venerdì 30 gennaio 2015

Terremoto magnitudo Ml 4.1 in Friuli Venezia Giulia

Un terremoto di magnitudo(Ml) 4.1 è avvenuto alle ore 01:45:49 italiane del giorno 30/Gen/2015 (00:45:49 30/Gen/2015 - UTC). 
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Alpi_Giulie e più precisamente nella provincia di Udine.

La mappa dell'epicentro dell'evento
Event-ID 4004907251
Magnitudo(Ml) 4.1
Data-Ora 30/01/2015 alle 01:45:49 (italiane) 
30/01/2015 alle 00:45:49 (UTC)
Coordinate 46.4133°N, 13.1377°E
Profondità 6.2 km
Distretto sismico Alpi_Giulie
La mappa di scuotimento shake map

Vista l'entità della scossa il terremoto è stato distintamente avvertito dalla popolazione fino a Trento, Belluno, Udine e in altre località, sia in Italia che in Austria e Slovenia. 
Immediate sono scattate tutte le attività di controllo e verifica per eventi di tale entità ma sembrano non esserci danni a cose o persone. 

La scossa registrata dalla stazione di Cima Grappa

L'evento è stato seguito da poche repliche, quattro fino ad ora (ore 07.00 italiane) con magnitudo inferiore a 2.
Data la particolare sismicità della zona tutte le componenti ed enti di monitoraggio e prevenzione stanno seguendo l'eventuale evoluzione della situazione.

Dalle notizie appena ricevuto da alcuni enti, oltre che da amici e collaboratori, non sembrano essersi verificati danni. Solo paura e apprensione per la popolazione, specie quella più vicina all'epicentro.

Un approfondimento dell'INGV

mercoledì 28 gennaio 2015

Boati tra Verona e Ferrara

Intorno alle 15.40 tra Verona e Ferrara sono stati sentiti tre botti secchi, la cui non è chiara la causa!
Alcuni sismometri/sismografi hanno registrato qualcosa attorno a questi orari.


Questo il sismogramma di Cima Grappa 
alle 15.37 locali (14.37 UTC). 



Questo il sismogramma di Cima Grappa 
alle 15.46 locali (14.46 UTC). 



INGV, principale e Iside, e OGS non segnalano nessun evento, nemmeno in Iside!


Sembra non trattarsi di ‎terremoto ma di due Eurofighter ‪dell'Aeronautica Militare‬ che hanno superato la ‪barriera del suono‬ in Emilia Romagna.

fonte Gazzetta di Modena
L'intercettazione di un velivolo sospetto da parte di due caccia dell'Aeronautica militare ha provocato oggi pomeriggio un “bang” supersonico che ha creato allarme tra gli abitanti di diverse aree della Toscana ed anche dell'Emilia Romagna, tra cui la Bassa, che hanno pensato ad una scossa di terremoto. Il velivolo intercettato, proveniente dalla Turchia e diretto in Svizzera, non era riuscito a mettersi in contatto con gli enti del controllo del traffico aereo italiano per motivi tecnici: ripristinate le comunicazioni, l'allerta è cessato.
L'allarme è scattato quando il velivolo, un Learjet Embraer, è entrato nello spazio aereo nazionale senza contattare gli enti del controllo del traffico aereo. Subito è stato dato l'ordine di «scramble», cioè di decollo immediato su allarme, a due caccia Eurofighter di stanza a Grosseto, che dopo pochi minuti hanno intercettato l'aereo. Questo, nel frattempo, è riuscito a ripristinare le comunicazioni e a mettersi in contatto con il controllo del traffico aereo di Milano: l'allarme è cessato ed anche i caccia hanno fatto rientro alla base. Il «bang» è stato avvertito dalla popolazione intorno alle 15.40. I due velivoli, che ricevuto l'ordine di intercettazione sono stati autorizzati alla corsa supersonica, hanno prodotto il «bang» nonostante volassero alti, a circa 13.000 metri. Secondo una prima ricostruzione potrebbero aver influito le particolari condizioni climatiche.


