sabato 13 luglio 2019

Sito INGV e precursori sismici elettromagnetici

È on line il nuovo sito INGV (www.ingv.it) in versione beta con una nuova grafica e nuovi contenuti.


Particolare interesse riguarda la sezione dedicata a l'INGV e le sue reti.
Le Reti strumentali sono alla base del sistema progettato e sviluppato nel corso degli anni dall’INGV per studiare e comprendere l’evoluzione della Terra e le sue dinamiche. Queste infrastrutture, a carattere multidisciplinare, sono finalizzate al monitoraggio e alle osservazioni dei fenomeni e costituiscono  la principale risorsa della comunità scientifica INGV per la ricerca nell’ambito delle Geoscienze e per promuovere l’innovazione scientifica e tecnologica. I dati provenienti da tutte le Reti attualmente gestite dall’INGV rendono possibile il monitoraggio e la sorveglianza in tempo reale dell’attività sismica e vulcanica sull’intero territorio nazionale e nel Mediterraneo. E’ proprio il duplice compito di ricerca e sorveglianza a rendere unico il patrimonio infrastrutturale gestito da INGV, che persegue l’obiettivo di conoscere e capire i processi naturali e rispondere alla società con sempre maggior prontezza, chiarezza ed efficacia.
Testo tratto da  http://www.ingv.it/it/monitoraggio-e-infrastrutture-per-la-ricerca/reti-di-monitoraggio/l-ingv-e-le-sue-reti

Tra queste reti compare anche quella di misura di campi elettromagnetici ULF-ELF-VLF, particolarmente interessante per lo studio delle possibili anomalie collegate all'attività sismica.

Il rilevamento del campo elettromagnetico naturale all’interno della cavità magneto-ionosferica è di notevole rilevanza per un duplice motivo. Da una parte è alla base di studi per la miglior comprensione dei fenomeni relativi alla fisica della magnetosfera e della ionosfera, dall'altra è alla base delle ricerche di eventuali emissioni di segnali ULF-VLF provenienti dalle strutture interne della Terra.
Le frequenze dei segnali investigati vanno dalla regione più bassa dello spettro dove è attiva una rete di sensori magnetici per frequenze ULF e stazioni di rilevamento per segnali elettromagnetici fino a frequenze di 25 kHz. In questo range ricadono anche gli effetti di fulmini, spherics, whistler e tweeks, che costituiscono tipici esempi di emissioni elettromagnetiche innescate da impulsi di energia all’interno della cavità Terra-Ionosfera.
La nuova rete sperimentale Cassandra per il monitoraggio elettromagnetico in banda VLF si affianca alla rete IRON per il monitoraggio del gas radon in una campagna di studio sistematico e comparato dei precursori sismici che impiegherà anche algoritmi a rete neurale. La rete prevede 4 siti distribuiti lungo l’Appennino.
In esperimenti di laboratorio, su rocce portate alla rottura con compressione uniassiale, il monitoraggio dello spettro elettromagnetico a bassissima frequenza (ELF – VLF) ha evidenziato l’esistenza di emissioni elettromagnetiche impulsive associate alla microfratturazione necessaria all’enucleazione della frattura. Un analogo processo di emissione è stato riscontrato anche sui versanti di roccia calcarea immediatamente dopo l’abbattimento di fronti di cava: stavolta in condizioni di sforzo distensivo durante il processo di assestamento dei versanti. Queste esperienze sperimentali lasciano sperare la possibilità di individuare anche in natura delle emissioni elettromagnetiche a bassissima frequenza generate spontaneamente dal processo meccanico di preparazione del terremoto. In sostanza si tratterebbe di un precursore associato, come molti altri, alla dilatanza della roccia ma in questo caso si tratterebbe di una radiazione generata direttamente e sistematicamente dalla dilatanza.
Appare quindi promettente il monitoraggio continuo della radiazione elettromagnetica VLF come possibile precursore sismico. Tuttavia, come per ogni altro fenomeno precursore, non bisogna lasciarsi impressionare dal nome: allo stato attuale della ricerca non è ancora possibile un impiego operativo al fine della previsione. La migliore strategia è invece lo studio comparato del maggior numero possibile di potenziali precursori.
I segnali radio nella banda VLF hanno centinaia di chilometri di lunghezza d’onda. L’antenna attiva impiegata nella rete di monitoraggio è lunga solamente un metro e lavora come ricevitore di campo della sola componente campo elettrico. La banda di lavoro si estende da 20 Hz a 20 kHz, con una risposta uniforme nell’intervallo tra 1 e 13 kHz e sensibilità di 1μV. Il monitoraggio avviene in modo continuo alla frequenza di campionamento di 44100 Hz, che è la stessa usata nei CD musicali.
La banda di lavoro delle stazioni di monitoraggio VLF corrisponde a quella delle frequenze acustiche e il segnale elettromagnetico, convertito in segnale elettrico, viene analizzato attraverso spettrogrammi acustici o “sonogrammi”.
Testo tratto da http://www.ingv.it/it/monitoraggio-e-infrastrutture-per-la-ricerca/reti-di-monitoraggio/l-ingv-e-le-sue-reti/rete-di-monitoraggio-elettromagnetico-in-banda-ulf-elf-vlf 
Ancora una volta emerge il lavoro della scienza ufficiale, sul monitoraggio delle bande basse dello spettro radio, attività che molti radioamatori e appassionati, svolgono seppur in maniera amatoriale con vari sistemi e gruppi di ricerca.

