Comunicato ufficiale dal sito della città di Vittorio Veneto
31 gennaio 2011 Boati in Val Lapisina, incontro tecnico mercoledì 2 febbraio in aula consiliare
In relazione ai fenomeni dei boati che da circa un mese sono udibili in Val Lapisina, il sindaco Gianantonio Da Re e l'assessore alla Sicurezza Mario Rosset confermano che sono in attesa dei primi dati che arriveranno dall'istituto oceanografico di Trieste, che ha predisposto una rete di 5 sensori di registrazione locale, e pur non sottovalutando il fenomeno confermano che la situazione nell’immediatezza non deve destare particolare preoccupazione.
E' stata comunque organizzata una riunione di tecnici dela Protezione Civil regionale e locale, e delle istituzioni politiche, con la presenza di sindaci, funzionari e presidenti delle province di Treviso e Belluno, funzionari delle Prefetture, per mercoledì 2 febbraio alle 20.30 in sala consiliare del Comune nella quale di discuterà il da farsi. Saranno presenti anche Enel, Ferrovie dello Stato e Autostrade.
"Senza i dati che arriveranno dai sismografi, e finchè non sarà localizzato il punto esatto che origina i boati, non è possibile muoversi o indicare altre soluzioni". Questo è quanto è stato detto dall'Istituto Oceanografico di Trieste. Sembra invece ancora da dimostrare che i boati non abbiano origine sismologica. Ma le ipotesi che sono state fatte rimarrano tali fino all'arrivo dei primi dati certi e alla reletiva valutazioni dei tecnici ed esperti.
03 febbraio 2011 Boati in Fadalto, le indagini per scoprire le cause del fenomeno
Alla prima riunione indetta mercoledì 2 febbraio dalla Regione Veneta e organizzata dal comando di Polizia Locale e Protezione Civile del Comune di Vittorio Veneto, sul fenomeno dei boati in Fadalto e nella Val Lapisina, hanno partecipato i massimi esponenti istituzionali, regionali, provinciali, comunali e del volontariato.
In tutto una cinquantina di persone, comprese forze dell’ordine, Esercito, Autostrade, Enel, Ferrovie, Anas, coordinate dal dirigente regionale Ing. Roberto Tonellato, l’assessore regionale alla Protezione Civile Daniele Stival, il sindaco Gianantonio Da Re, il presidente della Provincia di Belluno Giampaolo Bottacin, l’assessore provinciale alla Protezione Civile Mirko Lorenzon, i funzionari delle Prefetture in rappresentanza dei Prefetti Adinolfi di Treviso e Simonetti di Belluno e il sindaco di Farra D’Alpago Floriano De Pra.
In apertura, dopo il saluto del sindaco Da Re a tutti gli intervenuti, l’assessore regionale Stival ha annunciato che seguirà una seconda riunione per il giorno 7 febbraio, che si preannuncia più decisiva in quanto completa dei dati che stanno iniziando ad affluire dalle stazioni mobili attivate nella zona del Fadalto, dati che potranno dare un quadro più nitido e chiaro della situazione. In ogni caso affermando la disponibilità immediata della Regione, già attivata con i suoi tecnici e la Protezione Civile a fare da supervisione al coordinamento che dovrà essere attivato dalle due province.
Il dirigente regionale Ing. Roberto Tonellato, della Protezione Civile regionale, che ha moderato l’incontro, organizzato dopo i primi sopralluoghi proprio per fare luce con tutte le componenti interessate su quello che è successo e che sta succedendo dallo scorso mese di ottobre nella zona della Val Lapisina e del Fadalto, ha affermato che al momento attuale la situazione è sotto controllo.
Si sta monitorando attentamente e sistematicamente la zona interessata. In particolare:
- Non sono state rilevate fratture nuove o faglie a vista, anche se si sta ancora indagando e bisognerà fare le analisi approfondite dei dati appena arrivati dalle stazioni;
- Non ci sono gli estremi per l’allerta, ma bensì serve per ora mantenere una giusta e costante ’attenzione;
- L’incontro è stato organizzato anche con lo scopo di analizzare compiutamente la rete e il sistema di Protezione Civile e Volontariato con le istituzioni, per verificare se siano in grado di intervenire in modo corretto in caso di necessità;
A illustrare la situazione allo stato attuale, e alla luce delle prime indicazioni arrivate dai cinque sismografi situati in Val Lapisina è stato delegato il geologo regionale Ing. Alberto Baglioni.
L’ing. Baglioni ha affermato, dopo il sopralluogo ed il sorvolo dei luoghi avvenuto nella mattina di mercoledì 2 febbraio che:
- Si cerca di capire il tipo di risposta da dare in base all’evento di cui ancora non si conoscono le cause;
- Si sta cercando in primo luogo per questo di coordinare e analizzare dati e testimonianze sul posto;
- Sono stati fissati dei punti certi: la storicità del fenomeno con episodi analoghi agli attuali avvenuti a tra dicembre 2000 e gennaio 2001, e nel dicembre 2003. Tra i punti fissi anche il fatto che i fenomeni hanno esclusivamente componente vibrazionale, cioè tremore associato a boato, e tali impulsi vibrazionali sono stati registrati dalla rete strumentale installata; infine la provenienza del fenomeno, indicativamente ancora, è stata individuata a sud-est, lato orientale della Val Lapisina, in pratica zona che guarda all’altopiano del Cansiglio; ma lunedì 7 tali indicazioni saranno più precise;
- I fenomeni sono stati riscontrati e registrati a qualsiasi ora del giorno, non ci sono orari fissi, e si tratta di fenomeni estremamente localizzati, al punto che non sono rilevati in contemporanea da tutte le stazioni;
Secondo l’ingegner Baglioni a questo punto sono tre le situazioni che possono configurarsi a livello di ipotesi dopo le prime indicazioni rilevate:
- Si parla di flussi carsici, spostamento di acqua in profondità dopo le recenti alluvioni, tuttavia essendo che i primi fenomeni sono stati registrati a ottobre, a quella data ancora non si erano verificate le precipitazioni anomale, ma solo nei mesi successivi;
- La stabilità dei versanti, Visentin e Cansiglio: non sono però stati trovati ancora elementi che possano evidenziare movimenti franosi o apertura di nuove faglie;
- Possibilità di manifestazioni superficiali di rottura di rocce per movimenti tettonici, cioè movimenti causati da spinte o tensioni di origine crostale o sottocrostale che avvengono per piegatura o frattura di strati.
- Per stabilire con precisione ci vorrà una approfondita analisi dei tracciati che richiederà ancora del tempo.
Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, ing. Agatino Carrolo ha sottolineato che per una più completa analisi è opportuno collocare nuovi apparecchi sismografici alla base delle pareti rocciose, e attivare rilevamenti satellitari con l’agenzia spaziale.
Tenendo presente che il Fadalto è originariamente una frana e quindi saturo d’acqua. Cercare quindi le ipotesi più verosimili, dalle installazioni dell’Enel al carsismo.
Ha confermato che al momento non ci sono evidenze superficiali per le ipotesi di fratture e che comunque i vigili del fuoco collaboreranno nella verifica e nel controllo per arrivare a identificare il fenomeno che è stato più volte percepito anche dagli stessi operatori del distaccamento di Nove, sul Fadalto.
Le Prefetture per ora hanno già esaminato in sede di controllo la validità dei piani di Protezione Civile in caso di eventuale applicazione, e se siano stati attualizzati alla situazione, auspicando e assicurando il coordinamento a livello di province di Tv e Bl.
Il responsabile della Protezione Civile del Comune di Vittorio Veneto Carlo Celso ha affermato che per l’intervento e potersi muovere con il piano interessa capire l’aspetto tecnico della questione. Il piano di intervento è stato aggiornato di recente e la Protezione Civile è in grado di intervenire tempestivamente in caso di necessità con tutti i suoi attori: si tratta in un primo momento di poter dare pubblicità al piano, dal consiglio comunale al coinvolgimento graduale della popolazione. C’è da sottolineare – ha ribadito Celso – che alla prima presentazione nei vari quartieri della città, la partecipazione della gente e della cittadinanza non è stata soddisfacente, anche se l’obiettivo era proprio, dato l’argomento, la sicurezza dei cittadini. Il Piano sarà pubblicato sul sito internet dei comune nei suoi aspetti più importanti.
Il colonnello Patrizi, in rappresentanza del 1. Fod nel suo intervento ha ribadito che nel sistema di Protezione Civile, in base ai nuovi ordinamenti non viene previsto l’utilizzo dell’Esercito se non come ultima ratio, poiché dispone evidentemente di strumenti e assetti specialistici. Ma è importante che una eventuale richiesta arrivi esclusivamente dalle Prefetture. In ogni caso ha confermato che nell’Esercito, e nella nostra zona, ci sono reggimenti gemellati proprio con le Prefetture, gli Alpini a Belluno e i Lagunari a Treviso.
Il presidente della Provincia di Belluno Giampalo Bottacin: “Noi ci siamo attivati con le opportune banche dati e segnalazioni arrivate alla Protezione Civile di Belluno e le segnalazioni dei cittadini arrivate tramite i Vigili del Fuoco e in questo caso del Comune di Farra d’Alpago. Non sono state trovate, incrociando i dati, attinenze attribuibili a eventi sismici.
E allora, fino a quando la tipologia dell’evento non è chiara non si può dire niente, e neppure pianificare, poiché le azioni sono solo conseguenti al tipo di evento, che al momento attuale è ancora da scoprire. Sarà fondamentale la riunione del 7 febbraio. E fino ad allora è inutile pre-allertare. La Provincia di Belluno è pronta ma bisognerà fare un ragionamento con Treviso.
L’assessore alla Protezione Civile della Provincia di Treviso Mirko Lorenzon ha sposato la proposta del presidente Bottacin e ha auspicato un piano particolareggiato per la questione dei fenomeni della Val Lapisina, annunciando la disponibilità immediata della macchina operativa della Provincia.
Sono intervenuti quindi gli altri enti:
Enel: assicura che gli impianti funzionano regolarmente e in modo perfetto, con monitoraggio costante dal quale non sono mai state rilevate anomalie: neppure i loro sensori di vibrazione, alle centrali, hanno rilevato qualche movimento strano. Non sono stati fatti lavori particolari, si procede con la normale amministrazione. Nessuna indicazione di anomalie da 40 anni a questa parte.
Anas: sul settore viabilità non è stato registrato nulla
Autostrade: formate da struttura antisismica, le ispezioni sono state sistematiche ogni tre mesi, sia visivamente che con attrezzature. Lunedì scorso sono stati effettuati sopralluoghi su viadotti e gallerie e non sono stati visualizzati problemi di alcun tipo
Carabinieri, Polstrada e Guardia di finanza: essendo i primi ad arrivare sui posti, in caso di emergenza sono pronti ad ogni intervento.
Corpo Forestale: da parte della Forestale la disponibilità ad ispezionare luoghi che gli strumenti definiranno più sensibili.
PrealpiSoccorso, Avab, Agesci: bisogna testare i piani che sulla carta sono buoni, e questa diventa anche occasione per una esercitazione pratica. Viene chiesta in questa fase una sinergia costante per essere operativi senza problemi in caso di necessità.
In ultima analisi è emersa anche la necessità di canalizzare il flusso delle comunicazioni poiché è stato rilevato che in questi giorni si sta leggendo e sentendo di tutto e di più.
Il sindaco Da Re, ringraziando tutti i presenti per l'impegno e la presenza alla serata ha tracciato le prime conclusioni, dando l'appuntamento alla riunione del 7 febbraio: quindi raccordo tra le due Province, monitoraggio intercomunale per un presidio costante del territorio sia per prevenzione che per protezione.
Si colgono già - ha evidenziato il primo cittadino in sintonia con il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Carrolo - importanti sinergie che vanno portate avanti: la vigilanza sul territorio viene garantita da tutte le forze, il coordinamento e l'appoggio di Regione e Province, mentre sarà l’occasione a livello esercitativo per la costituzione del Centro Operativo Comunale con le associazioni di volontariato.
Infine il sindaco Da Re ha confermato che dopo la riunione in Regione di lunedì 7 febbraio sarà organizzato un incontro con le famiglie e i cittadini residenti in Val Lapisina. «Rientra nei nostri doveri quello di dare delle spiegazioni ai nostri concittadini che stanno convivendo con questo fenomeno e sono preoccupati. Ma solo dopo lunedì, quando saremo in possesso dei dati forniti dal CNR e dagli altri enti potremo presentarci con delle notizie certe. Si può dire che nell'immediato non c'è alcuna preoccupazione, ma comunque grande attenzione per un fenomeno che come abbiamo sentito si è già verificato in passato senza conseguenze. Ci auguriamo sia così anche questa volta, senza creare inutili allarmismi».
Appunti di ricerca e sperimentazione amatoriale di Giorgio De Luca IU3IOU (SWL I-4979/VE) - Cornuda (TV) ITALY
giovedì 3 febbraio 2011
Boati in Fadalto - agg25

Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo non possono essere confermate della notizie di cui viene riportata la fonte.
