domenica 23 marzo 2014

ricevitore SDR 24-1700 Mhz con chiavetta USB DVB-T & RTL-SDR Receiver

E' ora attivo nella mia minuscola sala radio un ricevitore SDR 24-1700 MHz.

Grazie alle oramai famose chiavette USB destinate alla ricezione del segnale terrestre è possibile il loro utilizzo per la ricezione dei segnali radio.
Grazie ad una semplice quanto economica chiavetta USB DVB-T & RTL-SDR Receiver ho attivato sul mio pc un ricevitore SDR grazie ad uno dei numerosi software presenti in rete per queste finalità.
Questa tecnica permette di ottenere un ricevitore all mode con ampia copertura, con una spesa minima (in media 15-20 €) direttamente sul proprio pc con la possibilità di attivazione di filtri, registrazioni e altre interessanti opzioni.

Il sistema è stato installato solo ieri e a titolo di sperimentazione ho provato a sondare le varie capacità.
Con piacere e un po' di stupore sono riuscito ad effettuare diversi ascolti interessanti già con la chiavetta e l'antennina in dotazione, addirittura posizionata dentro casa.
Tra questi diversi ascolti nella air band, diverse utility in V-UHF, diversi ponti ripetitori radioamatoriali con ottima qualità di ricezione. 

Il ricevitore SDR in tutta la sua semplicità

Sembra impossibile che oggetti così piccoli possano far divertire così tanto e regalare ascolti interessanti.
Nel prossimo periodo continueranno certo le prove per testare le funzionalità di questo sistema, magari provando a sostituire l'antenna in dotazione con antenne più prestanti, spaziando tutta la gamma di frequenze disponibili e cercando ascolti più "sofisticati.

giovedì 20 marzo 2014

La sicurezza non è un gioco

Una mia riflessione sul tema della sicurezza nei cantieri (e non solo).


Nell'ultimo periodo mi sono trovato più volte a parlare con i colleghi della sicurezza nei cantieri.

Solitamente parlando con colleghi e operatori tutti concordano che la sicurezza è una cosa importante, su cui non elemosinare o transigere perché ne va della vita delle persone. 
Girando poi per i cantieri la situazione è completamente differente, con situazioni di estremo rischio e scarsissimo controllo da parte degli addetti e preposti. La sicurezza in definitiva per il comparto edile (e sicuramente non solo per quello) è considerata una spesa inutile, un pacchetto di norme e cartacce a cui assolvere per rispondere alla normativa, un'inutile e pressante grana da evadere contenendo al massimo le spese.



Personalmente ritengo che non sia questo l'approccio corretto per la gestione della sicurezza. 
Posso concordare che la normativa talvolta risulta contorta, ingarbugliata e, nonostante le tante paventate semplificazioni, tutt'altro che semplice. Nonostante questo dovrebbe esserci maggiore attenzione da chi decide di operare nel campo della sicurezza ad utilizzare la normativa come una linea guida, dando ai propri clienti indicazioni essenziali, puntuali e precise sulla reale operatività nel cantiere e non consegnare pile di carta contenente norme illeggibili derivate da un copia e incolla. Dovrebbe pertanto esserci da parte degli addetti una modalità di operare diversa da quella che si riscontra nella maggioranza dei casi.
Dovremmo fare un passaggio culturale epocale mettendo al centro l'uomo.
La sicurezza infatti dovrebbe passare dall'essere un adempimento burocratico ad essere una seria attenzione alle maestranze impegnate in una qualsiasi fase lavorativa.

Ritengo che la sicurezza sia anche sostenibilità, se intesa appunto come attenzione ad un lavorare sereno e sicuro per le maestranze, gli operatori ed i committenti.

Sono questi alcuni dei motivi, assieme ad una particolare passione, che mi stanno portando ad intraprendere un percorso professionale anche nel mondo della sicurezza. 

Da marzo a luglio parteciperò a Treviso al Corso di formazione per Coordinatori per la progettazione e l'esecuzione dei cantieri edili organizzato dal Collegio dei Geometri di Treviso e coordinato dal'architetto Luigi Carretta.


mercoledì 19 marzo 2014

Aggiornamento sequenza sismica Gubbio 19 marzo 2014

Negli ultimi giorni abbiamo parlato dell'aggiornamento della sequenza sismica di gubbio con eventi di magnitudo contenuta.

Da ieri sera vi è stato un aumento dell'attività sismica a partire da un primo evento di magnitudo(Ml) 3.4 avvenuto alle ore 22:21:14 italiane del giorno 18/Mar/2014 (21:21:14 18/Mar/2014 - UTC).