Da sempre INGV lavora su questi studi sperimentali e multidisciplinari con sempre maggior attenzione al fine di studiare eventuali anomalie e correlazioni con i terremoti.
Speriamo che nel tempo possano emergere riscontri concreti e utili alla comprensione dei terremoti e, chissà, alla loro previsione.


73 de Giorgio IU3IOU

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Link ai post dedicati ai precursori sismici

lunedì 8 luglio 2019

Corso di formazione sugli Assetti Idrogeologici del Veneto e sulla gestione delle emergenze.

Nell'ambito dell'aggiornamento professionale e della Formazione Professionale Continua prevista per i geometri, venerdi 05 giugno 2019 ho partecipato ad un corso di Formazione e Specializzazione in Protezione Civile.

Il corso, organizzato dal Collegio Geometri di Padova in collaborazione con il Gruppo di Protezione Civile della Consulta Regionale dei Collegi Geometri del Veneto e della durata di 8 ore, aveva come titolo ASSETTI IDROGEOLOGICI: CONOSCENZA DEL TERRITORIO E GESTIONE DELL’EMERGENZA


Durante la prima parte della giornata è stata presentata la situazione idrogeologica della Regione Veneto ed in particolare della provincia di Padova e dei relativi sistemi di previsione e prevenzione. grazie alla partecipazione dei Consorzi di Bonifica e del Genio Civile di Belluno.

La seconda parte della giornata invece è stata dedicata al racconto e all'analisi dell'evento meteorico Vaia, che ha colpito il Veneto ed in particolare il bellunese nell'ottobre 2018. Si è parlato dei dissesti idrogeologici conseguenti all'evento, alle frane attivate grazie all'intervento della Regione Veneto con la direzione difesa del suolo e la direzione Protezione Civile e l'intervento dell'assessore regionale Gianpaolo Bottacin.

L'ultima parte della giornata è stata dedicata alla spiegazione ed al racconto del modello Veneto di gestione e superamento dell'emergenza che nel tempo è stato strutturato e che è stato utilizzato anche durante l'evento Vaia nel territorio regionale ed in particolare presso la provincia di Belluno.
Da sottolineare che ancora adesso, a distanza di mesi, sono in corso attività di Protezione Civile nel territorio bellunese per il ripristino del territorio e il completo superamento dell'emergenza.

Un corso formativo per rivedere i sistemi di allertamento e di operatività della Protezione Civile della Regione Veneto in tutte le sue componenti istituzionali e di volontariato.
È stata l'occasione inoltre per riflettere sul ruolo del geometra nell'ambito della Protezione Civile, tema che avevo già trattato in un articolo “Il geometra nel sistema di Protezione Civile”, pubblicato sulla rivista tecnica Il Foglio Anno XXXV n. 414 Febbraio 2015.