Le informazioni, deduzioni, riflessioni o considerazioni personali saranno espressamente indicate.
Ringrazio tutti i visitatori.
fonte (Adnkronos)
Venezia, 3 feb. Il mistero dei boati che da oltre un mese si odono dalla zona del Passo Fadalto e in Val Lapisina, a cavallo fra le province di Belluno e di Treviso non ha ancora trovato una risposta precisa, ma si stanno affinando le analisi per venirne a capo e gli interventi in relazione agli scenari che potrebbero emergere. Ieri si e' svolto anche un incontro con successivo sopralluogo e sorvolo in elicottero in zona con tecnici, esperti dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Udine e dell'Unita' Operativa di Supporto (UOS) della struttura di Padova dell'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR e della Regione del Veneto.
''Come Regione - ha sottolineato l'assessore all'ambiente Maurizio Conte - stiamo costantemente monitorando l'evento e vogliamo approfondirlo, consapevoli che l'area dell'Alpago e' tra le piu' sismiche del Veneto''. ''Per quanto riguarda il sistema della protezione civile - gli ha fatto eco l'assessore Daniele Stival - i Comuni coinvolti hanno gia' da tempo messo a punto piani per eventuali interventi. Inoltre, dal momento che la zona interessata coinvolge il territorio di due Province, vi sara' anche un coordinamento a livello regionale, in stretto cllegamento con le due amministrazioni provinciali e i comuni interessati''.
Fonte www.oggitreviso.it
Autore Claudia Borsoi
«DOPO IL VERTICE IN REGIONE, RIUNIONE CON LA POPOLAZIONE»
L'annuncio è del sindaco Da Re, pronto a incontrare i vittoriesi con i dati forniti dal CNR
VITTORIO VENETO - Le notizie uscite in queste settimane sono state a volte contrastanti e, in alcuni casi, hanno creato anche inutili allarmismi tra la popolazione. Per questo il consiglio di quartiere, mercoledì scorso, aveva chiesto al sindaco, e poi al Prefetto di Treviso, un incontro pubblico.
L'incontro con la popolazione ci sarà, ma solo dopo il vertice di lunedì 7 in regione. «È nostro dovere avvisare la popolazione - ha sottolineato ieri sera in occasione del vertice in municipio il sindaco Gianantonio Da Re - ma solo dopo lunedì, quando saremo in possesso dei dati forniti dal CNR. Solo allora organizzeremo una riunione con la popolazione. Per ora non c'è alcuna preoccupazione, ma comunque attenzione per un fenomeno che si è già verificato».
Il sindaco ha poi assicurato la presenza sul territorio in modo sinergico degli uomini del Comando di Polizia Locale e dei Vigili del Fuoco fino a quando il fenomeno non rientrerà.
Anche nelle ultime ore la popolazione del Fadalto ha avvertito dei boati, cinque quelli segnalati nella notte tra martedì e mercoledì
Fonte www.oggitreviso.it
Autore Claudia Borsoi
BOATI: NON È QUESTA LA PRIMA VOLTA PER IL FADALTO
Il fenomeno si lega alla natura carsica del territorio. Alcune ipotesi, come quella delle acque sotterranee, perdono quota
VITTORIO VENETO - Non è la prima volta, questa, che in Fadalto si avvertono dei boati, fenomeni localizzati che si legano alla natura carsica del territorio. Lo ha reso noto ieri sera l'ing. Roberto Baglioni, Dirigente Geologo della Regione del Veneto, in occasione del vertice che si è svolto nella sala consigliare del comune.
Presenti tutti i rappresentati locali delle forze dell'ordine, quelli dell'esercito, i Vigili del Fuoco con il comandante provinciale Agatino Carrolo, il delegato del Prefetto di Treviso, l'assessore alla Protezione Civile regionale Stival e quello provinciale Lorenzon, il Presidente della provincia di Belluno, Bottacin, il sindaco di Farra d'Alpago, i dirigenti della Protezione Civile regionale, oltre agli amministratori vittoriesi e ai rappresentanti delle associazioni di Protezione Civile del territorio.
L'incontro, in una prima fase chiuso al pubblico, è stato poi aperto alla stampa e ai numerosi cittadini, in gran parte della Val Lapisina.
«Questa tipologia di fenomeno si è già verificata in almeno un paio di occasioni: tra il dicembre 2000 e il gennaio 2001, e nel dicembre 2003 - ha sottolineato l'ing. Roberto Baglioni -, manifestazioni minori, ma simili nella percezione». Un aspetto, questo, che era stato anticipato anche dal direttore del CRS di Udine, Paolo Comelli.
«Le rete strumentali adesso registrano puntualmente i fenomeni, quindi si tratta di fenomeni che hanno una componente vibrazionale, molto focalizzati e che hanno come prima indicazione del luogo di provenienza un'area posta a sud-est rispetto al Pizzoc. Ne sapremo qualcosa di più fra un paio di giorni» ha aggiunto Baglioni, riferendosi al vertice che lunedì prossimo, 7 febbraio, si terrà in regione: solo in quella occasione saranno a disposizione tutti i dati analizzati dal CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
«I boati - ha poi proseguito Baglioni - sono in realtà delle cose che accompagnano questi eventi. Quali siano le cause, ci sono diverse ipotesi, alcune perdono quota, altre diventano più probabili».
Tra le cause che nelle ultime ore hanno perso quota c'è proprio quella che si era accreditata nei giorni scorsi: che i boati fossero legati ai flussi d'acqua sotterranei. Questa ipotesi sembrerebbe oggi meno probabile perchè i primi boati sono stati avvertiti a ottobre, mentre il maltempo si è abbattuto sull'area solo a Ognissanti.
Ci sono però altre ipotesi che oggi vengono tenute in considerazione dagli esperti regionali. La prima è quella degli assestamenti di grandi masse che potrebbero generare questo tipo di emissioni, ipotesi che ieri è stata oggetto del sopralluogo con elicottero sulla zona del Fadalto. Un'altra ipotesi avanzata sarebbe quella che i boati non siano altro che gli effetti di variazione di frizione delle rocce superficiali legati a spostamenti tettonici.
«Tutte queste ipotesi dovranno essere vagliate e ci vorrà tempo. Abbiamo comunque la certezza che si tratti di un fenomeno localizzato e superficiale» ha ammesso l'ing. Baglioni.
