mercoledì 9 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg34

fonte oggitreviso.it

NUOVI BOATI ROMPONO IL SILENZIO DEL FADALTO
Ieri poco dopo mezzogiorno è ritornata la paura tra i residenti


VITTORIO VENETO - Sembravano in fase di diminuzione, invece ieri, poco dopo mezzogiorno, il silenzio della Val Lapisina è stato rotto da nuovi e forti boati. Numerosi i residenti che gli hanno avvertiti e che per un attimo hanno temuto il peggio.

Sul posto si sono recati per un sopralluogo il sindaco Da Re e la Comandante della Polizia Locale.

Nella giornata di ieri è stato istitituto il COC intercomunale, che oggi si riunirà per la prima volta.

Proseguono anche in queste ore i rilievi da parte dei tecnici del Centro Ricerche Sismologiche di Udine. Sette i sismografi mobili posizionati sul Fadalto che, insieme a quelli fissi, tengono continuamente monitorato il territorio.

Domani sera, giovedì, alle 20 al Victoria Sport&City l'incontro aperto alla popolazione con il sindaco Da Re e gli esperti della Protezione Civile.

lunedì 7 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg33

Dopo il tavolo tecnico odierno ho avuto notizie direttamente dalla Regione Veneto.
Verrà istituito un COC (Centro Operativo Comunale) permanente per monitorare la situazione.
Il COC avrà principalmente due scopi:
- convogliare le informazioni tecnico scientifiche e i diversi dati rilevanti dai monitoraggi in atto nella zona al fine di approfondire la natura dei boati
- mantenere una linea di comunicazione unitaria al fine di evitare il diffondersi di notizie non veritiere e poco corrette

giornata di ricezione APRS

Ieri è stata una giornata dedicata alla ricezione in APRS.
Oltre alle tantissime stazioni di radioamatori italiani, della slovenia e qualche tedesco ad un certo punto del monitoraggio è comparsa sullo schermo una nuova stazione dall'inghilterra. MW0AQZ che trasmetteva in mobile è stata una delle stazioni più lontane ricevute in APRS, vista la distanza di 1457.5 km.



Sempre nella giornata di ieri ho ricevuto i diversi passaggi della ISS Stazione Satellitare Internazionale in modalità APRS.

Boati in Fadalto - agg32

IL MISTERO DEI BOATI NEL FADALTO. NON SINTOMI PREMONITORI DI SISMA. CONTINUARE INDAGINI E TENERE ALLERTATA PROTEZIONE CIVILE
Comunicato stampa Regione Veneto n° 218 del 07/02/2011
(AVN) – Venezia, 7 febbraio 2011