Alle prossime.
Giorgio De Luca geometra
73 de Giorgio IU3IOU

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Link a due post dedicati all'evento Vaia.
http://ricercasperimentale.blogspot.com/2018/10/report-protezione-civile-veneto-ccs-treviso.html
http://ricercasperimentale.blogspot.com/2018/10/veneto-nuova-allerta-meteo-fase-preallarme.html

C4FM vs DMR (c’è anche il DSTAR)

Recentemente avete letto alcune considerazioni in merito ai vari sistemi di comunicazione digitale per radioamatori (link) quali EchoLink, DMR e C4FM. In quella stessa occasione avevo chiesto all'amico Giuseppe IW3HWT di 73 Radiocomunicazioni (link) una sua opinione e se volesse condividere i suoi pensieri e le sue considerazioni su questi temi.
Dopo pochi giorni Giuseppe IW3HWT mi ha inviato un documento corposo ricco di notizie e spunti di riflessione, che condivido con quei radioamatori che si stiano avvicinando ai sistemi di trasmissione digitale.


Qualche giorno fa Giorgio IU3IOU mi ha chiesto di dare alcune considerazioni su due sistemi digitali
che al momento vanno per la maggiore nel mondo radioamatoriale.
E’ cosa usuale , quando viene acquistato un apparato Vhf-Uhf, sia esso portatile o veicolare, chiedere al venditore se è anche digitale.
E da una così semplice domanda invece si ottiene una risposta che semplice non è, anzi un buon venditore dovrebbe rispondere con altre domande , in maniera di poter capire cosa realmente cerca il potenziale cliente, cercando di capire le strutture (ponti, hotspot, gateway) prossime all’utilizzatore e quindi dopo un attenta valutazione dei pro e dei contro, indirizzare l’acquisto verso uno o l’altro sistema.
Fortunatamente, noi utenti residenti nella pedemontana veneta godiamo di una certa “abbondanza” di stazioni ripetitrici in tutti modi digitali, alcune stand-alone, altre connesse in rete e quindi fruibili di tutte le potenzialità che un sistema può dare.
Facciamo una piccola carrellata, cercando di rimanere il più obiettivi possibile sui 3 sistemi più in voga al momento.


D-STAR
È il sistema proprietario di Icom. Il D‐STAR, acronimo di “Digital Smart Technologies for Amateur Radio” nasce da una ricerca del governo giapponese portata avanti dai radioamatori della JARL (The Japan Amateur Radio League) su come le emergenti tecnologie digitali potessero essere utilizzate con successo anche tra i radioamatori. Il risultato di questa ricerca iniziata nel 1999 viene alla luce nel 2001 con la pubblicazione delle specifiche del sistema. ICOM® è la prima casa costruttrice a decidere di utilizzare queste specifiche per lanciare sul mercato una linea di prodotti commerciali D‐STAR destinati ai radioamatori.

Fondamentalmente, l’utente si doveva registare , la programmmazione dell’apparato era suddivisa su:
indicativo dell’utente
porta d’ingresso del ponte (144, 430 o 1200)
porta di uscita del ponte (locale o gateway)
indirizzamento (normalmente chiamata di gruppo CQCQCQ)

All’inizio tutto poteva sembrare un poco macchinoso, ma una volta capita l’architettura del sistema ilprocedimento diventava abbastanza spedito e si riusciva a programmare l’apparato anche senza l’ausilio di un pc.


C4FM
È il sistema proprietario di YAESU, il primo apparato veicolare vede la luce verso il 2012, la semplicità di questo sistema rispetto al DSTAR è disarmante: non serve registrazione alcuna, l’unico parametro che viene chiesto è l’inserimento del proprio callsign. L’architettura del sistema è molto semplice ed intuitiva e queste peculiarità fanno si che abbia un grande sviluppo in tutta la comunità radioamatoriale, successo avuto anche da una seconda generazione di apparati minimalisti che consentono con una modesta spesa l’avvicinamento al sistema.
Anche in questo caso la programmazione dell’apparato si riesce ad effettuarla senza l’ausilio di un pc.


