martedì 1 luglio 2025

QSL collegamenti radioamatoriali ricevute da marzo a giugno 2025

Dopo un po' di tempo riprendiamo l'appuntamento dedicato alle QSL.
Oggi pubblichiamo le QSL ricevute nel periodo che va dal mese di marzo a quello di giugno 2025. Le QSL elettroniche o cartacee, sono l'ultimo atto di gentilezza di un collegamento tra radioamatori, essendo la conferma dell'avvenuto collegamento (QSO).

eQSL





























QSL





























73 de Giorgio IU3IOU

lunedì 30 giugno 2025

Esperienze di Radioastronomia Amatoriale di Maurizio Duse. Una nuova pubblicazione dedicata al tema della radioastronomia.

In questi giorni è in uscita una nuova pubblicazione dedicata al tema della radioastronomia.

Si tratta del libro dal titolo Esperienze di Radioastronomia Amatoriale scritto da Maurizio Duse, che ha raccolto in questo volume appunti ed esperienze.

Senza perdere altro tempo vi lascio alla presentazione che lo stesso autore, Maurizio Duse, ha preparato per presentare il suo libro su questo blog, non prima però di lasciare un link ad un vecchio articolo all'interno del quale sono citati e presentati altri due testi fondamentali per chi si occupa di radioastronomia e radio natura (http://ricercasperimentale.blogspot.com/2015/08/radioascolto-fine-estate-radionatura-radioastronomia-broadcasting-utility.html).

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In una delle prime scene del film “Contact” la giovanissima protagonista Ellie Arroway è una appassionata di radio che cerca di connettersi con le stazioni amatoriali più lontane pronunciando le tipiche parole “CQ, CQ DX!”, che nel gergo del settore rappresentano la chiamata di apertura ad una comunicazione radio a lunga distanza.

Il padre, dopo averle trasmesso questo interesse, le aveva anche regalato un telescopio e l’aveva introdotta allo studio dell’universo. Il connubio tra queste due passioni è, molto spesso, l’elemento scatenante di un’altra grande attrattiva personale: la radioastronomia.

Nel film è accaduto per Ellie, che da adulta diventerà una famosa ricercatrice in questo campo; nella vita reale sicuramente lo è stato anche per me quando, utilizzando la radio amatoriale in FM di mio Papà e una ingombrante vecchia antenna televisiva a quattro elementi (Yagi) per la ricezione del primo canale, ascoltavo il fruscio monotono del rumore presente in quella banda (prodotto in gran parte dal ricevitore stesso) e, talvolta, le scariche dei temporali o quelle prodotte da qualche motore presente in zona.

Nonostante ciò ero consapevole che in quel fruscio c’era anche una componente esterna all'atmosfera terrestre e che proveniva dal cosmo. L’origine di quella componente, avevo imparato, era di derivazione naturale ed era generata in gran parte dal Sole, variando di intensità secondo le ore del giorno.

In realtà la speranza che, allora tredicenne, mi faceva rimanere incollato alla radio per ore intere, era anche quella di sentire un segnale regolare – proveniente dallo spazio – che rappresentasse una prima forma di comunicazione con altre civiltà nell'universo.

Era anche questo, nel mio piccolo, un modo per manifestare lo stupore che – da sempre – l’umanità ha provato nello scrutare il cielo e per superare il senso di solitudine e di meraviglia di fronte all'immensità del creato.

Crescendo, questa passione non mi ha mai abbandonato anche se, per motivi di studio, di lavoro e di vita, a volte è stata accantonata per anni. Adesso, dopo decenni di torpore, è tornata a coinvolgermi ma in modo diverso e con tutta la consapevolezza e la competenza derivante dalla maturità e dall'esperienza professionale sviluppata, nel tempo, in diversi settori della tecnologia.