I misteriosi boati con le relative micro vibrazioni percepite sul Fadalto e nella Val Lapisina non appartengono alla categoria dei segnali premonitori di eventi sismici. Sono piuttosto assimilabili a fenomeni analoghi già segnalati in passato nella zona, in altre parti del Veneto e in altre regioni d’Italia, scomparsi naturalmente e ai quali non è stato possibile attribuire una origine univoca. Permane dunque il mistero, che andrà sondato e monitorato anche nelle prossime settimane, senza dimenticare peraltro che l’area interessata è la più sismica del Veneto e che le pendici della Val Lapisina presentano, soprattutto dalla parte del Cansiglio, diffuse manifestazioni carsiche, numerosi sintomi di affaticamento e fessurazione e diverse situazioni di instabilità di masse rocciose, specie attorno all’area della grande frana del Fadalto che verso la fine dell’era glaciale ha fatto cambiare il corso del Piave.
L’esito del consulto tecnico plenario sul fenomeno, promosso oggi dalla Regione nella sede della Protezione Civile di Marghera, si può dunque considerare rassicurante, soprattutto rispetto ad alcuni scenari prospettati nelle settimane passate: gli strumenti hanno registrato eventi superficiali non riconducibili a movimenti di faglie profonde. Tuttavia è stato altrettanto unanime l’invito a mantenere alta la guardia a livello di piani di intervento di protezione civile, mentre i Comuni interessati devono assicurarsi che siano rispettate le norme antisismiche. Le verifiche e le indagini in ogni caso continueranno, sia per cercare di capire l’origine, sia per avere materiale scientifico in caso di eventi analoghi.
All’incontro odierno erano presenti tutte le istituzioni coinvolte: il Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Udine, che ha istallato nella zona un sistema di rilevazione mobile che affianca quello fisso preesistente; l’Unità Operativa di Supporto (UOS) della struttura di Padova dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR; il Servizio valutazione del Rischio Sismico della Protezione Civile Nazionale; i responsabili delle direzioni regionali interessate (Direzione Geologia e Georisorse, Unità di progetto Protezione Civile, Direzione Difesa del Suolo) e delle Prefetture di Belluno e Treviso; tecnici e amministratori delle due province (Belluno con lo stesso presidente Giampaolo Bottacin e Treviso con l’assessore Mirco Lorenzon) e dei Comuni di Vittorio Veneto, con il sindaco Gianantonio Da Re, e di Farra d’Alpago con il sindaco Floriano De Pra.
I geologi regionali e provinciali hanno riferito sugli esiti delle verifiche a terra e dall’alto effettuate sul posto, che confermano il degrado dei versanti ma non la presenza di spostamenti recenti di masse significative. Per contro il posizionamento della rete mobile da parte Centro Ricerche di Udine, che gestisce per conto della Regione la rete sismologica del Veneto, ha fatto registrare tra il 26 gennaio e l’1 febbraio 115 microscosse e vibrazioni nel raggio di due chilometri, sei delle quali sentite da almeno 5 stazioni. Rassicuranti anche il CNR, che ha in ogni caso suggerito di proseguire le ricerche, e il geologo Paolo Marsan della Protezione civile nazionale, secondo il quale la fenomenologia segnalata sembra avere cause superficiali e non sarebbe attribuibile a fenomeni tettonici di profondità. Proprio per questo lo stesso Marsan ha invitato ad una ulteriore ricerca sull’altopiano del Cansiglio, per capire se esiste un bacino sotterraneo alle spalle della zona dei boati che possa produrli.
Al termine è stato deciso di effettuare un report di confronto ogni due o tre giorni e una riunione plenaria come quella odierna ogni due settimane, mentre i due Comuni territorialmente interessati identificheranno un sito da adibire a centro al quale inviare tutte le indicazioni.

Boati in Fadalto - agg32

IL MISTERO DEI BOATI NEL FADALTO. NON SINTOMI PREMONITORI DI SISMA. CONTINUARE INDAGINI E TENERE ALLERTATA PROTEZIONE CIVILE
Comunicato stampa Regione Veneto n° 218 del 07/02/2011
(AVN) – Venezia, 7 febbraio 2011