Ieri con il sopralluogo in elicottero da parte dei tecnici della Regione non sono state avvistate nè frane nè faglie, ma altre indagini saranno condotte nelle prossime ore.
mercoledì 2 febbraio 2011
Boati in Fadalto - agg24
Nel servizio televisivo andato in onda pochi minuti fa sul TG3 Regionale si è imputata la causa dei boati sentiti nella zona del Fadalto in questo ultimo periodo ad una attività sismica. Sembrerebbe che i sismometri abbiano rilevato, in coincidenza con le segnalazioni dei boati, attività sismica lieve.
Per ora non ci sono stati eventi sismici rilevanti, nonostante questo l'attività sismica di questo periodo va al di fuori dell'attività sismica di fondo che normalmente avviene.
Alla luce di questa prima lettura dei dati, dei sopralluoghi e dei vertici fatti fino ad oggi, sarà necessario continuare il monitoraggio e la verifica dei dati per comprendere l'evoluzione del fenomeno.
La Protezione Civile Regionale per ora non parla ne di preallarme ne di allarme ma semplicemente di uno stato di attenzione.
Per ora non ci sono stati eventi sismici rilevanti, nonostante questo l'attività sismica di questo periodo va al di fuori dell'attività sismica di fondo che normalmente avviene.
Alla luce di questa prima lettura dei dati, dei sopralluoghi e dei vertici fatti fino ad oggi, sarà necessario continuare il monitoraggio e la verifica dei dati per comprendere l'evoluzione del fenomeno.
La Protezione Civile Regionale per ora non parla ne di preallarme ne di allarme ma semplicemente di uno stato di attenzione.
Boati in Fadalto - agg23
Adriano Nardi che lavora e collabora con l'INGV mi ha segnalato che nel 2001 c'è stato un episodio simile a quello che sta accadendo in Fadalto.
Nel 2001 l'evento aveva interessato una zona vicino a Roma, per la precisione nel territorio del Comune di Guidonia Montecelio, sito ad una quindicina di chilometri a NE di Roma.
Fortunatamente non accadde nulla di particolare se non un po' di spavento.
Nonostante questo la comunità scientifica aveva indagato sull'evento.
Eccone i risultati dell'ANALISI DEL PERIODO SISMICO GIUGNO-LUGLIO 2001 DI
GUIDONIA MONTECELIO (RM)
Ecco il link al documento
http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2001/media/2001/contents/pdf/12_16_full.pdf
Nel 2001 l'evento aveva interessato una zona vicino a Roma, per la precisione nel territorio del Comune di Guidonia Montecelio, sito ad una quindicina di chilometri a NE di Roma.
Fortunatamente non accadde nulla di particolare se non un po' di spavento.
Nonostante questo la comunità scientifica aveva indagato sull'evento.
Eccone i risultati dell'ANALISI DEL PERIODO SISMICO GIUGNO-LUGLIO 2001 DI
GUIDONIA MONTECELIO (RM)
Ecco il link al documento
http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2001/media/2001/contents/pdf/12_16_full.pdf
Boati in Fadalto - agg22
L'amico Renzo Cabassi mi ha segnalato un articolo apparso sul blog del CIPH - Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen.
Di seguito un'introduzione dell'articolo fatta da Renzo e il link all'articolo.
Giuseppe Stile dedica il suo post del 31 gennaio 2011 ad un argomento che
sta in questo periodo rimbalzando su internet. All'inizio del secolo scorso
definiti "Brontidi", ma anche con nomi piu' esotici, entrano negli interessi
del CIPH per la possibile correlazione con eventi legati alla sismicita'
delle zone geografiche dove e' possibile registrarli...
Il post dal titolo
VITTORIO VENETO (TV): IL RITORNO DEI BRONTIDI?
E' visibile puntando:
http://ciph-soso.blogspot.com/2011/01/vittorio-veneto-tv-il-ritorno-dei.html
Di seguito un'introduzione dell'articolo fatta da Renzo e il link all'articolo.
Giuseppe Stile dedica il suo post del 31 gennaio 2011 ad un argomento che
sta in questo periodo rimbalzando su internet. All'inizio del secolo scorso
definiti "Brontidi", ma anche con nomi piu' esotici, entrano negli interessi
del CIPH per la possibile correlazione con eventi legati alla sismicita'
delle zone geografiche dove e' possibile registrarli...
Il post dal titolo
VITTORIO VENETO (TV): IL RITORNO DEI BRONTIDI?
E' visibile puntando:
http://ciph-soso.blogspot.com/2011/01/vittorio-veneto-tv-il-ritorno-dei.html
Boati in Fadalto - agg21

Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo non possono essere confermate della notizie di cui viene riportata la fonte.
Le informazioni, deduzioni, riflessioni o considerazioni personali saranno espressamente indicate.
Ringrazio tutti i visitatori.
fonte notizie.virgilio.it
Terremoti/ Boati a Fadalto, riunione tecnica lunedì 7
Vertice con Istituto Geofisica di Udine e Cnr Padova
Alla riunione sono stati invitati il Centro Ricerche Sismologiche dell' Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Udine, l'Unità Operativa di Supporto (UOS) della struttura di Padova dell'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR, il Servizio valutazione del Rischio Sismico della Protezione Civile Nazionale, i presidenti delle Province di Belluno e di Treviso, i sindaci di Vittorio Veneto e di Farra d'Alpago, oltre ai responsabili delle direzioni regionali interessate (Direzione Geologia e Georisorse, Unità di progetto Protezione Civile, Direzione Difesa del Suolo) e alle Prefetture di Belluno e Treviso.
fonte www.oggitreviso.it
TRA I BOATI DEL FADALTO
La gente del posto convive con un fenomeno mai avvertito prima. Alcuni sono tranquilli. Altri pensano che qualcosa debba accadere
VITTORIO VENETO - Io sto col Maschietto. Angelo Maschietto è un astronomo, matematico e geologo del XVI secolo. Mascheitto ha scritto la prima (e quasi unica) toponomastica del Vittoriese. Ha scritto e spiegato perché certi posti si chiamano così. E’ andato alla radice (leggi: etimologia) dei luoghi e ci ha detto che ogni nome e ogni luogo è legato alla sua origine, o storia.
Il Maschietto, sul Fadalto, dice che alcuni riconducono la sua etimologia a “fatto alto” perchè Fadalto potrebbe essersi formato da una frana, dal cedimento del monte Pineto (ai margini del Cansiglio) a causa dello scorrere del fiume Piave in qualche anfratto sotterraneo. Maschietto (per tranquillizzare chi legge) dice pure che a lui quest’etimo pare incerto e che il nome Fadalto deriverebbe da faggio, che è uno degli alberi autoctoni della zona. Per questo io sto col Maschietto. Perché non voglio pensare che Fadalto significhi cedimenti, smottamenti, crolli, e che una parte di Marca potrebbe franare, inghiottire uomini, case e vita. Ed essere una specie di altro Vajont, come qualcuno ha ventilato.