DMR
Nasce nel 2005 come sistema per comunicazioni digitali destinato all'uso civile/professionale, è un protocollo pubblico e open del quale si fa subito promotore Motorola sviluppando e costruendogli attorno il suo sistema proprietario MOTOTRBO. Nel 2010 un gruppo di radioamatori americani, legati all'ambiente radio professionale, si riunisce per realizzare il primo network amatoriale DMR, il DMRMARC (Motorola Amateur Radio Club Worldwide Network): questo fù l’inizio del divulgarsi di questo nuovo sistema in tutto l’ambiente ham radio mondiale.
Occorre registrarsi su un sito (https://register.ham-digital.org/) per ottenere un codice numerico (chiamato DMR-id) e quindi poter accedere a tutti i servizi di rete.
Per poter programmare le apparecchiature è indispensabile avere un pc e il software dedicato al modello di terminale che stiamo utilizzando.


Cosiderazioni personali
Mentre il C4FM e il D-STAR, sono protocolli proprietari destinati al pubblico radioamatoriale, il DMR è uno standard e quindi è possibile avere sul mercato diversi brand, con apparati di vario target economico e di conseguenza con funzionalità più o meno ridotte.
Una funzionalità che è prerogativa di brand solidi, destinati ad un utenza professionale è il roaming, ossia la capacità (automatica) di gestire i ponti ripetitori come fa un telefono cellulare, preferendo quindi il segnale migliore.
Essendo pensato per un utenza professionale, il radioamatore potrebbe trovarsi spaesato nel non trovare alcuni comandi come il vfo per esempio, e la necessità (salvo in alcuni casi dove l’apparato permette la modifica di alcuni parametri, come la frequenza e qualche altro parametro) di dover utilizzare un pc per una programmazione avanzata.
Personalmente ho sempre utilizzato apparati di un noto brand professionale, che paragonati con quelli di basso costo (che comunque hanno contribuito all’ espansione del bacino di utenza) hanno sempre dato degli ottimi risultati, sia in temini di ricostruzione del segnale audio anche con intensità di  campo basse, che in termini di autonomia della batteria). Una nota folcloristica: nel mese di giugno 2018 abilitando la funzione roaming del mio ricetrasmettitore riuscivo a fare qso con un corrispondente della zona 3, mentre io partito da Torino,rientrando a casa agganciavo i vari ponti e quindi cambiando cella, senza interruzione. Avendo apparati con a bordo l’unità gps, possiamo avere anche una traccia e la posizione del terminale, il tutto sfruttando il server aprs.fi
Personalmente credo che prima di decidere quale modo digitale uno intenda utilizzare , sia molto importante fare una attenta analisi di alcuni parametri:
1) la struttura di rete esistente dove andrà ad operare la stazione
2) la capacità di programmazione dell’utente. E’ vero che esistono dei file preconfezionati dove “basta cambiare il nominativo” ma facendo così si perdono la flessibilità e la personalizzazione di un apparato, cuore di tutti i sistemi digitali.
3) il fattore economico: non crediamo di ottenere gli stessi risultati di un apparato professionale utilizzando un prodotto di fascia economica bassa.



Non mi resta che ringraziare Giuseppe IW3HWT per la gentilezza e cortesia nell'aver dedicato tempo per rispondere ai miei quesiti e per la disponibilità a poter pubblicare e condividere le informazioni e le sue considerazioni sui diversi sistemi di comunicazione e trasmissione digitale., certamente una nuova frontiera e una nuova avventura per noi radioamatori.



Alle prossime
73 de Giorgio IU3IOU

sabato 6 luglio 2019

Franz I3FFE SK stupisce ancora: eredità radio.

Era l'aprile 2018 quando l'amico Franz Falanga I3FFE (ex I7FFE) ci ha lasciato (link) e a distanza di oltre un anno continua a stupire.


Non proprio lui direttamente ma i suoi eredi, ma mi piace pensare che tutto sia dovuto a lui e che ci sia in quanto sto per raccontarvi un filo conduttore.

Potete immaginare lo stupore quando, qualche settimana fa, mi hanno contattato gli eredi di Franz I3FFE comunicandomi che avrebbero pensato a me per destinare il suo materiale radioamatoriale e chiedendomi se ero disponibile a ricevere quel materiale che altrimenti sarebbe rimasto fermo dentro a degli scatoloni.

Con grande stupore misto a molta emozione, dopo un attimo di smarrimento, ho raccolto le idee e ho risposto che sarebbe stato un piacere e un onore.