I misteriosi boati con le relative micro vibrazioni percepite sul Fadalto e nella Val Lapisina non appartengono alla categoria dei segnali premonitori di eventi sismici. Sono piuttosto assimilabili a fenomeni analoghi già segnalati in passato nella zona, in altre parti del Veneto e in altre regioni d’Italia, scomparsi naturalmente e ai quali non è stato possibile attribuire una origine univoca. Permane dunque il mistero, che andrà sondato e monitorato anche nelle prossime settimane, senza dimenticare peraltro che l’area interessata è la più sismica del Veneto e che le pendici della Val Lapisina presentano, soprattutto dalla parte del Cansiglio, diffuse manifestazioni carsiche, numerosi sintomi di affaticamento e fessurazione e diverse situazioni di instabilità di masse rocciose, specie attorno all’area della grande frana del Fadalto che verso la fine dell’era glaciale ha fatto cambiare il corso del Piave.
L’esito del consulto tecnico plenario sul fenomeno, promosso oggi dalla Regione nella sede della Protezione Civile di Marghera, si può dunque considerare rassicurante, soprattutto rispetto ad alcuni scenari prospettati nelle settimane passate: gli strumenti hanno registrato eventi superficiali non riconducibili a movimenti di faglie profonde. Tuttavia è stato altrettanto unanime l’invito a mantenere alta la guardia a livello di piani di intervento di protezione civile, mentre i Comuni interessati devono assicurarsi che siano rispettate le norme antisismiche. Le verifiche e le indagini in ogni caso continueranno, sia per cercare di capire l’origine, sia per avere materiale scientifico in caso di eventi analoghi.
All’incontro odierno erano presenti tutte le istituzioni coinvolte: il Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Udine, che ha istallato nella zona un sistema di rilevazione mobile che affianca quello fisso preesistente; l’Unità Operativa di Supporto (UOS) della struttura di Padova dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR; il Servizio valutazione del Rischio Sismico della Protezione Civile Nazionale; i responsabili delle direzioni regionali interessate (Direzione Geologia e Georisorse, Unità di progetto Protezione Civile, Direzione Difesa del Suolo) e delle Prefetture di Belluno e Treviso; tecnici e amministratori delle due province (Belluno con lo stesso presidente Giampaolo Bottacin e Treviso con l’assessore Mirco Lorenzon) e dei Comuni di Vittorio Veneto, con il sindaco Gianantonio Da Re, e di Farra d’Alpago con il sindaco Floriano De Pra.
I geologi regionali e provinciali hanno riferito sugli esiti delle verifiche a terra e dall’alto effettuate sul posto, che confermano il degrado dei versanti ma non la presenza di spostamenti recenti di masse significative. Per contro il posizionamento della rete mobile da parte Centro Ricerche di Udine, che gestisce per conto della Regione la rete sismologica del Veneto, ha fatto registrare tra il 26 gennaio e l’1 febbraio 115 microscosse e vibrazioni nel raggio di due chilometri, sei delle quali sentite da almeno 5 stazioni. Rassicuranti anche il CNR, che ha in ogni caso suggerito di proseguire le ricerche, e il geologo Paolo Marsan della Protezione civile nazionale, secondo il quale la fenomenologia segnalata sembra avere cause superficiali e non sarebbe attribuibile a fenomeni tettonici di profondità. Proprio per questo lo stesso Marsan ha invitato ad una ulteriore ricerca sull’altopiano del Cansiglio, per capire se esiste un bacino sotterraneo alle spalle della zona dei boati che possa produrli.
Al termine è stato deciso di effettuare un report di confronto ogni due o tre giorni e una riunione plenaria come quella odierna ogni due settimane, mentre i due Comuni territorialmente interessati identificheranno un sito da adibire a centro al quale inviare tutte le indicazioni.

Boati in Fadalto - agg31

fonte ansa.it

Boati Fadalto: e' microterremoto, registrate 115 scosse
Superficiali e non avvertibili da uomo, ma provocano 'tuoni'
07 febbraio, 15:02
(ANSA) - VENEZIA, 7 FEB - Un microterremoto superficiale, in zona altamente sismica, con 115 scosse registate dai sismografi in una sola settimana. E' quanto sta accadendo sul Fadalto, tra Vittorio Veneto e Farra d'Alpago (Belluno), dove da qualche tempo si avvertono boati che allarmano la popolazione.
L'indicazione che da' una possibile risposta all'origine dei boati e' emersa in un vertice a Mestre, dove si sono incontrati in una trentina tra geologi, tecnici, amministratori, vigili del fuoco coinvolgendo i centri di Trieste, Udine ed esponenti del Cnr.

fonte comunicato Città di Vittorio Veneto
Boati in Fadalto, giovedì incontro pubblico con i cittadini

