molti band plan radioamatoriali per questa fascia di frequenze si ritrovano anche le note "Comunicazioni Satellite in Uplink - E' permessa attività WiFi".

L'idea rimane quella oltre di conoscere meglio la tecnologia WiFi, di realizzare dei collegamenti punto punto tra stazioni identificate con nominativo e locatore così da avere uno scambio di dati minimi il più possibile a quelli di un QSO radioamatoriale.

A tale scopo ho configurato come SSID, il nome con cui una rete WiFi si identifica, con il mio nominativo e locatore radioamatoriale
Analogamente ho settato una frequenza che rientra in quella fascia di frequenze assegnate al servizio di radioamatore, seppur in statuto secondario.

Sarà necessario predisporre una seconda postazione simile o identica per poi poter effettuare dei test da postazioni punto punto, aumentando via via la distanza.

Preciso per quanti molto più esperti di me su queste tecnologie che i test hanno lo scopo di conoscere meglio il mondo del WiFi, pertanto hanno un puro scopo sperimentale. Ogni confronto e consiglio è il benvenuto nel pieno spirito radioamatoriale.


Setup utilizzato 
radio RouterBoard RB411 della MikroTik 
antenna a pannello per la banda dei 5 GHz
software di gestione WinBox v 6.38.7


Alle prossime.
73 de Giorgio IU3IOU

martedì 23 gennaio 2018

Avvicinandosi alle microonde...

Alcuni amici radioamatori si occupano e sperimentano da anni le trasmissioni radio nelle bande superiori, le cosiddette microonde. Si tratta delle trasmissioni nelle frequenze con lunghezza d'onda compresa tra la parte alta delle onde radio e le radiazioni infrarosse e più precisamente all'interno delle gamme comunemente denominate UHF o Ultra High Frequency (300 - 3000 MHz), SHF o Super High Frequency (3 - 30 GHz) ed EHF Extremely High Frequency (30 - 300 GHz) dello spettro radio.
Sicuramente una bande non molto utilizzate e proprio per questo adatte a test e sperimentazioni.

Tutto questo mi ha sempre affascinato e nell'ultimo anno ho avuto modo di eseguire qualche breve test, ad esempio quelli sul WiFi (link),  o qualche comunicazione nelle microonde come in occasione del contest delle Sezioni ARI V-U-SHF 2017 (link). 

E così ho pensato di approfondire il tema delle microonde, partendo da un testo trovato in internet. Si tratta del libro Microonde edito dalla Libri Sandit.
Per prendere visione della scheda del libro ed eventualmente acquistarlo potete cliccare qui.
Dopo aver eseguito l'ordine ecco in pochi giorni arrivato il volume.




Ora non resta che mettersi a studiare ed approfondire questo affascinante mondo delle microonde.

73 de Giorgio IU3IOU

domenica 17 settembre 2017

Primi passi ed esperimenti WiFi

Questa estate cercando e leggendo alcuni articoli e materiali riguardanti l'utilizzo delle microonde ai fini radioamatoriali, mi sono imbattuto in una discussione che mi ha particolarmente incuriosito relativa alla possibilità o meno di effettuare un QSO via WiFi (link alla discussione su ARI Fidenza).
Sinceramente quello del WiFi era un tema che non avevo mai approfondito da un punto di vista tecnico; ne ero e tuttora resto, un semplice utilizzatore per lo più ignaro di tutta la tecnologia che vi è dietro ad una connessione WiFi.


Proprio a partire da questo articolo, ho iniziato ad approfondire e a confrontarmi con alcune persone più competenti, proprio per cercare di capirne qualcosa di più e di orientarmi un pochino sul tema.
Successivamente mi è stato prestato da Mario I3EME un RouterBoard RB411 della MikroTik e la relativa antenna a pannello per la banda dei 5 GHz.

Il ricetrasmettitore MicroTik RB411

Con questa apparecchiatura, completata dal software WinBox necessario alla configurazione ed al monitoraggio del ricetrasmettitore grazie al collegamento Ethernet, ho iniziato dal mese di luglio a fare qualche sessione di monitoraggio ai soli fini sperimentali, di quella che è la situazione WiFi dal mio QTH. Allo stato attuale, avendo posizionato al momento l'antenna in maniera provvisoria nel terrazzo, ho potuto effettuare i monitoraggi nei quadranti orientali per quasi la totalità dei 180° da Nord a Sud, mentre non è stato possibile coprire i quadranti occidentali, dove sono presenti sicuramente reti radioamatoriali come ad esempio quelle di ARI Montebelluna e ARI Bassano del Grappa
Durante questi monitoraggi ho ricevuto numerose reti WiFi private e commerciali, alcune accessibili in quanto prive di protezione, la maggior parte delle quali provenienti dai quadranti nord orientali e con buona probabilità dal Monte Cesen, vista la portata ottica dalla mia abitazione.

L'antenna a pannello puntata a Nord verso il Monte Cesen

Una schermata di monitoraggio delle reti WiFi grazie al software WinBox

Il prossimo passo sarà quelli di configurare il ricetrasmettitore a 5 GHz in modo che la trasmissione avvenga sui pochi canali WiFi la cui frequenza è compresa nelle porzione di banda di frequenze dei 5 GHz destinate alle attività radioamatoriali, in modo da essere in regola con il band plan radioamatoriale.
Nel frattempo ho già configurato il SSID, il nome con cui una rete WiFi si identifica, con il mio nominativo e locatore radioamatoriale.

Vi terrò sicuramente aggiornati sui prossimi test e sviluppi. Alle prossime.
73 de Giorgio IU3IOU