Fadalto e Vajont. L’idea di associare anche lontanamente i due nomi è ovviamente scartata da chi in questi posti ci vive, ci passa.
"Io abito a Longarone, esattamente a Castellavazzo, - dice Giuseppe Settin, classe 1961, che lavorando all’Emisfero di Vittorio Veneto passa ogni giorno per il Fadalto – e credo il Vajont resterà una tragedia unica. Con una causa che è stata sondata e spiegata chiaramente: lì c’era una diga e un invaso che non andavano fatti. L’analogia col Fadalto non esiste”. Secondo Settin il fenomeno dei boati in Fadalto è stato enfatizzato e alcuni residenti ci ridono un po’ su. “A fare rumore – dicono – sono quelli di Farra (una frazione poco distante): gli abitanti di Farra sono soprannominati “Bot”.
Ipotesi terremoto. In questi giorni i sismografi dovrebbero confermare che non c’è un’attività tellurica preoccupante in zona anche se “qualche scossetta – conferma Luigino Puricella del bar Sella – in Fadalto si sente sempre”. “Scossette di assestamento - tranquillizza Attilio Scarpa che vive a Ponte nelle Alpi e che ricorda il terremoto del '76 e la scia di piccoli movimenti tellurici conseguenti.- I boati che si sentono qui, dice l’anziano, sono riconducibili all’acqua, ai movimenti sotterranei: ha piovuto due mesi di seguito e l’acqua fatica a defluire, borbotta…”
Timori e preoccupazione. Ma la preoccupazione per quanto sta accadendo in Fadalto qualcuno la sente. Fatalisticamente, magari, ma la sente. Sulla pelle.
“Il fenomeno preoccupa anche me che vivo ai Frati, a Vittorio Veneto – dice Fabio Nuti, agente di commercio. - Non è normale quello che sta accadendo e sarebbe assurdo abbassare la guardia. Non monitorare costantemente la situazione”.
Fabio Nuti vive ai Frati, Vittorio Veneto
E a credere che “prima o poi” accadrà qualcosa di grave sono due residenti a Fadalto basso: Renzo Baccichet e Martino Mognol. I due parlano del fenomeno dei boati come di qualcosa di nuovo, inedito, pericoloso e strano. Ne parlano, dicono, con cognizione di causa. Un po’ perché in Fadalto loro ci stanno da sempre (e hanno entrambi più di sessant’anni), un po’ perché in Fadalto ci hanno lavorato. Entrambi sono stati impiegati come operai nella costruzione dell’autostrada che bypassa il Fadalto, un po’ svettando verso il cielo con un’interminabile sequela di piloni, un po’ entrando nel ventre della montagna.
Renzo Baccichet di Fadalto Basso
“Il Fadalto – dice Martino Mognol (che non conosce il Maschietto) – è una frana. Le case, i boschi, gli orti stanno tutti su una frana che si è formata chissà quanti millenni fa. Ma che è pur sempre una frana. Una frana che sta tra due montagne che sono pura roccia. Per costruire l’autostrada io mettevo la cariche esplosive. La montagna è stata sventrata con la dinamite. E i boati che sentiamo ora (l’attività è iniziata ad agosto, ma si è fatta più frequente nell’ultimo mese) sembrano l’eco di un’esplosione sotterranea: si tratta di rumori sordi, che vengono dalla profondità della terra.”
Martino Mognol di Fadalto Basso
E come se li spiega? La causa sono le falde d’acqua che cercano una via di scorrimento. L’autostrada, c’è poco da dire, ha snaturato il paesaggio. I piloni che sorreggono il viadotto entrano nelle viscere della terra tanto in profondità quando si innalzano. Per fissarli al suolo, sotto il plinto che li regge alla base, sono stati fissati pali di ferro cementati. Solo che il cemento non è sempre finito nel posto giusto. Io, durante i lavori, ho visto la colata di cemento fuoriuscire in mezzo al lago.
Vuol dire che i piloni dell’autostrada hanno i piedi d’argilla? Voglio dire che si è costruito su una “frana”. Su un territorio e un terreno carsico, caratterizzato da buche creati soprattutto dall’acqua. I lavori per l’autostrada hanno bloccato e deviato l’acqua che ora sta cercando di trovare una via. Può darsi che riesca a scavarsi un alveo più in basso, ma può darsi che trovi roccia o cemento e che salga verso la superficie.
Siete preoccupati? Certo che lo siamo. Ma che possiamo fare? Le nostre case sono qui.
L’ipotesi che i boati avvertiti dalla popolazione in Fadalto (boati che fanno tintinnare i piatti, i bicchieri, vibrare i mobili) sarebbero in effetti collegati a spostamenti d'acque sotterranee è la più plausibile.
A confermarlo, ieri a Venezia, durante un incontro tra le autorità comunali dell'area interessata e la protezione civile regionale, sono stati alcuni ricercatori che hanno collegato gli eventi acustici con spostamenti di masse d'acqua, alterate nel loro volume dalle precipitazioni dell'autunno scorso.
BOATI. ROSSET: «NESSUNA IPOTESI È ANCORA ESCLUSA»
L'assessore alla Sicurezza va cauto sull'ipotesi che si è accreditata nelle ultime ore, ovvero quella delle acque sotterranee
VITTORIO VENETO – «Nessuna ipotesi è esclusa» fa sapere l’assessore alla sicurezza del Comune di Vittorio Veneto Mario Rosset (in foto a lato), che ieri, martedì, si trovava in Regione per un incontro con la Protezione Civile regionale.
«L’incontro di oggi (ieri ndr) – precisa - aveva tutt’altra finalità, ovvero illustrare il piano di protezione civile comunale e le aree individuate per gli interventi, non solo per il Fadalto, ma per l’intero comune. Non abbiamo valutato alcun dato rilevato dai sismografi, perché i tecnici li stanno ancora raccogliendo». Piano comunale di Protezione Civile che la Regione ha classificato tra i migliori del Veneto.
L’assessore Rosset, dunque, non conferma che, in occasione dell’incontro si sia fatta avanti tra le tante ipotesi quella che i boati del Fadalto siano collegati agli spostamenti delle acque sotterranee, così come diramato dall’Ansa nel pomeriggio di ieri.
Un’ipotesi, questa, che era stata sostenuta nelle scorse settimane anche dal geologo vittoriese Antonio Della Libera. Le abbondanti piogge cadute nel corso degli ultimi mesi, sempre secondo questa ipotesi, avrebbero innalzato le falde sotterranee e riempito gli spazi vuoti ricchi d’aria, generando così i boati che da mesi i residenti sentono provenire dal sottosuolo.