Si è protratta per circa tre ore la riunione tecnica nella sede dell’Unità di progetto della Protezione Civile, Segreteria Regionale Lavori Pubblici di Marghera, alla quale hanno partecipato i tecnici e gli enti interessati dalla fenomenologia dei boati in Fadalto e Val Lapisina.
Per il Comune di Vittorio veneto erano presenti il sindaco Gianantonio Da Re, l’assessore alla Sicurezza Mario Rosset, la comandante della Polizia Locale Angela Zoppè e il responsabile della Protezione Civile Carlo Celso.
“Come illustrato in via ipotetica nella prima riunione – comunica il sindaco Da Re al termine dell’incontro – dopo l’elaborazione dei dati registrati dalle stazioni mobili allestite in diversi punti della zona interessata dal fenomeno, i tecnici hanno accertato che si stanno verificando quelli che in gergo vengono chiamati micro terremoti di superficie, movimenti superficiali cioè, localizzati indicativamente ad un chilometro di profondità. Nella sostanza al momento attuale non c’è nulla di cui preoccuparsi. Si tratta di fenomeni che si sono già verificati nel passato e che non hanno provocato anomalie”.
Confermato dunque che i fenomeni hanno al momento una componente vibrazionale e la provenienza del fenomeno, sul lato orientale della Val Lapisina, verso l’altopiano del Cansiglio. In pratica come aveva preannunciato il geologo della Regione ing. Alberto Baglioni, si tratterebbe di “manifestazioni superficiali di rottura di rocce per movimenti tettonici, cioè movimenti causati da spinte o tensioni di origine crostale o sottocrostale che avvengono per piegatura o frattura di strati”.
Il sindaco, come annunciato ora terrà due riunioni di informazione: domani sera alle 19 in sala consiliare un primo incontro con i consiglieri comunali, mentre si sta organizzando l’incontro pubblico con la popolazione: si terrà giovedì 10 febbraio alle 20 nella sala polivalente del Centro Victoria e City di via De Nadai.
“Si continuerà ovviamente a monitorare il territorio interessato, - continua il sindaco - e i dati saranno ancora raccolti e trattati dai tecnici per le prossime settimane: saranno più chiari nell’incontro con la popolazione proprio gli stessi tecnici del Cnr e della Protezione Civile regionale che illustreranno con tutti i particolari la natura dei fenomeni che si stanno verificando nella Val Lapisina. Ripeto d’altronde che al momento per la popolazione non c’è ragione di temere alcunché da quanto sta avvenendo”.

Boati in Fadalto - agg30

fonte oggitreviso.it

BOATI: OGGI IL VERTICE IN REGIONE
I dati analizzati dal CNR permetteranno di dare le prime spiegazioni ai boati


VITTORIO VENETO - Si svolge questa mattina, lunedì, alle 10.30 in Regione il nuovo tavolo tecnico di confronto in tema boati, il fenomeno avvertito dalla popolazione del Fadalto dallo scorso ottobre.

Per il comune di Vittorio Veneto sarà presente il sindaco Gianantonio da Re che, dopo l'incontro di oggi così come anticipato lo scorso mercoledì, programmerà anche la riunione informativa tanto attesa dalla popolazione.

Oggi a Venezia saranno disponibili tutti i dati analizzati dal CNR e quelli registrati dai diversi sismografi posizionati sul territorio del Fadalto, dati che permetteranno di fare luce sulle cause dei misteriosi boati.


fonte asca.it

VENETO: COMELLI, NON CONOSCIAMO ANCORA ORIGINE BOATI FADALTO

(ASCA) - Venezia, 7 feb - Vertice di studiosi di sismologia e geologia, oggi a Mestre, presso la sede regionale della Protezione Civile, per verificare l'origine dei boati che da mesi si sentono nelle valli al confine tra le province di Treviso e Belluno, in particolare in Val Lapisina. ''Non siamo ancora in grado di precisare quali sono le cause'', ammette all'Asca Paolo Comelli, direttore dell'Istituto di Oceonografia di Trieste, che da settimane sta raccogliendo dati dai 7 sismografi posizionati in zona. ''Oggi, pertanto, non arriveremo ad una conclusione. Abbiamo bisogno ancora di studiare. Sono state certificate, in alcuni casi, delle vibrazioni, dei tremori della terra, in superficie, a poche centinaia di metri di profondita'. Non si tratterebbe, dunque, di terremoti tettonici, i piu' pericolosi. Ma oltre a questa ipotesi non siamo in grado di andare''. Comelli non conferma neppure che la causa dei botti sia provocata dalle falde che, ingrossatesi dopo le intense piogge autunnali, in qualche misura si stanno ritirando e provocano spaccature nelle cavita'carsiche dell'area. ''Il sottosuolo risente della presenza abbondante di acqua ma sono necessari ulteriori studi per determinare con precisioni le possibili cause del fenomeno'', puntualizza Comelli. Alla riunione parteciperanno anche esperti del Cnr e tecnici della Regione Veneto, insieme alla Protezione civile e alle autorita' regionali, provinciali e comunali che sulla base delle conclusioni aggiorneranno anche i programmi di messa in sicurezza delle popolazioni.

domenica 6 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg29

fonte virgilio.notizie.it

Fadalto, Diminuiscono i boati ma e' certa origine sismica
"Piccoli terremoti superficiali" ieri due eventi


Sono in fase di diminuzione i boati che si avvertono da un paio di mesi sul Fadalto, l'area pedemontana a cavallo tra la provincia di Treviso e Belluno. Sono stati gli abitanti di Fadalto basso a dare l'allarme, spaventati da questi rumori profondi che li tenevano svegli la notte. La Protezione civile è stata allertata e i sismologi dell'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste hanno installato una serie di apparecchiature, sismografi e rilevatori acustici per registrare e definire il fenomeno. Piani di evacuazione sono stati approntati per venire incontro ad eventuali emergenze. Da qualche giorno, però, i boati si sentono meno. "Si registra una diminuzione di intensità - spiega Pierluigi Bragato sismologo che sta operando proprio nell'area del Fadalto - ieri abbiamo registrato solo due segnalazioni: una alle 6.30 e una alle 13". La natura dell'evento è di natura sismica anche se lieve. "Le stazioni sismometriche - prosegue Bragato - hanno evidenziato vibrazioni associate ai boati, piccoli terremoti di natura superficiale, nulla a che vedere con i terremoti che vanno a una profondità di 5-15 chilometri e producono danni evidenti".

venerdì 4 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg28


Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo non possono essere confermate della notizie di cui viene riportata la fonte.
Le informazioni, deduzioni, riflessioni o considerazioni personali saranno espressamente indicate.
Ringrazio tutti i visitatori.


fonte La Tribuna

Boati nel Fadalto: posizionati altri due sismografi. Da registrazioni conferma “componenti vibrazionali”

Venezia, 4 feb. Verranno collocati altri due sofisticati sismografi nella Valle Lapisina, nell’area del Fadalto, tra la provincia di Treviso e quella di Belluno. Due strumenti, installati dall’Istituto nazionale di Oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste, che dovrebbero aiutare a comprendere la natura dei forti boati che da mesi impauriscono gli abitanti della zona. Ne scrive il quotidiano ‘La Tribuna’ di Treviso.

Intanto, nelle ultime 24 ore si sono avvertiti nella valle ben cinque botti. Alla Protezione Civile, dove non si conferma la presenza di tracce sismiche per il fenomeno, sale il livello di tensione, tant’è che si attende l’ok del sindaco di Vittorio Veneto per la costituzione del Coc, il Centro operativo comunale che avrà il compito, in caso di emergenza, di avviare una task force per i piani di evacuazione.

Ma cosa hanno rilevato finora i sismografi piazzati sotto il Fadalto? Le primissime indicazioni strumentali parlano di “componenti vibrazionali”, conseguenti ai boati sordi che sembrano provenire dalle viscere della terra. Lievi tremori associati ai rumori che vengono percepiti solo da una strumentazione sofisticata e sensibile come quella approntata dall’Istituto sismologico triestino.