E così ieri sera sono andato a recuperare il materiale: conservato in cinque sei scatoloni ho trovato un po' di materiale messo alla rinfusa che ho solo sbirciato al momento. Tra i materiali ci sono apparati radio, alcuni accrocchi vari tipo rotori e alimentatori e qualche antenna. Alcune radio sembra essere messe bene e sono quelle che Franz I3FFE utilizzava nel suo ultimo periodo (tipo l'ICOM IC-746), altre più datate e alcune addirittura aperte e magari non più funzionanti.
Mi sia perdonata la qualità delle immagini essendo tarda sera e in condizioni di luce pessime in garage.



SOMMERKAMP FT 250

DEGEN DE 1103

ICOM IC-746


Ora bisognerà mettersi con calma a visionare tutto il materiale radio e testarlo in modo da capire cosa sarà possibile utilizzare e cosa invece dovrà rimanere "solamente" un bellissimo ricordo di Franz I3FFE

Un particolare ringraziamento va agli eredi di Franz I3FFE per il pensiero e la donazione nei miei confronti.
Che dire, ancora una volta grazie Franz, hai stupito di nuovo. Sarà un modo per tenere vivo il tuo ricordo e farti tornare in qualche modo on air!


73 e cieli sereni lassù.
Giorgio IU3IOU

giovedì 4 luglio 2019

Sistemi radioamatoriali di comunicazione digitale: EchoLink, DMR, C4FM.

Da sempre la passione per la radio ed il radioascolto mi ha portato ad avere una particolare predilezione e passione principalmente per le HF onde corte, senza disdegnare però le altre bande. 


Faccio una doverosa premessa prima che qualcuno si scateni: il radioamatore è uno sperimentatore. Non si deve perciò fossilizzare sulle concezioni storiche della radio e del collegamento radio rifiutando ogni aspetto e ogni variazione proposta dalla tecnologia moderna.
Nonostante questo sono il primo a preferire la fonia analogica ed ai vari modi digitali, mentre meno attenzione ho sempre dato ai sistemi di trasmissione digitale.
Certamente realizzare un collegamento radio con mezzi semplici e indipendenti da ponti ripetitori e reti internet, ha un fascino del tutto particolare.

Abitando in appartamento il mio setup d'antenna attuale, una long wire mal posizionata, mi consente nelle HF l'ascolto delle emittenti broadcasting ed utility ma poca attività in ambito radioamatoriale e per lo più nella modalità FT8 che in questo momento storico va per la maggiore. Fare un QSO in fonia diventa difficile date le mie condizioni.

Alla luce della premessa ma data la prolungata assenza dalle HF causa i limiti tecnici ed in attesa di installare un'antenna più performante, sto valutando la possibilità di utilizzare qualche sistema digitale che consenta di fare qualche QSO internazionale.
L'evoluzione tecnologica ci pote di fronte a nuovi sistemi di comunicazione da esplorare se non altro per pura curiosità e interesse conoscitivo, per sperimentare e capire come funzionano e studiarne le possibili applicazioni.

Fin dai primi momenti dell'attività di radioamatore, mi sono iscritto ad EchoLink il servizio che sfrutta le possibilità date dalla rete internet per consentire ai radioamatori di parlare tra di loro a distanze comunque grandi, usando le piccole radio VHF o UHF in FM di cui tutti disponiamo. 
La figura qui sotto rappresenta lo schema di un collegamento Echolink.



Ho avuto modo di sperimentare EchoLink sia da radio che da pc e smartphone, ma ho trovato dei limiti nel trovare interlocutori. Di seguito ecco i pochi QSO effettuati grazie al sistema EchoLink.



Ultimamente mi sto informando anche su altre due possibilità che abbiamo come radioamatori quali i sistemi di comunicazione digitale DMR C4FM.



Il primo contatto con una di queste due modalità, il DMR, è stato fondamentalmente grazie a Giuseppe IW3HWT di 73 Radiocomunicazioni (link), che ha gestito una serata dedicata proprio a questo tema (link).
In questi giorni sto riprendendo in mano la questione per cercare di capire meglio potenzialità e possibilità di questi due sistemi DMR e C4FM.
In rete si trovano molte informazioni, anche per chi si avvicina per la prima volta a questi sistemi di comunicazione digitale.
Tra queste vi segnalo il sito di Rodolfo IW2BSF dove trovate molti articoli sui sistemi DMR e C4FM (link) oltra a molti altri temi.
Di seguito un video della conferenza “La Radio digitale D.M.R.” tenuta in occasione della fiera dell’elettronica Radiantistica Expò 2016 presso il Centro Fiera del Garda di Montichiari (Bs).