Di seguito i dati dei cinque eventi di magnitudo superiore a 2 registrati da ieri sera.

Gli eventi sismici avvenuti nel Bacino di Gubbio nella notte tra il 18 e il 19 marzo 2014 - Fonte INGV

Al momento non si registrano danni a cose o persone conseguenti ai vari terremoti.
La situazione resta sotto studio ed attento monitoraggio da parte degli enti ed istituti preposti al monitoraggio sismico e di prevenzione.

Considerazioni fenomeno luminoso possibile luce sismica (EQL Earthquake Light)

La sera del 06 luglio 2013 alle ore 22.45 in località Pradespin di Lendinara (RO), sull'argine destro del fiume Adige, in direzione 174°sud-sud/est a circa 5° dal suolo, è apparso improvvisamente in un tratto di cielo un fenomeno luminoso, di colore rosso intenso e di forma circolare.
Tutti i dettagli relativi al fenomeno, i video, i dati comparativi, sono consultabili direttamente nel sito del 45°GRU che ha effettuato l'avvistamento,  nella sezione archivio all’indirizzo web 45°GRU.

Nel periodo successivo durante la fase di analisi mi è stata chiesta da parte del 45°GRU la collaborazione per la post analisi mediante incrocio dei dati con i database sismici e la mia opinione in merito alla possibilità che si trattasse di un fenomeno precursore, earthquake light EQL.

Una sintesi di quanto emerso dalle verifiche e dalla mia collaborazione, potete trovarlo al termine del report completo e definitivo uscito in questi giorni nel sito del 45°GRU.

Lo stesso report è riportato anche nella sezione pubblicazioni del blog.

lunedì 17 marzo 2014

La sequenza sismica dell'area del Bacino di Gubbio - febbraio 2014

Un approfondimento redatto da INGV ci aggiorna sull'attività sismica nel mese di febbraio 2014 nel nostro paese.

Come è possibile leggere nell'articolo "Ancora una volta il maggior numero di terremoti si è verificato nell’area del Bacino di Gubbio dove la sequenza è ancora molto attiva. Sono stati poco più di 2000 gli eventi registrati nel mese di febbraio, la maggior parte di magnitudo minore di 2.0: il più forte è stato quello di magnitudo ML 3.0 il 5 febbraio, molto vicino al centro abitato."

Tale situazione continua a registrarsi anche nel mese di marzo, con molti eventi di magnitudo contenuta e per lo più inferiore a magnitudo 2.0.

La sequenza sismica nell’area del Bacino di Gubbio nel mese di febbraio 2014.
Oltre 2000 gli eventi registrati, tutti di bassa magnitudo.

La situazione resta comunque attentamente monitorata da parte di INGV e degli enti preposti al monitoraggio del territorio e delle emergenze sismiche per poter comprendere al meglio lo sviluppo di questa lunga sequenza sismica. 

lunedì 10 marzo 2014

Analisi e spiegazione segnale antropico sonda ultrasuoni infrasuoni

Come spiegato in un precedente post vi ho raccontato che dal mese di dicembre 2013 è attiva un monitoraggio sperimentale mediante una sonda ad ultrasuoni interrata.

In quello stesso post venivano pubblicati i primi dati rilevati con individuate diverse tipologie di segnale.
Tra questi segnali ne abbiamo analizzato uno registrato negli infrasuoni e che già nel precedente post avevamo indicato come

Tipologia 01
L'impressione è che si tratti di un segnale antropico in quanto ha una struttura ripetitiva e costante e della durata di alcune ore. Per gli appassionati di radio, lo spettrogramma ricorda quello della ricezione di una stazione campione di tempo, ma dobbiamo ricordarci che non stiamo monitorando una banda radio bensì una banda audio. A far pensare ad un segnale antropico vi è il fatto che il segnale si ripete nel tempo, anche se non è ancora stato possibile verificare se vi è una ciclicità o orari fissi.


Grazie al proseguire di questo monitoraggio ho notato che questa tipologia di segnale è comparsa più e più volte. Incuriosito da questo tipo di segnale e convinto della sua origine antropica, ho cercato di analizzare la situazione in maniera analitica per comprendere quale poteva essere la fonte del segnale.
Una prima difficoltà è data dagli orari. Da un'analisi analitica dei segnali e dei relativi orari ho potuto notare che il segnale pur ripetendosi nel tempo non evidenzia una ciclicità temporale precisa, non essendoci orari fissi durante i quali si ripete il segnale. 
In un secondo momento ho provato ad analizzare quali possono essere le fonti presenti sul territorio tali da poter generare un tale segnale individuandone due nelle immediate vicinanze. 