Molto spesso – adesso - mi trovo nella situazione di spiegare agli altri (soprattutto alle giovani generazioni) i concetti di base e le tecniche utilizzate (e utilizzabili) per “fare” radioastronomia, sia pur con i limiti di un dilettante come me, e in un intervallo di anni tale da aver visto nascere e tramontare moltissime tecnologie. Quelle di oggi – mentre scrivo – consentono di fare delle cose un tempo impensabili o riservate solo ai grandi budget della ricerca scientifica ufficiale.

Questo volumetto ha lo scopo di illustrare – nel modo più semplice possibile – le tecniche, gli strumenti e le finalità per una seria radioastronomia amatoriale.

In realtà questa disciplina è molto variegata e ricca di specializzazioni. Per forza di cose non verranno trattate tutte in modo esaustivo, ma saranno comunque elencate e forniti i riferimenti per il loro approfondimento.

Trattandosi di un testo per neofiti della materia (ma anche per astrofili ottici tradizionali o radioamatori attratti dal cielo), i primi capitoli avranno necessariamente uno scopo introduttivo, per spiegare (in termini molto semplici e senza far uso di complesse formule matematiche) alcuni aspetti della fisica che caratterizza questa materia e le onde elettromagnetiche in particolare.

Un’unica raccomandazione: la radioastronomia, anche se amatoriale, richiede competenze diversificate e, talvolta, specialistiche. Alle nozioni di astronomia “classica” vanno aggiunte conoscenze di elettronica, informatica, teoria delle antenne, meccanica. È difficile, per una persona sola, avere tutti questi know-how al livello adeguato.

Ecco perché l’interdisciplinarità necessaria si presta molto bene al lavoro di gruppo o associativo, dove ognuno può dare il meglio di sé senza essere sottoposto ad un impegno troppo estenuante (non fosse altro per il peso, a volte rilevante, di certe attrezzature!).

Nel concludere questa introduzione mi auguro sinceramente che questo lavoro possa essere utile a qualcuno per ripercorrere (e anche migliorare!) le mie entusiasmanti esperienze.

Cieli e vita sereni a tutti!

Maurizio

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Questo nuovo testo spero possa essere un nuovo stimolo ad approfondire il tema della radioastronomia e ad affrontare nuove sperimentazioni in questa materia. 

Mentre sono in attesa dell'arrivo del libro ordinato on line vi invito a cercare e ordinare il testo nelle varie piattaforme on line (Amazon, IBS, Hoepli)

Vi lascio inoltre il link al sito dell'autore Maurizio Duse www.maurizioduse.it 


Cieli sereni! 
73 de Giorgio IU3IOU

martedì 3 giugno 2025

Avvistamento di un bolide da Sirolo (AN) sul Monte Conero


A Barbara che è volata lassù...


Nei giorni scorsi mi sono recato a Sirolo (AN) sul Monte Conero per qualche giorno di riposo.

Domenica 01 giugno 2025 alle 00.26 locali mi trovavo nel terrazzino del B&B che ci ospitava ad osservare il cielo, le stelle e vari passaggi di satelliti. Mentre lo sguardo si perdeva nel blu, il cielo è stato attraversato da un bolide di colore bianco (testa e coda).

Il punto di osservazione si trova nel centro storico di Sirolo, proprio sopra alla Spiaggia Urbani in una posizione che consente di ammirare un'ampia e bellissima visuale sul Mar Adriatico.

Rispetto al punto di osservazione il bolide è stato avvistato in direzione azimutale 45° - 50°, mentre il percorso in elevazione è stata una discesa verticale che andava da 50 a 30° circa.

La visione tridimensionale del punto di osservazione 
e della direzione del bolide.

Il punto di osservazione sull'ortofoto.

Come sempre la natura ed il cielo offrono spettacoli straordinari.