Un esempio concreto di come l'attività antropica (e non solo) possa avere effetti sui sismometri.

lunedì 26 gennaio 2015

Evento sismico provincia Belluno 26 gennaio 2015

Oggi un evento sismico è avvenuto nel territorio Veneto in provincia di Belluno.

Un terremoto di magnitudo(Ml) 3 è avvenuto alle ore 15:23:32 italiane del giorno 26/Gen/2015 (14:23:32 26/Gen/2015 - UTC). 
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Prealpi_venete. 

La mappa dell'epicentro dell'evento
Event-ID 4004893601
Magnitudo(Ml) 3
Data-Ora 26/01/2015 alle 15:23:32 (italiane) 
26/01/2015 alle 14:23:32 (UTC)
Coordinate 46.1538°N, 12.1278°E
Profondità 2.9 km (fissata)
Distretto sismico Prealpi_venete
La mappa di scuotimento shake map
La scossa di magnitudo di magnitudo 3.0 è stata avvertita distintamente in molti comuni ma dopo i numerosi sopralluoghi non sono stati segnalati danni di rilievo.

Alle ore 14:30:18 italiane è stata registrata una seconda scossa di magnitudo (Ml) 1.7, percepita solo da parte della popolazione.
Il sismogramma dell'evento registrato da Cima Grappa

I livelli di radon registrati a Ponte delle Alpi
fonte www.pontenellealpi.info

Con alcuni collaboratori stiamo verificando ed analizzando delle anomalie nei dati di alcuni monitoraggi, riscontrate in concomitanza con l'evento.

venerdì 23 gennaio 2015

Sciame sismico appennino modenese 23 gennaio 2015

Si è attivato questa notte uno sciame sismico con una discreta attività.
Al momento l'evento principale è un terremoto di magnitudo 4.1 è avvenuto alle ore 07:51:19 italiane ed è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV tra le province di Bologna e Prato a una profondità di 10.0 km.
Il terremoto di magnitudo 4.1  è stato preceduto da 50 eventi, avvenuti oggi a partire dalle ore 04:39 italiane, con magnitudo fino a 3.2.

La mappa dell'evento principale . fonte INGV
 Al momento sono stati registrati una trentina di eventi di magnitudo Ml superiore a 2.

La lista degli eventi con Ml >2 . fonte INGV aggiornamento ore 8.50 locali

Tutti gli enti ed i componenti delle strutture di Protezione Civile stanno compiendo le opportune verifiche e monitorando con attenzione l'evoluzione di questa nuova sequenza sismica.

Ecco i sismogrammi della stazione di Cima Grappa con la registrazione dello sciame sismico.


giovedì 22 gennaio 2015

Nuova riorganizzazione Rete Radio Montana

Come molti di voi già sanno faccio parte della staff, che presto prenderà il nome di team, del progetto Rete Radio Montana, un progetto che mira ad incrementare la sicurezza in montagna per mezzo delle comunicazioni radio.
Nell'evolvere del progetto Rete Radio Montana, è stato decisa una nuova ristrutturazione e riorganizzazione di cui riporto di seguito il comunicato.


Nei primi mesi di questo nuovo 2015, avverrà un'importante ristrutturazione dell'intero Progetto con il conseguente spostamento di questo sito su un nuovo server, e soprattutto con l'ingresso in scena di RERAMONET, il Sistema Informativo-Gestionale della Rete Radio Montana, che sostituirà in toto l'attuale GRIFUS. Prevedo il passaggio a tutto ciò tra febbraio e marzo, ed eventuali ritardi saranno dovuti soprattutto al mio tempo libero che utilizzerò per terminare lo sviluppo del nuovo RERAMONET.

Come già anticipato in alcuni post pubblicati sulla nostra pagina Facebook ufficiale, tra gli importanti cambiamenti ci saranno delle condizioni richieste più rigide per ottenere un Identificativo Radio. Per questo motivo abbiamo dovuto prendere la decisione di riassegnare nuovamente - con conseguente variazione del proprio progressivo - gli Identificativi Radio a chiunque vorrà ancora far parte della Rete Radio Montana, ma solo se l'interessato che richiederà l'assegnazione dell'ID rispetti le nuove condizioni. Inoltre, visto che ci risultano in GRIFUS molti accessi effettuati oltre un anno fa o addirittura mai effettuati da quando abbiamo assegnato l'ID, abbiamo ottimizzato i processi di assegnazione, di sospensione e di de-assegnazione.

