venerdì 4 marzo 2011

Boati in Fadalto - agg51

fonte Corriere delle Alpi

Boati in Fadalto: volantini anonimi annunciano il sisma
Sono stati recapitati a casa degli abitanti e in locali pubblici. Il sindaco di Vittorio Veneto ha sporto denuncia contro ignoti per sciacallaggio


FAdALTO. Allarme-sciacalli in Fadalto. Ignoti buontemponi hanno annunciato il terremoto per domani, altri per il 7, altri ancora per il 12. Con tanto di volantini distribuiti nelle case e nei locali pubblici. Il sindaco di Vittorio Veneto Gianantonio Da Re ha annunciato che li ha denunciati ai carabinieri per procurato allarme.Intanto il Comitato operativo intercomunale ha fissato per mercoledì una riunione. L'incontro è aperto a tutti i sindaci della Provincia di Treviso. A suo tempo avevano attribuito la paternità dei boati agli ufo. E i residenti - quelli che di notte venivano svegliati dai botti, sentendo tremare i pavimenti della casa - si erano incavolati. Ma senza reagire in termini di denuncia. Adesso, invece, l'ha fatta il sindaco.Anche a seguito di una ferma protesta dell'assessore Bruno Fasan che abita in Fadalto. «La gente è spaventata perché si è trovata raggiunta da volantini che annunciano il terremoto per sabato, oppure per i prossimi giorni», racconta Fasan. «I volantini sono stati recapitati soprattutto agli anziani, avvertendoli che sabato in particolare sarebbe arrivato un cataclisma con la distruzione di un'area amplissima, da Farra fino a Riese Pio X e con il consiglio di trasferirsi al sicuro, verso Trichiana».«Vuoi vedere che qualche malintenzionato vuol far scappare i nostri anziani, magari per rubare nelle loro case abbandonate?», si chiede, preoccupato, Fasan. E così la gente che ha telefonato ai vigili del fuoco, alla polizia locale, e ha bombardato di chiamate anche il centralino del Comune. A questo punto il sindaco Da Re, primo responsabile della Protezione civile, ha deciso di reagire con fermezza. Ed ha presentato denuncia.«E' chiaro che si tratta di atti di sciacallaggio, opera di irresponsabili, per i quali il Comune ha presentato denuncia di procurato allarme verso ignoti e sui quali stanno indagando i Carabinieri», spiega il sindaco. «Questo gesto - continua - contribuisce a diffondere un allarmismo diffuso e immotivato. La situazione non è tale da essere allarmante. Il Centro Operativo Intercomunale per questo sta studiando dati e sta raccogliendo i risultati delle indagini tecnici, e possiamo dire che non possono essere correlati automaticamente a segnali precursori, come hanno detto gli esperti».«In presenza di un analogo fenomeno, anche noi prenderemo gli stessi provvedimenti», annuncia il sindaco di Farra Floriano De Pra.

fonte il Gazzettino
Boati sul Fadalto, «terremoto il 13 o il 17»Sindaco: «Sciacallaggio di irresponsabili»
Allarmi su Facebook, kit di sopravvivenza a Treviso e BellunoIl sismologo inascoltato a L'Aquila: «Analogie con l'Abruzzo»


TREVISO - Psicosi da sisma. E fioccano le denunce per procurato allarme. Mentre si succedono le riunioni tecniche sui boati del Fadalto, si accavallano le spiegazioni, fra rassicurazioni e allarmismi, inevitabile cresce la preoccupazione dei cittadini. Le voci di un probabile terremoto si rincorrono ormai da Treviso e Belluno, passando per la Val Lapisina, con previsioni di disastri in date ben precise. Tutte molto vicine: secondo una sensitiva la terra si muoverebbe nella notte fra sabato e domenica, per altri la data fatidica sarebbe fra il 13 e il 17 marzo. Il sismologo che annunciò, inascoltato, il sisma dell’Aquila, Giampaolo Giuliani, fa preoccupanti analogie fra la situazione precedente il sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo e quanto sta succedendo in Fadalto. La situazione si fa incandescente e sulle dichiarazioni ufficiali che invitano alla calma prevalgono quelle allarmistiche in quello che ormai si è trasformato in un pericoloso passaparola.Non sono pochi i cittadini, in Alpago e in Fadalto, così come a Belluno, che hanno preparato valigia, kit di sopravvivenza e riempito l’auto di beni di prima necessità. Così, tanto per tenersi pronti ad ogni eventualità. Su Facebook il Muro di Belluno fa il conto alla rovescia. Mercoledì scriveva in bacheca: "meno due giorni alla scossa di terremoto", con un seguito di 42 commenti. Ieri ancora: "meno un giorno...", e giù un’altra quarantina di post.Ma la psicosi ormai è collettiva. Si pensi che in Val Lapisina sono stati addirittura distribuiti agli anziani e alle famiglie dei messaggi preannunciando disastri sismici nelle date del 13 e del 17. E durante le prove di evacuazione che in questi giorni si stanno facendo un po’ in tutte le scuole, da più parti, le date a rischio sono state riportate anche agli studenti.Il Comune di Vittorio Veneto ha appena presentato denuncia ai Carabinieri per procurato allarme nei confronti di ignoti, mentre l’Arma sta già indagando su denuncia di un cittadino. «È chiaro che si tratta di atti di sciacallaggio, opera di irresponsabili - dichiara il sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re -. Questo contribuisce a diffondere un allarmismo diffuso e immotivato che dobbiamo combattere e smentire in modo assoluto. Ma la situazione non è tale da essere allarmante. Il Centro operativo intercomunale sta studiando dati e raccogliendo risultati delle indagini tecniche e possiamo dire che non possono essere correlati automaticamente a segnali precursori, come confermato dalla Protezione civile».Le riunioni intanto non si fermano. Ieri pomeriggio quella del Coi, il Centro operativo intercomunale, con Protezione civile regionale, vigili del fuoco, Province, Prefetture di Belluno e Treviso, e Carabinieri. Per questa mattina, alle 9.30 a Marghera, è convocata una riunione della Protezione civile. E il 9 marzo, mercoledì, alle 10.30 al teatro Da Ponte a Serravalle, Vittorio Veneto, si terrà una riunione per tutti i sindaci delle aree interessate al problema del rischio sismico.