Cieli sereni.
73 de Giorgio IU3IOU

martedì 27 maggio 2025

Il radar meteorologico di Gattatico (Reggio Emilia)

Il 25 aprile 2025 l’80° anniversario della Liberazione e data la particolare ricorrenza mi sono recato a Gattatico (RE) presso Casa Cervi, Museo per la storia dei movimenti contadini, dell’antifascismo e della Resistenza nelle campagne, per la Festa della  Liberazione, un grande evento di musica e cultura.

Complice probabilmente la particolare ricorrenza degli 80 anni dalla Liberazione, sono accorse in zona ben 30.000 persone oltre a tutto il personale addetto ai lavori. Questo ha comportato un sovraccarico dei mezzi messi a disposizione e quindi abbiamo deciso di avvicinarci a piedi partendo dai parcheggi presenti in zona. 

Non appena arrivato nelle vicinanze di Casa Cervi, non ho potuto non notare una imponente torre su cui è presente una grande parabola in movimento.

 


 

 


Subito mi sono messo alla ricerca di informazioni scoprendo che si trattava del radar meteorologico di Gattatico (Reggio Emilia), uno dei due radar meteorologici utilizzati da ARPA Emilia Romagna (l'altro è a S. Pietro Capo Fiume).


Una volta rientrato la curiosità non si è placata e ho cercato di approfondire trovando nuove informazioni relative al radar di Gattatico (RE).

Il radar è installato in prossimità del "Museo Cervi", Via Fratelli Cervi 9 a Gattatico (Reggio Emilia), nel punto di coordinate (ricontrollate con Google) 44.790949, 10.498438, su una torre che porta il centro dell'antenna a 25 metri da terra. Il radar è gestito da remoto e, sempre da remoto, vengono raccolti i dati. Nei locali ai piedi della torre, sono alloggiate le apparecchiature e la consolle per il controllo locale del radar, visibili nella prossima foto presente nel web. 


L'antenna ha una dimensione importante avendo un diametro D, pari a circa 5 m.

I radar meteorologici della classe di quello di Gattatico operano, tipicamente, intorno a 5 GHz (banda C) e in particolare la frequenza di operazione del radar è pari a 5.45 GHz.

Nella tabella seguente, sono riportate alcune caratteristiche tecniche del radar, fornite da ARPA Emilia Romagna e presenti in un report presente nel web relativo ad una campagna di misurazioni.


Nel suo uso più comune, il radar viene fatto operare secondo le due modalità di seguito riassunte.

- Modalità standard. Il radar è attivo per circa due 2 minuti ogni 15 minuti. Nei due minuti di attività vengono effettuate 5 rotazioni complete (1 giro ogni 24 secondi, ovvero 15°/sec); ad ogni rotazione l'inclinazione viene cambiata di circa 0.6°, partendo da 0.5° e arrivando quindi all'inclinazione di 3.5°.

- Modalità con tempo perturbato. Il radar è attivo 10 minuti ogni 15. La velocità di rotazione è uguale a quella della modalità standard. Vengono spesi 2 minuti per un ciclo secondo la modalità standard. Negli altri 8 minuti vengono compiute (8*2.5 =) 20 rotazioni, con l'elevazione che passa da 0.5° a 18°, in modo da esplorare una fascia di cielo maggiore. 


L’antenna radar permette di ottenere una ‘fotografia’ tridimensionale della precipitazione in atto, ad una risoluzione di 250 m, su un raggio di 250 km. Questo è molto utile anche perché permette di riconoscere e osservare le strutture precipitanti e il loro sviluppo verticale.

La sequenza delle immagini di riflettività viene utilizzata per il “nowcasting” o “previsione a brevissimo termine”, ovvero la previsione dello spostamento delle strutture precipitanti nel corso delle tre ore successive all’istante di osservazione.


Durante tutta la giornata accompagnata da musica, balli ed emozioni, anche l'antenna in movimento in cima la torre è stata un elemento di grande interesse e attenzione da parte mia. 

Anche una giornata di festa, diventa spunto di approfondimento e ricerca!

Cieli sereni!
73 de Giorgio IU3IOU