Mappa della zona dove è posizionata la sonda a Cornuda TV con individuate
le posizioni della sonda e delle possibili fonti del segnale.

La prima è linea ferroviaria Padova Calalzo (linea fucsia in mappa) ed il relativo traffico ferroviario che transita a circa 120 metri dalla sonda. Ho effettuato diverse verifiche sia analitiche confrontando gli orari dei convogli con il segnale e sia in diretta. Tali verifiche hanno portato a verificare la non corrispondenza dei segnali con l'attività ed il trasporto ferroviario.

La seconda fonte è un mulino elettrico per la macina dei cereali, posizionato a circa 320 metri dalla sonda.
Anche in questo caso sono state effettuate diverse verifiche. Le prime in diretta, ascoltando il rumore del mulino e verificando contemporaneamente le schermate generate dal software spettrografico. Successivamente, grazie alla conoscenza di un addetto che opera all'interno del mulino, grazie alla verifica di una serie di orari, trovando perfetta coincidenza tra l'attività del mulino e i segnali rilevati dalla sonda.
Da tenere presente che inizialmente avevo pensato a questa possibile fonte generatrice del segnale, ma l'avevo esclusa in quanto non credevo che l'attività non seguisse orari fissi e che il mulino operasse talvolta anche in orari notturni. Queste ipotesi sono invece state fugate proprio grazie alla verifica degli orari di funzionamento del mulino per la macina dei cereali.
Anche se non ho potuto effettuare rilevazioni all'interno della proprietà del mulino, ho ipotizzato che a generare il segnale non siano i motori o altri dispositivi elettrici ma proprio l'azione meccanica dello sbattere tra i due piani per la macina del prodotto, essendo perfettamente ripetitivo e non presentando nessuna alterazione, come generalmente producono invece i motori elettrici almeno nella fase di partenza o di arresto.
Anche se non mi è possibile fornire dati più accurati pubblicamente, trattandosi di un'attività produttiva privata, ritengo che le verifiche effettuate abbiano ampiamente dimostrato che questo segnale sia antropico e generato appunto dal mulino posto nelle immediate vicinanze della sonda.

Per quanto riguarda le altre tipologie di segnale sarà importante continuare a cercare di indagare se si tratta di segnali antropici o naturali, comprendendo in questa seconda categoria anche lo studio di possibili correlazioni con l'attività sismica.

Il monitoraggio continua.... 

sabato 1 febbraio 2014

sabato 18 gennaio 2014

Monitoraggio sonda ultrasuoni interrata

Ultimamente vi abbiamo parlato di un particolare monitoraggio effettuato mediante l'utilizzo di una sonda ad ultrasuoni 0-40 kHz, finalizzato allo studio di possibili precursori sismici.
Questo monitoraggio nato dall'idea di Jerry Ercolini del 45°GRU è svolta grazie alla collaborazione tra il sottoscritto Giorgio De Luca, Jerry Ercolini del 45°GRU ed il geologo Andrea Dadomo.

Ecco i link ai precedenti post sull'argomento:

La sonda ad ultrasuoni è attiva da fine novembre.
La sonda ad ultrasuoni è stata installata già a fine novembre nella postazione di Cornuda (TV) ed è la gemella di altre due sonde presenti una nella postazione rodigina del 45°GRU e l'altra in provincia di Piacenza grazie alla collaborazione del geologo Andrea Dadomo.

Dopo un periodo di utilizzo della sonda in aria per iniziare a capirne il settaggio e le potenzialità, durante i giorni scorsi la sonda è stata interrata in modo che risulti a diretto contatto con il terreno, in modo da poter captare eventuali segnali presenti nel sottosuolo.

Eccovi alcune foto delle diverse fasi di interramento della sonda, dove si possono notare alcune attenzioni e precauzioni per riparare la sonda ed il cavo di collegamento dalle intemperie e dal materiale in cui è interrata.




Dopo aver analizzato anche un solo giorno di monitoraggio della sonda interrata è possibile arrivare ad una semplice conclusione. La sonda interrata capta dei segnali che in più di un mese di monitoraggio in aria non si erano verificati. 

I segnali rilevati sono di tre tipi, descritti di seguito.