Di seguito invece inserisco il video di una serata tecnica tenuta nel presso la sezione ARI Montegrappa dedicata al C4FM.



Al momento non mi sono ancora fatto un'idea precisa, forse perché anche un po' distante dalla filosofia dei sistemi di comunicazione digitale, anche se come detto, mi affascina poterli conoscere e sperimentare.
Alcune riflessioni e idee che frullano per il momento:
- sicuramente il sistema EchoLink di cui faccio già parte offre grandi potenzialità quindi potrebbe essere interessante approfondire la sua conoscenza e scoprirne tutte le potenzialità;
- per quanto riguarda DMR e C4FM sono due sistemi diversi indirizzati a un target di pubblico differente;
- il DMR nasce per un utilizzo civile "prestato" al mondo radioamatoriale mentre C4FM nasce direttamente per i radioamatori: va da sé che il secondo sembra essere un sistema pronto all'uso in maniera più semplice rispetto al primo;
- certamente non esiste un sistema ideale, come non esiste un apparato ideale, bisogna probabilmente cimentarsi e testare i diversi sistemi per capirne le caratteristiche.

Il prossimo passo per approfondire questi temi sarà provare con mano ed eseguire qualche test di questi sistemi di trasmissione digitale, grazie a qualche amico radioamatore che possiede già apparati digitali in DMR o C4FM.

Sicuramente vi darò conto di eventuali approfondimenti e test futuri.
A presto.
73 de Giorgio IU3IOU

mercoledì 3 luglio 2019

Stromboli: eruzione del 03 luglio 2019

Fonte INGV
A partire dalle 16:46 del 3 luglio 2019, si è verificata una violenta sequenza esplosiva parossistica che ha interessato l'area centro-meridionale della terrazza craterica dello Stromboli. Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza dell’Osservatorio Etneo dell’INGV (INGV-OE) è stato possibile distinguere due eventi esplosivi principali molto ravvicinati, rispettivamente alle 16:46:10 e alle 16:46:40. La sequenza è stata preceduta, alle 16:44, da alcuni trabocchi lavici scaturiti da tutte le bocche attive della terrazza craterica.

Il personale dell’INGV in campo ha osservato una colonna eruttiva che si è innalzata per oltre 2 km di altezza al di sopra della area sommitale disperdendosi in direzione sud-ovest. I prodotti generati dalla sequenza esplosiva sono ricaduti lungo i fianchi del vulcano. L’analisi dei dati della rete sismica ha permesso di individuare, oltre alle esplosioni maggiori, circa 20 eventi esplosivi minori. Dopo l’esaurimento della fase parossistica, l’ampiezza del tremore vulcanico è sensibilmente diminuita.
L’evoluzione dei fenomeni è seguita continuamente attraverso le reti di monitoraggio e dal personale in campo delle Sezioni dell’INGV, Osservatorio Etneo di Catania, Osservatorio Vesuviano di Napoli e di Palermo Geochimica.


Immagini della sequenza esplosiva parossistica riprese dalle telecamere di sorveglianza dell’INGV Osservatorio Etneo. a)trabocchi lavici dalle bocche attive della terrazza craterica; b) la prima delle due esplosioni maggiori della sequenza ripresa dalla telecamera termica di Pizzo sopra la Fossa; c) seconda esplosione maggiore della sequenza, a distanza di circa trenta secondi dalla prima; d) la prima esplosione maggiore, ripresa dalla telecamera termica di quota 400 m.s.l.m.

Secondo l’INGV le due esplosioni che alle 16.46 hanno scosso lo Stromboli “sono tra le più forti mai registrate da quando è attivo il sistema di monitoraggio del vulcano, cioè dal 1985”. Simili attività definite ‘parossistiche’ erano state registrate nel 2003 e 2007: “Sono fenomeni abbastanza rari, perché lo Stromboli è caratterizzato da un’attività continua ma a bassa energia”.