Con il presente articolo, pertanto, si informano tutti i sostenitori del Progetto che da questo momento sono sospese tutte le assegnazioni degli Identificativi Radio. Eventuali richieste già inviate tramite questo sito verranno eliminate. Gli ID già assegnati dal 2012 ad oggi rimarranno validi (con relativo accesso su GRIFUS attivo) fin quando non vi comunicheremo della possibilità di richiedere un nuovo ID tramite RERAMONET.

Seguite i futuri aggiornamenti qui sul sito e nella nostra pagina FB.

lunedì 12 gennaio 2015

ISS e SpaceX Dragon si inseguono

Questa mattina mentre stavo aprendo casa sono uscito un attimo in terrazzo visto il cielo ancora stellato nonostante le prime luci del giorno.
Spostando lo sguardo verso l'alto ad un certo punto vedo una luce molto luminosa in movimento da ovest ad est. Non vedendo alcuna luce lampeggiante il pensiero va subito a qualche passaggio satellitare e all'ISS.
Guardo ancora, guardo meglio, e scorgo una seconda luce molto più piccola e meno intensa che la segue mantenendo la stessa identica traiettoria e velocità.
Sono rimasto così affascinato con lo sguardo rivolto al cielo fino a quando le due luci non si sono perse all'orizzonte verso est.

Verificando successivamente sui vari database, scopro che alle 7.00 locali vi è stato effettivamente un passaggio molto luminoso dell'ISS in transito da ovest verso nord est. Ma quella seconda luce?

La mappa del cielo con il passaggio dell'ISS
Cercando in rete ho poi scoperto che proprio in queste ore la SpaceX Dragon, veivolo per il rifornimento, era attesa presso la ISS, Stazione Spaziale Internazionale.

La SpaceX Dragon . foto NASA
Ecco pertanto svelato quel secondo punto luminoso che seguiva l'ISS a distanza mantenendo la stessa velocità e traiettoria.

La SpaceX Dragon vista dall'ISS pochi istanti prima del contatto . foto NASA

L'ISS e la SpaceX Dragon insieme! Ancora una volta il cielo e i satelliti hanno regalato un evento a dir poco spettacolare!

martedì 6 gennaio 2015

2015 nuovo anno di ricerca e sperimentazione

E' il momento di alcuni dati relativi alle attività dell'anno appena concluso:
57 post pubblicati
circa 14.000 pagine visitate
quasi 60.000 pagine visitate dall'apertura del blog
1 stazione di monitoraggio sismico locale
2 location per l'ascolto radio e i monitoraggi

Durante il 2014 si sono stati strette alcune collaborazioni sui diversi temi trattati nel blog in particolare sul tema dei precursori sismici che continueranno nel 2015.
Insieme ad alcuni collaboratori infatti stiamo effettuando una serie di monitoraggi sperimentali delle bande radio e dei fenomeni luminosi quali possibili luci sismiche EQL Earthquakelight per rilevare e cercare eventuali correlazioni con le dinamiche e gli eventi sismici.
Il tutto, come sempre, è in via sperimentale e finalizzato non tanto al risultato ma alla ricerca amatoriale ed alla sperimentazione stessa.

Non resta quindi che Augurare a collaboratori e amici, nonché a lettori e curiosi, un proficuo 2015 all'insegna della sperimentazione e della ricerca.

martedì 30 dicembre 2014

ancora sui progetti SETI



Ad ottobre 2014 gli amministratori del progetto vi è stata una parziale interruzione del progetto.
Ecco qui il comunicato tradotto in italiano mediante un traduttore automatico; la notizia pertanto non è grammaticamente perfetta ma è ben comprensibile il senso del comunicato.

SETILive ha avuto un lungo periodo, ma purtroppo, al servizio dati in tempo reale deve finire. L'ultima sessione di dati "attiva" dal vivo telescopio sarà Domenica 12 ottobre.

Dal suo lancio nel marzo 2012, il SETI Institute hanno sostenuto SETILive anche al di là finanziamento iniziale. E 'stata una decisione difficile, ma dopo aver preso un lungo sguardo duro a richieste concorrenti sul Array e personale di supporto Allen Telescope essi devono ora, molto a malincuore, re-indirizzare le risorse telescopio ad altre importanti attività finanziate.

Il sito altrimenti continuerà a funzionare normalmente una questione di solo interesse, ma senza sessioni dati vivi. Classificazioni di archiviazione possono continuare.
Il software che fornisce funzionalità e followups dati in tempo reale saranno conservati in modo da poter tornare in caso SETI Institute è in grado di sostenerlo in futuro.

Zooniverse inizierà la preparazione software del sito per il rilascio open-source e esaminerà modi per rendere il database di classificazione a disposizione del pubblico.

Apprezziamo profondamente l'interesse, dal casual al vero e proprio appassionato, che voi SETIzens hanno dimostrato per questo compito e il suo scopo nel corso degli ultimi due anni e mezzo.

In seguito a questo comunicato si sono chieste delucidazioni e chiarimenti agli amministratori del progetto. Da quanto riportato da alcuni amministratori del progetto è stato precisato che il progetto è solo parzialmente sospeso.
I radio telescopi infatti risultano ancora attivi e continuano a scandagliare il cielo e registrare dati. 
Ciò che è stato sospeso è la pubblicazione di tali dati al sito SetiLive per poter essere elaborati dall'utenza. L'operazione apparentemente banale, risulta tecnicamente complessa e pertanto molto onerosa. 
Si è pertanto scelto di impegnare i pochi fondi a disposizione per continuare a scandagliare il cielo ed accumulare dati, nella speranza di avere in futuro nuovi finanziamenti e poter così permettere l'elaborazione dei dati sia on site dagli enti di ricerca sia on line grazie al supporto ed al lavoro della comunità scientifica amatoriale.
Un'altro aspetto che gli amministratori hanno voluto puntualizzare riguarda i dati di archivio. Nonostante non sia più possibile analizzare nuovi dati vi è un immenso database di dati di archivio ancora analizzabili. 
Pur non avendo certezze sulle possibili future evoluzioni del progetto SetiLive, l'analisi dei dati di archivio ed i relativi risultati vengono al momento memorizzati ed archiviati ma non si esclude che possano essere utilizzati nel prossimo futuro per altri progetti Seti o resi disponibili ad altri istituti o enti di ricerca.

In definitiva è possibile continuare ad analizzare i dati di archivio e con buona probabilità questo lavoro non sarà perso, ma anzi andrà ad incrementare la conoscenza e l'attenzione sulla ricerca SETI.

Di seguito riporto alcune semplici informazioni per chi vuole avvicinarsi al progetto.
E' bene ricordare innanzitutto che la ricerca SETI si è aperta al grande pubblico grazie al primo programma di calcolo distribuito che era proprio seti@home.

A differenza dei programmi di calcolo distribuito la citizen science prevede l'apporto del lavoro umano tramite software o webapp. 
Nel caso specifico SetiLive chiede all'utente volontario di visualizzare ed analizzare degli spettrogrammi radio derivanti dal lavoro di una rete di radio telescopi. L'utente dovrà verificare la presenza di segnali differenti dal rumore di fondo con le modalità previste dalle indicazioni presenti nel sito del progetto.
Ogni schermata è un pezzettino di ascolto radio trasformato mediante software spettrografici in uno spettrogramma con larghezza di banda di 500 Hz (asse X - orizzontale) sulle frequenze utilizzate e monitorate dai radiotelescopi per un tempo di 90 secondi (asse Y - verticale), come meglio rappresentato nella figura seguente.

schermata tipo delle immagini da elaborare nell'ambiente SetiLive


Come molti di voi ben sanno questa materia mi affascina nella misura in cui essa viene presa in considerazione in maniera precisa e scientifica, con dati alla mano e non con strane visioni o altro come già precisato più e più volte.

E' l'occasione questa per parlare seriamente della ricerca SETI, grazie alla consueta disponibilità e collaborazione del Dr. Massimo Teodorani, astrofisico, ricercatore e divulgatore, nonché scrittore di scienza.
Di seguito infatti trovate un suo articolo  che ci introduce a quelle che sono le possibili prospettive future della ricerca SETI.
Ringrazio il Dr. Massimo Teodorani per la disponibilità a pubblicare anche su questo blog questo suo scritto.
LE ALTRE VIE DEL PROGETTO SETI 
(Search for Extraterrestrial Intelligence) 
Dobbiamo tentare tutte le strade possibili, utilizzando i metodi dell'astrofisica e della fisica fondamentale. Una strada ovvia è quella di: a) potenziare lo scandaglio simultaneo di larga parte del cielo utilizzando le tecniche PA (Phased Array) e SKA (Square Kilometer Array) per i radiotelescopi; b) portare il numero dei canali disponibili per lo spettrometro multicanale (nuove versioni di Serendip) a un miliardo; c) potenziare gli algoritmi di analisi del segnale spostando tutto sulle tecniche KLT (Karhunen-Loeve Transform); d) dedicare tempo di telescopio (ottico in questo caso) utilizzando telescopi ad apertura molto più grande di quanto si è fatto in passato (tipo: i telescopi più grandi disponibili a terra) al fine di cercare segnali Laser con pulsazioni al nanosecondo utilizzando sensori CCD a risoluzione spaziale e temporale maggiori di quelli utilizzati con l'attuale sistema PDA (Pixelated Detector Array).
[ Il problema maggiore con la ricerca SETI basata sulle onde elettromagnetiche è che la probabilità di trovare segnali ET intelligenti (intenzionali e non) aumenta con la distanza della sorgente monitorata, solo che allo stesso tempo l'ampiezza del segnale diminuisce con l'inverso del quadrato della distanza. Insomma le onde elettromagnetiche ci fregano. Ovvero: possiamo solo sperare in quel classico colpo di c. Eppure vale la pena perseverare fino a quando non li abbiamo beccati. Prendo esempio da Dundy, il mio gatto rosso. E' capace di stare in punta sul buco del topo per ore e ore fino a che non lo prende. ]
Ma non basta. Occorre anche prendere bene la mira. Come? In due modi:
I - Impostare la ricerca in maniera mirata, ovvero puntando dei target stellari selezionati (Targeted Search), non limitandoci più solo al protocollo "All Sky Survey". Selezionati in base a cosa? 1) in base al tipo spettrale delle stelle puntate che devono essere soprattutto stelle di tipo solare (G); 2) in base alla presenza di eventuali anomalie manifestate sia come eccesso infrarosso (che non ci aspetteremmo mai da stelle di tipo spettrale G) che come curve di luce peculiari (effetti periodici di occultazione da parte di oggetti artificiali di varie forme geometriche). Il punto è che una eventuale civiltà intelligente e molto più evoluta della nostra deve essere anche in grado di ingegnerizzare lo spazio circumstellare (Sfere di Dyson): dalle simulazioni numeriche sappiamo già che questo produrrebbe sia un consistente eccesso infrarosso (di origine non-naturale) che curve di luce peculiari (e qui il lavoro di simulazione matematica del collega Luc Arnold è stato davvero propizio). A questo punto disporremmo di un mirino bi-modale che ci permetta di concentrare la nostra attenzione su target con dei requisiti ben precisi utilizzando le procedure SETI standard, ovvero la ricerca di segnali radio intelligenti sia nella banda delle microonde (1-30 GHz) che nella banda ottica per segnali Laser intelligenti nano-pulsati (frequenza: un miliardesimo di secondo, da emettitori Laser di potenza presumibilmente dell'ordine del TeraWatt).
II - Non limitarsi a cercare eventuali segnali intelligenti da pianeti di stelle lontane (ovvero con coordinate pressochè fisse), bensì cercare anche segnali localizzati in zone molto più vicine a noi. Se qualcuno ha deciso di emigrare in altri sistemi stellari vivibili perchè la loro stella sta per entrare nella fase di gigante rossa (cosa che li brucerebbe vivi), ovviamente invierebbe vere e proprie "arche spaziali" ovunque, incluso il nostro sistema solare. Anche questa è una previsione del fisico Freeman Dyson. Sappiamo con precisione cosa aspettarci da queste ipotetiche arche in transito: a) forte emissione infrarossa e anomalie magnetiche per via dei sistemi di bordo; b) forte moto proprio e/o effetto Doppler, tipico di sorgenti (probabilmente radioemittenti, ma non intenzionalmente) relativamente vicine a noi, ovvero con coordinate non fisse ma rapidamente variabili col tempo per via dell'elevata velocità angolare. Anche questo è verificabile con i metodi dell'astrofisica.
Ho discusso di queste nuove prospettive del progetto SETI in questi due articoli con peer review appena pubblicati sulla rivista scientifica internazionale "Acta Astronautica". Comunque discussi già due anni fa in dettaglio queste idee di fronte al gotha attuale del SETI Institute, e furono accolte in maniera globalmente molto favorevole.