«La pioggia – spiega Della Libera (in foto a lato)- quando penetra all’interno di massicci di natura carsica come il Visentin o il Cansiglio innalza la falda, aumentando la quantità d’acqua all’interno e questo può creare secondo me delle dinamiche. Là dove non c’è roccia, c’è aria e quando arriva l’acqua la scaccia via».
Che tipo di indagini si dovrebbero eseguire per capire se la natura dei boati sia proprio questa? «Si possono misurare le oscillazioni della falda, ma questo lo fanno solo gli speleologi, una ricerca finalizzata a questo è difficile da realizzare. Bisognerà un po’ alla volta eliminare tutte le ipotesi che non stanno in piedi e poi si vedrà. Quello che si può dire è che se la causa fosse questa, non sarebbe molto preoccupante. Con la normalizzazione delle falde, gli eventi dovrebbero rientrare e ciò sarebbe un riscontro che sosterrebbe questa ipotesi Sarebbe inoltre interessante capire con una ricerca se in altre zone carsiche questi fenomeni si verificano o si sono verificati».
Questa sera, 2 febbraio, confermato il coordinamento tecnico in Municipio, mentre continuano i contatti tra l’amministrazione e il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Oggi i cieli di Vittorio Veneto saranno sorvolati anche da un elicottero della Protezione Civile che monitorerà dall'alto l'intera Val Lapisina.
martedì 1 febbraio 2011
Boati in Fadalto - agg20

Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo non possono essere confermate della notizie di cui viene riportata la fonte.
Le informazioni, deduzioni, riflessioni o considerazioni personali saranno espressamente indicate.
Ringrazio tutti i visitatori.
fonte ansa.it
Montagna: boati Fadalto; Protezione civile,acque sotterranee
Secondo esperti sono masse d'acqua sotterranee che si spostano
01 febbraio, 16:27
(ANSA) - TREVISO, 1 FEB - Sarebbero collegati a spostamenti d'acque sotterranee i boati avvertiti dalla popolazione della Valle di Fadalto, tra Vittorio Veneto e le prealpi bellunesi, attraversata dagli alti piloni dell'A27.
E' emerso oggi a Venezia nell'incontro tra le autorita' comunali dell'area interessata e la protezione civile. L'ipotesi piu' plausibile, secondo i ricercatori, collega gli eventi acustici che si avvertono da alcune settimane a spostamenti di masse d'acqua sotterranee, alterate nel loro volume in modo piuttosto rapido dalle precipitazioni dell'autunno scorso. (ANSA).
fonte www.gazzettino.it
Treviso. Boati sul Fadalto, secondo
i ricercatori: «Colpa di acque sotterranee»
Lo spostamento dei liquidi, aumentati dopo le precipitazioni
dello scorso autunno, sarebbe alla base delle "esplosioni"
TREVISO - Il mistero dei boati nella Valle di Fadalto, Vittorio Veneto (Treviso) e le prealpi bellunesi, potrebbe essere svelato a breve: secondo i ricercatori che hanno effettuato i rilievi, infatti, le "esplosioni" sarebbero collegate a spostamenti di masse d'acqua sotterranee.
È emerso oggi a Venezia, durante l'incontro tra le autorità comunali dell'area interessata e la protezione civile regionale. Le masse d'acqua sotterranee sarebbero state, sempre per i ricercatori, alterate nel loro volume in modo piuttosto rapido dalle precipitazioni dell'autunno scorso.
Le segnalazioni risultano in diminuzione, ma l'attenzione resta alta. Domani sera, nel municipio di Vittorio Veneto (Treviso), è in programma un vertice tecnico al quale presenzieranno i prefetti di Treviso e Belluno, i presidenti delle due amministrazioni provinciali, la protezione civile ed esponenti delle forze dell'ordine. Nel corso dell'incontro saranno esaminate anche le risultanze dei rilievi eseguiti negli ultimi giorni dal Centro sismico di Trieste, che ha posizionato dei rilevatori in vari punti della valle.
fonte www.ilfriuli.it
Strani boati sul Fadalto
A due passi dal Friuli, nella frazione di Vittorio Veneto, da mesi si sentono rumori inspiegabili. E la gente ha paura. L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale prova a spiegare il mistero
Strani boati sul Fadalto, sul confine occidentale con il Friuli. Talmente forti da svegliare al gente. O non farla ddormentare per niente. Il tutto a due passi dal Friuli. Che sta succedentdo la sotto? Qualcuno, pensa con inquietudine al Vajont. I ricercatori dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - Dipartimento Centro di Ricerche Sismologiche (CRS) - sono impegnati da alcuni giorni nell’installazione di apparecchiature sismometriche mobili e nelle attività di rilevamento degli anomali fenomeni acustici (boati) che si avvertono nella zona intorno a Val Lapisina e del Fadalto, Comune di Vittorio Veneto. I boati sono stati documentati a partire dalle prime giornate di gennaio e proseguono con una certa regolarità, tanto che la popolazione li avverte distintamente. L'intervento di OGS, che opera nell'ambito di una convenzione con la Regione Veneto - Unità di Progetto Protezione Civile - per la gestione della rete sismometrica del Veneto, è iniziato a seguito di una serie di segnalazioni (registrate dal 10 al 24 gennaio) effettuate da un residente della Val Lapisina.
Piccoli terremoti - Che cosa si è fatto finora, lo spiega Paolo Comelli, direttore del Dipartimento CRS: "A partire del 26 gennaio a oggi, i ricercatori del CRS hanno installato una rete di 5 sismografi che serviranno a integrare la rete sismometrica fissa del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Finora non sono stati rilevati eventi sismici significativi, o anomale variazioni di sismicità nella zona. Nelle giornate di mercoledì 12 gennaio e domenica 23 gennaio sono stati registrati due piccoli terremoti, assolutamente nella norma per la zona". Il monitoraggio prosegue. Nella giornata di oggi (1 febbraio) sono in corso di acquisizione i primi set di dati, e le elaborazioni inizieranno immediatamente. Alcuni risultati preliminari sono previsti a giorni.
Cronologia dei boati – Dal 10 al 24 gennaio sono stati segnalati circa 42 eventi acustici, cioè boati, e per sei dei quali si è registrata una corrispondenza con forme anche deboli di segnale sismico. Due dei casi di boato corrispondono ai terremoti del 12 e 23 gennaio 2011. In generale, però, si è sempre trattato di fenomeni sismici molto deboli e di difficile interpretazione. Per tale motivo si è deciso di ricorrere a una rete mobile di supporto.
Domande aperte - Come spiega Dario Slejko, sismologo di OGS: "Si tratta di stabilire se i boati sono collegati a qualche forma di segnale sismico o meno; di individuare il luogo di origine del movimento sismico e studiarne la forza (magnitudo ed energia). Se non individueremo alcun collegamento tra gli eventi acustici e gli spettri sismici si dovrà iniziare a indagare altrove".
Collaborazione - E' prevista in ogni caso la piena collaborazione tra gli esperti di OGS, gli esperti locali in azione e le amministrazioni. Tutti i risultati disponibili relativi al fenomeno verranno comunicati tempestivamente alla Protezione Civile della Regione Veneto.
Boati in Fadalto - agg19

Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo le notizie, di cui viene riportata la fonte, non possono essere confermate rispetto alle reali attività di prevenzione, studio e Protezione Civile in atto.
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fonte corrieredelveneto.corriere.it
Il mistero degli scoppi che spaventano
il Fadalto. «L’acqua spacca le rocce»
Da mesi gli abitanti vengono svegliati da boati inspiegabili. I sismografi non rilevano alcun terremoto, tecnici e studiosi brancolano nel buio. L’ex sindaco-geologo: sono le falde nel cuore delle montagne
Fadalto, boati nella notte E' panico tra i residenti .
VITTORIO VENETO (Treviso) — Qualcuno ha pensato fossero le schioppettate dei cacciatori acquattati nel bosco, qualcun altro le mazzate dei ladri decisi a sfondare il muro dei vicini e c’è perfino chi ha temuto stesse venendo giù la frana che da sette anni gli pende sulla testa, all’ombra del costone che divide la Val Lapisina dal Cansiglio. Tutti, qui sul Fadalto, una manciata di case e tornanti al confine tra le province di Treviso e di Belluno, per qualche giorno se li sono tenuti per sé, il mistero e la paura: zitti e muti. «Non volevamo passare per mitomani, per visionari. Sa com’è, c’è già stata la storia della pantera di Follina, che si diceva girasse per la valle qui vicino e poi non è mai stata trovata…. Una panzana da queste parti basta e avanza» sorride Augusto. Poi però i boati sono continuati, sempre più cupi, sempre più forti, «da tirarti giù dal letto la notte ». E allora sono partiti i primi chiacchiericci, di qua e di là degli steccati: «Hai sentito anche tu? Che diamine sta succedendo? ». Ora, a due mesi dai primi tuoni, se lo chiedono pure i geologi della Regione, i tecnici della protezione civile e i ricercatori dell’Istituto di Oceanografia di Trieste: «Che diamine sta succedendo, lassù sul Fadalto?».
Per adesso, molto semplicemente, non si sa, si brancola nel buio più pesto. Alberto Baglioni, dirigente della Difesa del suolo della Regione, spiega che «qualcosa del genere accadde anche una decina d’anni fa, in forma più lieve, ma non si indagò fino in fondo. Per avere un’idea più chiara non si può far altro che aspettare i dati dei sismografi dislocati nella zona». L’Istituto di Oceanografia mercoledì scorso ne ha piazzati cinque, con altrettanti geofoni, in località Gaviol, Nove, Caloniche (alle pendici del Nevegal), Fadalto Basso e Pianture, installandovi accanto dei microfoni hi-tech in grado di captare pure l’intensità e l’origine dei boati, verificando così se davvero l’episodio di domenica 23 gennaio sia stato l’unico in cui ad un botto è corrisposta una piccola scossa. I primi risultati saranno resi noti tra oggi e domani, in una serie di incontri tra studiosi ed amministratori che culmineranno nel vertice di mercoledì sera, in municipio a Vittorio Veneto: «Siamo preoccupati - ammette il sindaco Gianantonio Da Re - perché qui siamo in zona sismica ed alle scosse siamo abituati ma questa dei boati è nuova e non sappiamo da che parte prenderla. E’ strano, molto strano». L’assessore ai Lavori pubblici Bruno Fasan, che vive a Nove, una delle località dove più forti si sono sentiti gli schiocchi, ha già fissato per domenica un incontro pubblico ai Laghi Blu, così da rassicurare i cittadini e spiegar loro (per quanto sia possibile) cosa stia succedendo. Il piano di evacuazione, ad ogni modo, è pronto dal 2005 ed è stato aggiornato nel 2006, nel 2009 e l’ultima volta l’anno scorso: «Senza spaventare nessuno - chiosa Fasan - se mai ci dovesse essere un’emergenza, non ci troverà impreparati». Gli abitanti della valle «dove nasce il vento », squarciata dal viadotto dell’autostrada per Belluno, si tengono pronti al peggio e nell’attesa delle verità degli studiosi si arrovellano sull’origine dei boati che non li fanno dormire. L’ultimo pare si sia sentito giovedì, altri invece parlano di venerdì: «All’inizio abbiamo pensato fossero dei lavori alla centrale Enel di Nove - racconta Gianni D’Altio - ma il responsabile (Francesco Bernardi, ndr.) ha assicurato che non ci sono stati né interventi di manutenzione, né guasti».
Ornella Frare, invece, butta l’occhio sopra la testa: «La vede quella? Noi la chiamiamo la Croda Liscia. Lì c’è una frana che si muove di tanto in tanto, con fessure larghe un metro: sette anni fa sono venuti giù sassi e roccia, pensavamo fosse così anche stavolta». E invece no. Così come non si tratta delle mine che un tempo venivano fatte esplodere nella cava vicina, per estrarre il carbonato di calcio: ormai è chiusa da tempo. E allora, cosa diamine sta succedendo sul Fadalto? «In questa valle abbiamo avuto due terremoti, con morti e case rase al suolo: uno nel 1873 ed uno nel 1936 - racconta Antonio Dalla Libera, ex sindaco e geologo, la voce più autorevole quando si tratta di parlare delle rocce di qui - Vittorio Veneto, d’altra parte, è un Comune sismico di seconda categoria ed è attraversato da una faglia, una spaccatura, che arriva da Bassano e Valdobbiadene per poi sdoppiarsi verso il Friuli ed il lago di Santa Croce». E però, almeno fino ad ora, i sismografi non hanno rilevato nulla di anomalo. «Ed infatti io credo che, se escludiamo si tratti di un mitomane armato di dinamite, la causa possa ritrovarsi solo nelle falde che stanno sotto le montagne che ci circondano, il Col Visentin ed il Cansiglio. Le piogge abbondanti dei mesi scorsi potrebbero aver alzato il livello dell’acqua che scorre nella rete carsica, che ora si sta abbassando a causa della siccità. Gli sbalzi di pressione nelle cavità potrebbero quindi spaccare la roccia, di qui i boati che ci spaventano. Un po’ come le assi che si tendono e scricchiolano quando si riempie e si svuota di continuo una botte». Tra gli abitanti c’è però chi, come Giuseppe Berton, giura d’aver sentito i primi rimbombi già ad ottobre, dunque ben prima delle grandi piogge che hanno provocato l’alluvione di Vicenza. Ed ora anche a Malcesine, lungo le pendici del monte Baldo, sul lago di Garda, c’è chi dice di aver sentito strani rumori. Come la schioppettata di un cacciatore…
Marco Bonet.
Alcune crepe comparse sull’asfalto in questi giorni (Balanza)

Boati in Fadalto - agg18

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BOATI: COSTANTINI INTERPELLA L'AMMINISTRAZIONE
«I cittadini del Fadalto e di Vittorio Veneto vanno informati in tempo reale e continuativo»
VITTORIO VENETO - E' il consigliere di Sinistra Vittoriese, Adriana Costantini, a portare tra i banchi del prossimo consiglio comunale il caso dei boati che da alcuni mesi sono avvertiti dalla popolazione del Fadalto.
E' una richiesta, la sua, volta a ottenere una maggiore e chiara informazione sui fatti che si stanno registrando, ricordando che «Vittorio Veneto ha lo stesso grado di rischio sismico dell'Aquila».
Non solo informazione: Costantini chiede all'amministrazione anche formazione per la popolazione su quali comportamenti tenere in caso di un'eventuale emergenza. «Considerato che molti cittadini non hanno adeguata conoscenza dei comportamenti da tenere in caso di emergenza, chiedo venga avviata in via immediata e capillare una campagna di educazione preventiva del rischio in caso di calamità e in particolare di terremoto, in modo che tutti sappiano esattamente cosa fare e come comportarsi, per ridurre al minimo i danni».
«Evidenziato che, quale che sia il problema - aggiunge - è diritto di ciascuno acquisire informazioni in tempo reale per poter consapevolmente operare le proprie scelte: i cittadini vanno informati e non tranquillizzati».
I primi boati, ricorda il consigliere, «sono stati avvertiti fin dall'ottobre scorso» ma «solo il 28 gennaio sono stati installati i quattro sismografi aggiuntivi». Costantini chiede dunque all'amministrazione «per quale ragione si è messa in azione a pieno ritmo solo in questo ultimo periodo» e che «i cittadini del Fadalto e di Vittorio vengano informati in tempo reale e continuativo in merito alle rilevazioni, alle ipotesi degli esperti e alle azioni del Comune», oltre a «tenere un continuo contatto con la popolazione interessata con incontri territoriali e tramite i consigli di Quartiere».
E la carenza di informazione è stata sottolineata anche dai residenti della Val Lapisina che ieri sera hanno partecipato al consiglio di quartiere a Nove. Non solo un problema di informazione quello emerso, ma anche del sapere cosa fare in caso di un'emergenza: «C'è un piano comunale di protezione civile, ma chi sa dove sono le area di raccolta?» si è chiesto uno dei presenti.
Ieri il presidente del consiglio di Quartiere, Silvano De Nardi, ha protocollato in prefettura a Treviso la richiesta di un incontro pubblico tra popolazione e amministrazione, richiesta che già mercoledì 26 gennaio era stata depositata in municipio.
Boati in Fadalto - agg17

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fonte: tribunatreviso.gelocal.it
Boati, per i sismografi non è terremoto
L'istituto di geofisica alla luce dei primi dati batte la pista delle microfrane sotterranee
di Francesco Dal Mas
I sismografi non stanno registrando terremoti. I boati che si sentono in Val Lapisina possono quindi essere riferibili a cedimenti sotterranei provocati dalle falde e dalle sorgenti, numerose in zona.
E' quanto riferiscono ambienti scientifici dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste dopo aver esaminato i tabulati delle rilevazioni del primo sismografo, quello collocato a Fadalto Basso, in casa di Giuseppe Berton.
Ce ne sono altri quattro tra Nove e Farra d'Alpago ed i loro dati saranno esaminati tra oggi e domani, per cui al vertice di mercoledì sera, a Vittorio Veneto, con la protezione civile, si saprà puntualmente l'origine del singolare fenomeno che viene avvertito dall'ottobre scorso.
Al momento, dunque, nulla a che vedere col terremoto. Solo in un caso, tra il 22 ed il 23 gennaio, c'è stata una parziale coincidenza fra le scosse registrate ed i botti. Troppo poco per parlare di sisma.
«I segnali non sono di terremoti tettonici di fondo» precisano i tecnici che a Trieste e Udine stanno studiando quanto accade nella valle tra il Pizzoc ed il Visentin. Presto, però, per dire se i cedimenti causati dall'acqua possono essere pericolosi fino a comportare sprofondamento della superficie terrestre.
«Non è da escluderlo, ma questi vuoti dovrebbero verificarsi proprio sotto la crosta - afferma il geologo di Nove, Antonio Della Libera, che per primo ha parlato delle falde gonfie d'acqua come causa più probabile dei boati -. Probabilmente, invece, avvengono in profondità».
Francesco Carraro, geologo, docente all'università di Torino, che ha studiato il Fadalto, conferma che cedimenti di questo tipo ci sono già stati nel passato. Si tratta di frane spinte dall'acqua.
Silvano de Nardi, presidente del Consiglio di quartiere, ricorda che l'anno scorso è caduta un'enorme quantità di pioggia, mille millimetri, pari a 10 ettolitri per metro quadrato, in particolare tra novembre e dicembre.
«Botti in valle se ne sono sempre sentiti, seppur in misura quasi impercettibile, ma fino ad oggi non si è data loro importanza - puntualizza Della Libera -. Dopo le piogge torrenziali dell'autunno scorso, si sono uditi in forma più acuta».
«I terremoti provocano rotture, l'acqua dei cedimenti, sono due fenomeni completamente diversi - puntualizzano all'Istituto triestino -. Ne sapremo qualcosa di più a conclusione delle analisi dei dati».
I cedimenti, per la verità, potrebbero essere determinati anche da cause artificiali. Gli esperti dell'Ogs hanno acceso i riflettori sugli impianti idroelettrici dell'Enel. Si sa, però, che nessun lavoro particolarmente impegnativo è stato fatto negli ultimi tempi e che gli impianti funzionano nella massima sicurezza: per qualsiasi pericolo fosse intervenuto, le centrali si sarebbero automaticamente fermate.
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