Tipologia 01
L'impressione è che si tratti di un segnale antropico in quanto ha una struttura ripetitiva e costante e della durata di alcune ore. Per gli appassionati di radio, lo spettrogramma ricorda quello della ricezione di una stazione campione di tempo, ma dobbiamo ricordarci che non stiamo monitorando una banda radio bensì una banda audio. A far pensare ad un segnale antropico vi è il fatto che il segnale si ripete nel tempo, anche se non è ancora stato possibile verificare se vi è una ciclicità o orari fissi.













Tipologia 02 
In alcune schermate è possibile intravedere debolissimi e non netti segnali orizzontali ed obliqui qua e là, senza però registrare una particolare intensità di questi segnali. 













Tipologia 03
Si registrano in alcune schermate dei segnali che sembrano saturare la banda ed occuparla in tutto lo spettrogramma da 0 Hz in su creando una fascia facilmente visibile nelle schermate.


Si precisa che segnali delle tipologie 02 e 03 sono stati registrati anche dalla postazione rodigina, mentre la tipologia 01 per il momento solo nella postazione di Cornuda (TV).

Nel prossimo periodo continuerà il monitoraggio, grazie alla sonda ad utrasuoni, segnali e/o le anomalie rilevate con questa tipologia di monitoraggio nelle tre differenti postazioni.
Successivamente sarà necessario comprendere se vi sia correlazione di tipologia e tempi tra i segnali delle tre diverse postazioni al fine di capire che tipo di portata hanno questi segnali, se sono pertanto gli stessi o se si tratta di fenomeni locali.
Parallelamente sarà importante cercare di indagare se si tratta di segnali antropici o naturali, comprendendo in questa seconda categoria anche lo studio di possibili correlazioni con l'attività sismica.

giovedì 16 gennaio 2014

Evento formativo sui rischi di esposizione ai campi elettromagnetici

Mercoledi 22 gennaio 2014 parteciperò a Treviso ad un convegno di formazione sul tema dei campi eletrtomagnetici, tematica di estrema attualità sia per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro, sia per quanto riguarda la sostenibilità.
I campi elettromagnetici sono infatti un elemento da tenere in considerazione anche nella fase progettuale per garantire un ambiente salubre agli utilizzatori degli edifici, qualsiasi sia la destinazione d'uso.


Titolo del convegno

LA PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI 
ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI

Presentazione del convegno
La pubblicazione delle direttive 2012/11/UE e 2013/35/UE ha modificato i termini di entrata in vigore delle disposizioni relative al Titolo VIII - capo IV - del DLgs 81/08 per quanto riguarda le operazioni di valutazione dei rischi e la misurazione dei campi elettromagnetici. La complessità tecnica della valutazione dei rischi correlati a questi agenti fisici e la necessità di adottare misure di bonifica richiedono conoscenze approfondite e competenze specifiche per le figure aziendali della sicurezza che assieme ai consulenti tecnici collaborano ad attuare le azioni preventive. Il convegno fornisce in primo luogo le conoscenze legate alla fisica dei campi elettromagnetici, con particolare riferimento agli aspetti prevenzionistici; successivamente vengono affrontati gli aspetti normativi, gli obblighi del datore di lavoro e i pericoli per la salute dei lavoratori.

Relatori
dott. Giovanni MORO: direttore SPISAL ULSS 7 – coordinatore CPC Treviso
ing. Francesco BOELLA: INAIL - Settore Ricerca, Certificazione e Verifica Dipartimento Territoriale di Venezia-Mestre
ing. Emiliano Boniotto: Univ. degli Studi di Padova – dottore di ricerca in Fisica Tecnica e collaboratore di UNIS&F
dott. Roberto Agnesi: direttore SPISAL ULSS 9
dott. Tomaso Tidei: direttore SPISAL ULSS 8

Convegno organizzato da:
Provincia di Treviso
Tavolo Tecnico Provinciale Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro della Provincia di Treviso
ULSS 7 Veneto
ULSS 8 Veneto
ULSS 9 Veneto

martedì 14 gennaio 2014

Due eventi sismici nelle Isole Lipari, M 4.0, 14 gennaio

Fonte INGV
Due terremoti di magnitudo (Ml) 4.0 sono avvenuti  oggi, 14 gennaio 2014, rispettivamente alle ore 04:43:42 italiane (03:43:42 14/Gen/2014 – UTC), ad una profondità di 12 km e alle ore 05:35:00 italiane (04:35:00 14/Gen/2014 – UTC) ad una profondità di 11 km.
I terremoti sono stati localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nelle Isole Lipari.

Per maggiori informazioni: