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sabato 2 gennaio 2021

Arecibo risorgerà!

Ebbene si: Arecibo risorgerà! 

Nei mesi scorsi abbiamo tutti sofferto nel vedere le immagini dell'autodistruzione, mi si passi il termine, dello storico radiotelescopio di Arecibo e nel leggere le notizie dei gravi problemi strutturali, della decisione di dismetterlo, del crollo e dei danni riportati.
Una storia dal finale amaro e triste, che finiva con "Addio Arecibo"!

Il radiotelescopio di Arecibo prima dei danni e dei crolli


Chi si fosse perso questi storici passaggi li può rileggere visitando gli articoli presenti sul blog seguendo il link https://ricercasperimentale.blogspot.com/search?q=arecibo+fine.

Da qualche giorno sta girando la una notizia che ha dell'incredibile e che giunge di sorpresa: il 28 dicembre 2020 il governo di Puerto Rico ha stanziato un fondo pari a 8 milioni di dollari finalizzati alla ricostruzione dell’Osservatorio di Arecibo.

Ovviamente, non si tratterà di ricostruire quanto distrutto, ma il progetto prevede un ammodernamento delle strutture e delle tecnologie.

La struttura infatti verrà ridisegnata e ricostruita sulla base dell’iconica immagine dello storico strumento. Saranno montate antenne e ricevitori capaci di prestazioni migliori, così come verrà potenziata anche la capacità di trasmissione per studi radar. Arecibo avrà perciò un campo di vista ampliato e una più efficace apertura, il tutto però con uno sguardo alla proprio storia ed evoluzione. 

E così Arecibo risorgerà, come l'araba fenice rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte.

Cieli sereni! 
73 de Giorgio IU3IOU

domenica 6 dicembre 2020

Il crollo del radiotelescopio di Arecibo: la fine di un'era della radioastronomia.

Non è passato molto tempo da quando abbiamo parlato della decisione di chiudere il radiotelescopio di Arecibo a causa dei suoi gravi danni strutturali da parte della NSF National Science Foundation, l’agenzia governativa statunitense che si occupa di ricerca scientifica e che ha in gestione il radiotelescopio di Arecibo.

La grande antenna di Arecibo era formata da quasi 40mila pannelli di alluminio, montati su una rete di cavi di acciaio a formare un disco. Il disco era sormontato, a 150 metri di altezza, da una piattaforma triangolare che ospitava il sub-riflettore e mantenuta sospesa da 18 cavi ancorati a tre alte torri di cemento lungo la circonferenza dell’antenna. Uno di questi cavi si era rotto in estate; un secondo si era spezzato a novembre. Il video mostra il crollo di dicembre che ha poi causato danni irreparabili. La decisione era quella di smantellare il radiotelescopio in maniera controllata, perché ormai irreparabile.

Infine qualche giorno fa, il primo dicembre 2020, il colpo al cuore. I cavi restanti non hanno retto le 900 tonnellate di peso del sub-riflettore che è precipitato sul grande piatto sottostante, fortunatamente senza causare feriti.

Credit NSF National Science Foundation

Di seguito il video pubblicato dalla NSF National Science Foundation del momento del crollo del radiotelescopio di Arecibo.


In questo ultimo mese molti sono stati coloro che hanno sperato in un ripensamento, in un'intervento e  un'azione economica che potessero salvare in qualche modo il radiotelescopio di Arecibo, ma ora ogni speranza è andata perduta.
Con questo crollo dobbiamo definitivamente dire addio al radiotelescopio di Arecibo, che tanto ha dato alla ricerca scientifica, in particolare nei campi della astronomia e radioastronomia.

Cieli sereni.
73 de Giorgio IU3IOU

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Link per l'approfondimento

I link sottostanti, conducono un intervento dell'INAF a Radio 3 Scienza ed un articolo di Media INAF.  Due autorevoli ed interessanti approfondimenti sul radiotelescopio di Arecibo pre e post crollo di dicembre.

Radio3 Scienza - C'era una volta un radiotelescopio
https://www.raiplayradio.it/audio/2020/11/Caposera-una-volta-un-radiotelescopio-15b75a37-141e-4982-ae5f-9ad3c93690ee.html

Media INAF - Arecibo addio. È crollata la piattaforma sospesa 
https://www.media.inaf.it/2020/12/02/arecibo-crollo/

giovedì 19 novembre 2020

La fine del telescopio di Arecibo.

La National Science Foundation ha annunciato oggi che verrà avviata una chiusura controllata e graduale dell'osservatorio di Arecibo

Una decisione che ha generato sconcerto e disperazione nel mondo scientifico, ma la National Science Foundation, che gestisce la struttura, è stata irremovibile. La struttura è troppo danneggiata, e non c'è modo di ripararla in sicurezza. Andrà smantellata.

Questa è solo la conclusione di una lunga saga di sventure. Il radiotelescopio di Arecibo è stato costruito 57 anni fa, e con i suoi 305 metri di diametro è stato il più grande del mondo per oltre 50 anni. Nel 2017 la struttura subì pesanti danni a causa dell'uragano Maria, uno dei più distruttivi a colpire l'isola di Porto Rico. Quest'estate, ad agosto, un cavo ausiliario si è spezzato, cadendo sul disco del telescopio danneggiandolo.

La struttura è stata sottoposta a ispezioni per determinarne lo stato e la riparabilità, ma a ottobre un altro cavo, stavolta uno principale e pure ritenuto relativamente sano, si è spezzato, rovinando sul disco e danneggiandolo ancora di più.

Il risultato delle ispezioni è giunto oggi, con la decisione da parte della National Science Foundation di decomissionare la struttura. Quasi tutti i cavi mostrano usura e corrosione troppo avanzata, alcune delle torri che sostengono la piattaforma centrale potrebbero crollare senza preavviso e sulle strutture circostanti. E una volta che una struttura pericolante inizia a collassare non c'è modo di arrestare il processo. La rottura di un altro cavo aumenterebbe ancora di più il carico sui cavi rimanenti, già danneggiati dall'età, e questo potrebbe causare un effetto domino con la distruzione incontrollata dell'intero telescopio.

E quindi Arecibo andrà smantellato, nel modo più controllato possibile e "accompagnando" quello che è l'ormai inevitabile collasso completo della struttura. 

Arecibo è famoso per il suo ruolo nel film Contact, e nel progetto SETI voluto da Carl Sagan. 

La demolizione di Arecibo lascerà un gran vuoto in tutti gli appassionati di radioastronomia.

In foto un'immagine dell'osservatorio
di Arecibo di qualche mese fa.