Secondo il direttore dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Eugenio Privitera, il fenomeno esplosivo che ha fatto sussultare lo Stromboli per due volte “si può considerare sostanzialmente concluso”, ma non è possibile prevedere se ci saranno delle repliche perché non esistono segnali precursori che annunciano questi eventi. “Sono fenomeni imprevedibili, di conseguenza non si possono fare scenari”, sottolinea l’esperto.



Altre notizie dal web

Secondo la prefettura di Messina, un turista che stava facendo una escursione nella zona sommitale del vulcano è morto, un altro risulterebbe ferito.
I due si sarebbero avventurati, senza l’ausilio di guide, verso la cima del vulcano. Il corpo dell’escursionista è stato localizzato in zona Ponte Corvi. Un elicottero dei pompieri decollato da Salerno è impegnato nel salvataggio di altre due escursionisti che sarebbero caduti e non possono muoversi, con difficoltà operative per il gran fumo. Sull’isola è stato inviato un secondo elicottero dal reparto volo di Catania e anche la motobarca dal nucleo di Messina.

“Siamo usciti dalle case – spiega Gianluca Giuffrè, giornalista e proprietario di un bazar a Ginostra, frazione di Stromboli – anche se fuori c’è una densa nube di fumo e continua a cadere una pioggia di cenere. L’energia elettrica è stata interrotta, forse a causa di un guasto alla centrale. Alcuni turisti si sono precipitati sul molo, cercando un aliscafo, con l’intenzione di abbandonare l’isola”.

Durante il periodo invernale i residenti a Ginostra sono circa una trentina, compreso Giuffrè. Un numero che cresce nel periodo estivo grazie ai numerosi turisti che affollano la frazione di Stromboli, raggiungibile solo via mare. La settimana scorsa a Ginostra si era tenuto uno spettacolo sugli scogli davanti al minuscolo approdo, nell’ambito del Festival del Teatro Eco Logico, dedicato alle donne pescatrici delle isole Eolie, alla presenza di un centinaio di spettatori.

Nel pomeriggio una trentina di persone sono state imbarcate con l’aliscafo della liberty Lines. Un altro mezzo navale ha recuperato altri turisti sempre a Ginostra. Ma la decisione di partire o rimanere è a loro discrezione. Al momento non è stato avviato alcun piano di evacuazione.

Il sindaco di Lipari Giorgianni spiega che “si è attivato immediatamente al Comune il centro operativo ed immediatamente sono state allertate Prefettura e Protezione Civile. A Ginostra stanno operando il personale dei Vigili del Fuoco, della Guardia Forestale, della Guardia Costiera e dei Carabinieri. Sul posto anche la Protezione Civile Comunale”.

A Salina, il sindaco Domenico Arabia ha deciso di chiudere le spiagge. “Al momento non c’è pericolo per onde anomale o tsunami ma in via precauzionale sono state fatte sgomberare anche le spiagge dell’isola di Salina e si raccomanda di non accedervi fino a questa sera”.



Esplosione Stromboli, aggiornamento ore 19: In unità di crisi facciamo il punto con autorità locali, centri di competenza e strutture operative: il Centro Operativo comunale di Lipari è attivo per garantire sul posto la risposta di protezione civile, canadair dei Vigili del Fuoco in azione.



Seguiremo le evoluzioni nelle prossime ore.
73 de Giorgio IU3IOU

martedì 2 luglio 2019

Ancora due eventi sismici nel trevigiano.

Dopo le due scosse di ieri registrate nella zona della pedemontana trevigiana nell'area compresa tra Monfumo e Pederobba (link), oggi un nuovo terremoto di magnitudo ML 2.2 è avvenuto nella stessa zona: 2 km NE Monfumo (TV), alle ore 10:04:13 (UTC) - 12:04:13 ora italiana con coordinate geografiche (lat, lon) 45.85, 11.93 ad una profondità di 8 km.

Un secondo evento  di magnitudo ML 1.3 è avvenuto nella zona a 3 km SW Pederobba (TV), alle ore 10:05:25 (UTC) - 12:05:25 ora italiana con coordinate geografiche (lat, lon) 45.85, 11.96 ad una profondità di 10 km.

Sale così a 4 il numero di eventi sismici registrati nella medesima zona della pedemontana trevigiana. Difficile al momento attuale configurare queste poche scosse di bassa magnitudo come sequenza sismica. 
Ogni anno in Italia si registrano numerose sequenze di questo tipo, e altre di ben più importanti per numero di eventi e magnitudo che si risolvono senza terremoti importanti e degni di nota.



Lo zona della pedemontana è più in particolare la zona di Cornuda e Crocetta del Montello vedono la confluenza di più faglie come si può vedere dalla mappa sotto riportata.



73 de Giorgio IU3IOU

Due lievi eventi sismici nel trevigiano.

Poco fa un terremoto di magnitudo ML 2.1 è avvenuto nella zona 2 km NW di Monfumo (TV), alle ore 21:39:24 (UTC) - 23:39:24 ora italiana con coordinate geografiche (lat, lon) 45.84, 11.9 ad una profondità di 5 km.
Qui sotto la mappa con l'epicentro inserito nella sismicità dal 1985 ad oggi.



Personalmente non ho avvertito il terremoto ma ho udito uno strano rombo prolungato, simile al rombo di un aereo ma anomalo, tanto da farmi alzare ed uscire in terrazzo per capire da cosa provenisse quel suono. 
Subito non avevo compreso di cosa potesse trattarsi, ma dopo aver ricevuto la notifica dell'evento sismico sul telefono ho realizzato che forse ho sentito un suono del terremoto.

Nella stessa area nel pomeriggio era stato registrato un terremoto di magnitudo ML 1.4 a 3 km W di Pederobba (TV), alle ore 15:18:29 (UTC) - 17:18:29 ora italiana con coordinate geografiche (lat, lon) 45.86, 11.94 ad una profondità di 8 km.

Ecco i due eventi registrati dalla stazione sismica di Cima Grappa.


Date le magnitudo contenuto c'è stato un basso risentimento tra la popolazione.

73 de Giorgio IU3IOU

lunedì 1 luglio 2019

eQSL QSL collegamenti radioamatoriali ricevute a giugno 2019

Iniziamo il mese di luglio con le eQSL e QSL ricevute nel mese di giugno 2019 quali conferme dei collegamenti (QSO) effettuati nell'ambito dell'attività di radioamatore.

eQSL







QSL



73 de Giorgio IU3IOU

domenica 30 giugno 2019

Incendio boschivo Cortina d'Ampezzo (BL)

Un furioso incendio boschivo è scoppiato tra le 13 e le 14 di oggi pomeriggio nella zona del rifugio Ospitale sopra Cortina d'Ampezzo (BL). 


Fonte: Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi - CNSAS

A seguito di un forte boato, è stato segnalato un incendio tra la Croda de R'Ancona e Zuoghi. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che già era intervenuto sul Pomagagnon, ha effettuato una veloce ricognizione su richiesta dei Vigili del fuoco ora in azione.
Attorno alle 13 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sotto la Croda del Pomagagnon a circa 1.800 metri di quota, per un'escursionista, che, messo male un piede si era procurata un probabile trauma alla caviglia. Recuperata con il verricello dal tecnico di elisoccorso, la ragazza è stata accompagnata al Codivilla. Pronti a intervenire in piazzola due tecnici del Soccorso alpino di Cortina.
A seguito di alcune segnalazioni di persone che dal Col Rosà avevano sentito un forte boato e poi visto alzarsi il fumo di un incendio, informati subito i Vigili del fuoco, su loro richiesta di un veloce sopralluogo, l'eliambulanza del Suem ha effettuato una rotazione verificando la presenza di una già grande zona alle fiamme, 600 metri sopra Ospitale, tra la Croda de R'Ancona e Zuoghi. Nella probabile zona dell'innesco, non si è visto niente di evidente. 
Attualmente stanno operando i mezzi antincendio.







La zona è impervia ed è stato necessario far volare gli elicotteri antincendio. Al lavoro anche quello della Regione. 
Ecco un video dal Corriere delle Alpi.


Dalle prime ipotesi e ricostruzioni, l’improvviso boato udito immediatamente prima dell'incendio boschivo sarebbe dovuto all’esplosione di un ordigno bellico, ma gli accertamenti sono ancora in corso.







73 de Giorgio IU3IOU