lunedì 31 gennaio 2011

Boati in Fadalto - agg13

Fadalto,Continuano i boati tellurici nell'Alto Trevigiano
Installati 4 sismografi allerta, autorità evitano allarmismo

I boati nella notte fanno paura. Nell'area di Fadalto, nell'alto Trevigiano da un paio di giorni si avvertono degli strani e ricorrenti rumori sordi e profondi. Solo ieri ne sono stati avvertiti una dozzina, come riportano i quotidiani locali. Da Fadalto, verso Nove gli abitanti non si sentono sicuri e per questo le autorità stanno cercando di non creare allarmismo. Ma l'allarme c'è dato che sono stati installati altri quattro sismografi per catturare ogni possibile sommovimento tellurico. Dal 10 gennaio ad oggi sono stati chiaramente registrati almeno una sessantina di boati.Nelle ultime 24 ore sono stati avvertiti alle 23.26, alle 23.43 e alle 23.59 di giovedì, quindi alle 5.46 e alle 6.58 di venerdi. La zona interessata, come l'intera Alta Trevigiana, è considerata a rischio sismico medio-alto. Appartiene alla medesima area sismica che insiste sul versante centrale del Friuli, la stessa che fu colpita dai gravissimi fenomeni sismici del maggio e settembre 1976. L'area tettonica in oggetto è da considerarsi in stretta continuità con quella friulana, caratterizzata quindi da una rischiosità sismica da non trascurare e per la quale esistono precisi piani di intervento elaborati dalla Protezione Civile.


Continuano i boati misteriosi sul Fadalto:
«Pericolo frane su Visentin e Pizzoc»
Fenomeni ancora inspiegati al confine fra Treviso e Belluno
Un geologo: «Nessun sisma, forse sono crolli sotterranei»


di Bruno De Donà
TREVISO - Boati e detonazioni sul Fadalto. La cosa si è ripetuta anche ieri. Torna la paura. Che rischia di farsi psicosi lungo tutto l’asse del Fadalto. Anche perchè nella ridda di ipotesi, più o meno remote, rientra anche il rischio di crolli di pareti del Visentin e del Pizzoc. Calma. Sono ipotesi scientifiche. Ma chi abita lassù ha paura. Vuol sapere, capire. Tra coloro che si stanno interessando di quanto sta accadendo c’è il geologo Gino Lucchetta, assessore al Comune di Pieve di Soligo e vicepresidente della Comunità Montana. È lui a mettere a fuoco la situazione.

Il fenomeno si ripete. C'è una spiegazione?
«Al momento è un mistero, pur costellato da varie ipotesi. Nessuna di quelle che si sono affacciate è la più attendibile. È semmai il caso di dire che alcune sono già fuori campo».

Quali le escluse allora?
«All’inizio si era pensato ad origini superficiali, in quanto i sismografi non registravano assolutamente nulla. Ad esempio a manovre eseguite dall’Enel nelle gallerie. O magari alle cave poste a Col de Vi, sopra il Fadalto. Ma nell’uno come nell’altro caso, fatta una verifica, si è visto che i tempi non coincidevano con le ore indicate, a parte qualche casualità. I fenomeni si verificano, preferenzialmente la sera, nella fascia compresa fra le 19 e le 23 o al mattino tra le 6.30 e le 8».

Ma domenica scorsa i sismografi del Cansiglio qualcosa hanno rilevato...
«Sì, ma a dieci chilometri di profondità l’effetto si sarebbe avvertito in una fascia più estesa, per lo meno fino a Serravalle. Invece il fenomeno è stato percepito solo da Nove alla Cima del Fadalto. Quindi l’ipotesi sismica, che pur si è affacciata, non è credibile del tutto. Ma finalmente ciò ha indotto a dotare l’area di idonea strumentazione per localizzare la profondità e la zona di origine del fenomeno».

E le altre possibilità?
«Potrebbero essere crolli sotterranei di cavità carsiche. Ma è difficile crederlo, per via degli orari. Qui c’è una ripetitività regolare. Oppure potremmo trovarci davanti a possibili frane. Centinaia di metri cubi di materiale potrebbero venir giù dai versanti Col Visentin e Pizzoc. In tal caso si tratterebbe di un fenomeno di rilassamento, seguito da cedimento».

Ma sarebbe una calamità.
«Concordo che non sarebbe come veder scendere una carriola di sassi. Ma si tratterebbe di un fenomeno circoscritto su un’area assai poco abitata, con danni sostanzialmente limitati».

Si parla anche questioni legate alle falde acquifere.
«Sì, è l’idea di un mio collega: falde acquifere che si sarebbero alzate all’interno del sottosuolo della valle e si stanno aprendo nuovi percorsi».

In definitiva, di che sonno può dormire l’abitante del Fadalto?
«Non ci sono indizi per vivere nella paura. E se volessimo metterla sul piano terremoto non si sono recepiti segni paragonabili con quelli marcati e riconoscibili, registrati, ad esempio, a L’Aquila. Inoltre, mi dicono i colleghi del Dipartimento Geologia della Regione che episodi simili, anche se non protratti nel tempo, si erano già registrati in loco. Si esaurirono col tempo».

BOATI: SI ANALIZZANO I DATI DEI SISMOGRAFI
Fine settimana di silenzio per gli abitanti del Fadalto


VITTORIO VENETO - Da oggi, lunedì, i tecnici del Centro di Ricerche Sismologiche di Udine e quelli della Regione Veneto sono al lavoro per analizzare i dati raccolti dai vari sismografi mobili e fissi collocati sul territorio.

«Sono cinque i sismografi in azione per capire la natura dei boati - spiega il sindaco Gianantonio Da Re che ieri, domenica, si è recato in Fadalto tra la gente e che invita a mantenere la calma, evitando inutili allarmismi - e in qualche giorno avremo i primi risultati».

Venerdì scorso i tecnici del centro udinese hanno potuto scaricare i primi dati rilevati dal sismografo posizionato già lo scorso mercoledì in un'abitazione di Fadalto Basso e da oggi, dunque, parte l'analisi dei dati.

Risale alle 3 dell'alba di sabato l'ultimo boato avvertito dalla popolazione del Fadalto (dato alle 19 di domenica): un boato di media intensità, così è stato catalogato da una delle due persone che, già da diversi giorni, si è resa disponibile a monitorare i boati, dati che vengono poi trasmessi al comando della Polizia Locale e ai carabinieri. «Stiamo vivendo qualche ora di tranquillità» fa sapere Giuseppe Berton di Borgo Faè a Fadalto Basso.

Intanto oggi, lunedì, il presidente del quartiere della Val Lapisina, Silvano De Nardi, protocollerà in prefettura a Treviso la richiesta di un incontro pubblico tra amministrazione e popolazione per fare chiarezza sugli eventi, richiesta che nei giorni scorsi era stata depositata anche in municipio.