fonte OggiTreviso.it
BOATI: I TECNICI ESCLUDONO LA NATURA SISMICA
E' quanto emerso dal vertice di oggi a Marghera
VITTORIO VENETO - Sembra giungere verso una spiegazione il fenomeno dei boati registrati dallo scorso ottobre in Fadalto.
In occasione del vertice regionale di questa mattina a Marghera, al quale ha partecipato per il comune di Vittorio Veneto l'assessore alla Protezione Civile, Mario Rosset, è emerso che
«non ci sono correlazioni ad attività di tipo sismico» per i boati registrati in Fadalto. Una conclusione a cui i tecnici del Centro Ricerche Sismologiche di Udine sono giunti analizzando i dati rilevati dai sismografi posizionati in Val Lapisina e confrontandoli con i parametri precursori di un'attività sismica.
«Oggi - spiega l'assessore Rosset - siamo giunti all'atteso verdetto. Grazie alla lettura dei dati da parte degli esperti è stato escluso in modo categorico una correlazione tra i boati del Fadalto e un evento sismico. Sappiamo che la zona è a rischio sismico e per di più è stata compromessa negli anni da una frana e dall'azione dell'uomo, per questo continueremo il monitoraggio».
Con gli ultimi dati raccolti, i tecnici del CRS hanno individuato che la profondità da cui si generano boati e vibrazioni è stimata fra i 500 e i 600 metri, più superficiale rispetto al chilometro di cui si parlava nelle settimane scorse. L'area da cui hanno origine ha un diametro di circa 1,5 km con centro in prossimità di Fadalto Basso.
Dallo scorso 26 gennaio, giorno in cui è stato posizionato il primo sismografo mobile da parte del CRS di Udine, sono 346 le scosse registrate, 12 delle quali sono state percepite dai residenti. Un fenomeno che nelle ultime due settimane, precisa la Protezione Civile regionale, si è attenuato con un numero di eventi giornalieri compresi tra 5 e 10.
La causa di questi fenomeni sarebbe dunque legata ai flussi sotterranei di acqua e alla natura carsica del territorio: la rottura improvvisa di rocce per la pressione dell'acqua e i colpi d'ariete, sempre dovuti alla pressione dell'acqua che scorre sotto terra, sarebbero dunque all'origine dei boati e delle vibrazioni avvertiti dalla popolazione e registrati dalle apparecchiature. Un fenomeno che, come nel 2003, si collega alle abbondanti piogge cadute nell'autunno scorso. «Inizialmente questa ipotesi era stata scartata - ricorda l'assessore Mario Rosset - ma ora con i dati forniti dagli strumenti si è giunti a questa conclusione che si lega alla forte piovosità dell'autunno. I tecnici oggi hanno parlato di "idro-clac", ovvero rottura di rocce dovute alla forte pressione dell'acqua».
Continuerà anche nelle prossime settimane l'attività di monitoraggio del territorio con i sette sismografi del CRS e i cinque installati dal CESI per conto dell'Enel, registrazioni che vengono trasmesse al centro di Udine in tempo reale via SMS. «Quando il fenomeno dei boati si scemerà - aggiunge Rosset - è stato deciso di non togliere tutti i sismografi, ma di mantenerne uno in Val Lapisina».
«L’attività di controllo e di studio - fa sapere la Protezione Civile regionale - proseguirà per migliorare le conoscenze sulla struttura del sottosuolo e sulle modalità di propagazione delle onde sismiche nella zona del Fadalto. Continueremo a tenere d'occhio la situazione, proseguiremo nell'attività di informazione e allertamento delle strutture e delle istituzioni preposte, perchè, al di là del fenomeno di questi mesi, l'area è zona sismica 2».