mercoledì 9 marzo 2011

Boati in Fadalto - agg53

Comunicato Città di Vittorio Veneto del 09.03.2011

Boati in Fadalto, i tecnici rassicurano i sindaci

All’incontro organizzato questa mattina, mercoledì 9 marzo, dalla provincia con la Protezione Civile regionale per dare un’informazione completa e approfondita sui fenomeni acustici registrati negli ultimi mesi e settimane in Val Lapisina e associati erroneamente – stando ai dati raccolti – a fenomeni di natura sismica in senso stretto, hanno partecipato i rapresentanti, sindaci o delegati di 31 dei 95 comuni della Marca (Colle U., S.Pietro di F., Revine Lago, Vittorio Veneto, Farra di Soligo, Godega S.U., Conegliano, S.Fior. Vazzola, Oderzo, Ponte di P., Tarzo, Sarmede, Codognè, Miane, Refrontolo, Orsago, Cison, Fregona, Follina, Arcade, Meduna, Valdobbiadene, Loria, Sernaglia, Paese, Moriago, Susegana, Cappella Maggiore, Cordignano e Pieve di Soligo).

Un terzo dei comuni dunque interessati dalla relazione che i tecnici hanno illustrato, dopo i saluti del sindaco Gianantonio Da Re, dell’assessore regionale Daniele Stival, del presidente della Provincia Leonardo Muraro, dell’assessore Mirko Lorenzon, del comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Agatino Carrolo.

Chiarito che il fenomeno non era da considerarsi, come è sembrato a volte, di tipo politico, ma esclusivamente tecnico, e che l’incontro è stato l’epilogo di un periodo di vigilanza completa del territorio e di raccolta e analisi dati approfondita, quindi con in mano dei dati certi, il coordinatore regionale della Protezione Civile Roberto Tonellato ha affermato che la Regione ha messo in atto tutto quello di sua competenza, a margine della costituzione del Centro Operativo intercomunale.
Seguiranno passaggi collegati per far fronte a qualsiasi fenomeno dovesse verificarsi, mentre tutto rimane monitorato e sotto controllo, con un sistema attivo e funzionale.

E’ emerso in prologo che in Provincia di Treviso, su 95 comuni, 49 risultano classificati in zona 2 ad alto rischio sismico, il resto in zona 1. Quindi:
- Gli eventi strumentali rilevati sono apparsi nella normalità per il territorio, zona di forte concentrazione di tensione, non ci sono state variazioni significative e non si può dire che le vibrazioni associate ai boati siano stati terremoti di tipo rilevabile dagli strumenti come tali.
- Sono state installate per arrivare a queste conclusioni ben 14 stazioni di rilevamento sul territorio, 7 dell’ogs, 5 dell’Enel e due private.
- E’ stato rilevato che i boati corrispondono a eventi di microsismi non tettonici, dalle caratteristiche precise: le vibrazioni sotterranee generano boati, onde acustiche ed è un fenomeno conosciuto, conseguenza delle piccole vibrazioni.
- Sono stati registrati al 28 febbraio 346 eventi, di cui 334 solo strumentali, e solo 12 percepiti dai residenti, della durata di 2-3 secondi.
- Dal 28 febbraio all’8 marzo, giorno delle ultime rilevazioni sono stati registrati solo 16 eventi, per cui i tecnici sostengono che si è in una fase di sostanziale stabilizzazione con tendenza alla diminuzione: se al 28 febbraio si registravano dai 5 ai 10 eventi al giorno, nel mese di marzo, e attualmente, il numero è sceso a 2 eventi al giorno.
- La zona è molto ben delimitata: l’area dei fenomeni è ristretta ad 1,5 chilometri di diametro, e gli eventi arrivano da punti diversi di quest’area, a profondità valutata dai 500 ai 600 metri. Questo indica una probabilità molto bassa, quasi nulla, di correlazione di fenomeni tettonici che generano terremoto.
- Si è arrivati a questa conclusione per esclusione: non presenza o formazioni franose, non collasso di cavità carsiche di cui la zona è molto ricca, non colpi di tensione per gallerie o scavi, la bassa profondità.
- L’origine per deduzione indica la connessione alla circolazione di masse d’acqua nel sottosuolo, che generano colpi d’ariete , conseguenze della fase alluvionale dell’inverno. Può esser anche presenza di micro sismicità indotta dalla variazione di pressione sotterranea dell’acqua sulle rocce.

L’assessore Stival a conclusione del dibattito e delle domande di alcuni sindaci ha stimolato incontri con le popolazioni, esercitazioni e serate informative.
Il sindaco Da Re ha sottolineato che ora, in presenza di dati e notizie certe, si possono affrontare le riunioni: “Meglio prima essere pronti che impreparati poi”.