Ma non mi sto fermando qui. Tra pochi mesi sottometterò un nuovo articolo tecnico che ha questa volta come oggetto la procedura NLSETI (Non-Local SETI), vertente sulla possibilità che eventuali civiltà esogene intelligenti possano essere in grado di inviare messaggi codificati direttamente dentro il nostro cervello (cosa che non centra nulla con la telepatia!) utilizzando il meccanismo dell'entanglement quantistico. Sappiamo già come provare o confutare questa ipotesi (già avanzata alcuni anni fa dal fisico quantistico americano Fred Thaheld), utilizzando apparecchiature elettroencefalografiche (EEG) ad altissima risoluzione nel dominio delle ampiezze, delle frequenze e dei tempi, utilizzando gli stessi algoritmi KLT utilizzati nel SETI standard una volta che il tracciato cerebrale (onde Theta, Alfa e Delta) venga normalizzato ad una retta usando polinomi interpolatori di ordine elevato. A quel punto andremmo a pescare direttamente dentro il noise (rumore). In merito ho già pronto un proposal tecnico di ricerca. Chi è disponibile a fornire fondi per realizzare questo progetto (fattibilissimo e con fondi dell'ordine di </= 1 M-Euro) mi faccia un fischio, per cortesia: io sono il vostro uomo. Se questa ipotesi dovesse rivelarsi corretta allora ci troveremmo in condizioni di dimostrare due fatti: a) che civiltà aliene intelligenti non usano più le onde elettromagnetiche per comunicare, bensì l'entanglement quantistico; b) che il meccanismo dell'entanglement si manifesta in domini più estesi di quello particellare.
Non mi sto fermando nemmeno a questo. Sto anche mettendo a punto un modello informatico di tipo non-locale che contempla l'esistenza di una "grande biblioteca" dove è possibile fare sia download che upload di informazione via mente. Anche questa ipotesi è provabile oppure confutabile.
Per quello che invece riguarda gli "UFO" l'investigazione è in corso da molti anni, anche da parte mia. Per varie ragioni si è deciso - per ora - di non rilasciare dichiarazioni pubbliche, e infatti per svariate ragioni abbiamo blindato tutto tra 4 pareti. Posso solo anticipare alcune linee di ricerca su quello che stiamo facendo in questo settore: a) progetto internazionale per una stazione automatica di monitoraggio del cielo utilizzando strumenti di misura molto sofisticati (soprattutto uno spettrografo ottico ad alta risoluzione) coordinati da software che alcuni miei colleghi stanno già scrivendo; b) studi sui "meccanismi della coscienza" in connessione con teorie derivate dalla fisica quantistica; c) modellizzazione matematica sulla "teoria delle molte dimensioni". Di più su questo non posso dire al momento, sarebbe prematuro. Posso solo affermare che il progetto a) è ora molto avanti, e che l'aspetto b) sta già fornendo idee e informazioni molto interessanti, e soprattutto che gli "UFO" appaiono solamente se esiste una coscienza (umana) che interagisce con un "quid" che dobbiamo definire ancora bene (l'astronomo e informatico Jacques Vallee comunque aprì una strada in tal senso). Questa è roba pesa, ve lo anticipo subito. Eppure adesso è la fisica a occuparsene, anche se in maniera molto riservata (ovvero i "Mr. Hide" tra di noi che non si limitano a recitare la parte del "Dr. Jekyll") in stretta collaborazione con le neuroscienze. la psicologia e la biofisica, non l'ufologia (eccetto il lavoro di inquirenti seri tra gli ufologi). Tra 10 anni (forse prima) mi auguro che esca il coniglietto dal cilindro.
Dunque: si tratta di un Progetto Strategico in corso da tempo che si svolge su più direttrici parallele. E' da quando ero un bambino che ci lavoro sopra, e vi assicuro che non mollo la presa nemmeno quando avrò rimasto un solo neurone. L'unica cosa che conta qui è che tutto vada portato su un piano di rigore metodologico, quantitativo e possibilmente con criteri di ripetibilità. Se questo sarà possibile allora potremo dichiararci soddisfatti, in caso contrario avremo perso il nostro tempo.
Concludo con una considerazione. Come crediamo che sia fatto l'Universo? L'Universo descrittoci dall'astrofisica è assolutamente corretto e siamo anche molto avanti. Infatti potremmo immaginare l'Universo come un appartamento contenente molte stanze. Il punto è che l'Universo invece potrebbe essere non solo un appartamento al piano terra, bensì un grattacielo con molti appartamenti, sia sotto che sopra di noi.
E poi.... cosa è esattamente la "Coscienza"? Un tempo se ne occupavano solo i filosofi e gli psicologi, oggi sono entrati in campo i fisici, i quali non credono più alla vecchia storiella cartesiana della "res cogitans" e della "res extensa" separate. Il quadro che si delinea è che coscienza e materia interagiscano in continuazione tra loro. Se ne accorse il fisico quantistico David Bohm, descrivendo questo con una prima equazione, che oggi qualcuno sta tentando di perfezionare. Se davvero, come credo, la coscienza interagisce con la materia allora non mi meraviglierei che la coscienza possa "modulare" tutte le dimensioni possibili dell'esistenza.
Questi studi sono di importanza incalcolabile.
Di seguito trovate gli Abstract dei due articoli canonici pubblicati su Acta Astronautica.

mercoledì 24 dicembre 2014

Aggiornamento attività sismica Italia del 24 dicembre 2014

Negli ultimi giorni sembra diminuire l'attività e l'intensità lo sciame sismico iniziata lo scorso 18 dicembre nell'area del Chianti in provincia di Firenze.
La diminuzione riguarda infatti sia il numero di eventi sia la loro magnitudo come è ben spiegato nell'approfondimento redatto dall'INGV nel suo blog.
Andamento delle magnitudo dei terremoti a partire dalla mezzanotte del 19 dicembre alla sera del 23 dicembre.
I colori indicano gli intervalli delle magnitudo (minori di 2.0, tra 2.0 e 3.0, tra 3.0 e 4.0, sopra 4.0)
Fonte INGV

Nella giornata odierna un terremoto di magnitudo (ML) 4.1 è avvenuto alle 12:40 in Molise in provincia di Campobasso, a una profondità stimata di 18 km. I comuni più vicini all'epicentro sono Bonefro, San Giuliano di Puglia e altri.

Epicentro del terremoto di magnitudo 4.1 alle 12:40 del 24 dicembre 2014
Fonte INGV

Il terremoto è localizzato nella zona della sequenza sismica del 2002, descritta a questo link
E’ stato registrato finora soltanto un aftershock di magnitudo 2.0, nella stessa area, alle 12:45.

Il terremoto è stato avvertito in Molise, Puglia, Campania e Abruzzo.


Pur essendo fuori dai confini nazionali si segnala un evento sismico avvenuto oggi in Serbia, con Ml 3.9 e profondità 2 km. L'evento riguarda l'area mediterranea e ancor più il bacino del Mar Adriatico, anche se come si può vedere dalla mappa, è avvenuto nell'entroterra della penisola balcanica.

Mappa dell'epicentro dell'evento in Serbia - Fonte EMSC