La Regione Veneto, nei giorni scorsi, ha effettuato un sopralluogo in elicottero sorvolando l’area interessata dai boati. I geologi hanno riscontrato una situazione di instabilità di masse rocciose e evidenti manifestazioni del fenomeno carsico.

Lunedì prossimo una riunione nella sede della Protezione Civile di Venezia dovrebbe fare chiarezza sul fenomeno e fornire i risultati delle registrazioni.

giovedì 3 febbraio 2011

Boati in Fadalto - agg27


Visto l'altissimo numero di contatti che sta registrando il blog è opportuno da parte mia sottolineare che le notizie che trovate riportate sono tratte da testate giornalistiche internet. Per questo motivo non possono essere confermate della notizie di cui viene riportata la fonte.
Le informazioni, deduzioni, riflessioni o considerazioni personali saranno espressamente indicate.
Ringrazio tutti i visitatori.

fonte asca.it

VENETO: SISMOLOGI,BOATI IN FADALTO DIPENDONO DA FRATTURAZIONI SOTTOSUOLO

(ASCA) - Treviso, 3 feb - ''Anche se non ne abbiamo la certezza assoluta, si ipotizza possa trattarsi di masse rocciose poco profonde (qualche centinaio di metri) che si trovano in uno stato di tensione e che, fratturandosi e liberando energia, producono i rumori che la popolazione sente''. Lo afferma, a riguardo dell'origine dei boati che si avvertono in Val Lapisina, al confine tra le Province di Treviso e Belluno, Paolo Comelli, direttore del Centro di ricerche sismologiche di Ogs, l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste. I sismografi, collocati nell'area interessata dallo stesso Crs, nel tentativo di capire se gli anomali fenomeni acustici che si odono da qualche tempo abbiano un'origine sotterranea riconducibile a terremoti.

''Da quando abbiamo installato i sismografi e avviato le registrazioni - puntualizza Pierluigi Bragato, sismologo che sta operando in zona Fadalto - gli eventi acustici sono diminuiti per numero e intensita'. Abbiamo evidenziato una corrispondenza fra i boati avvertiti dalla popolazione locale e i segnali sismici registrati''.

Si tratta di segnali che si differenziano, per forma e frequenze, da quelli usuali dei terremoti tettonici locali registrati dalla rete sismometrica regionale.

I lavori si sono svolti con regolarita', anche se i sismologi hanno dovuto misurarsi con alcune difficolta' tecniche relative all'interpretazione dei dati. ''I modelli di territorio su cui lavoriamo - ha spiegato Bragato - sono modelli ampi, realizzati su scala regionale, i quali possono essere privi di alcuni dettagli. Servirebbero modelli piu' dettagliati della geometria locale''. Inoltre, e' stato necessario mettere in atto alcuni accorgimenti per scorporare il rumore del terreno da rumori di natura antropica (come per esempio il passaggio di treni o altro).

''Nei prossimi giorni proseguiremo con le acquisizioni'' conferma Comelli ''adeguando le operazioni alla natura del territorio''. Per domani e' prevista l'installazione di due stazioni aggiuntive.


fonte www.italia-news.it

Boati a Fadalto: il mistero s'infittisce, necessarie ulteriori indagini

Sembra davvero un giallo quello che coinvolge gli abitanti di Passo Fadalto e Val Lapisina, tra le province di Treviso e Belluno, che da tempo odono strani boati sotterranei. L'origine del fenomeno resta ancora da chiarire, nonostante del caso si stiano occupando squadre di geologi e studiosi e la Regione Veneto che ha predisposto dei sopralluoghi tecnici in zona. "Come Regione - afferma l'assessore all'Ambiente Maurizio Conte - stiamo costantemente monitorando l'evento e vogliamo approfondirlo, consapevoli che l'area dell'Alpago è tra le più sismiche del Veneto".
"Per quanto riguarda il sistema della protezione civile - aggiunge l'assessore Daniele Stival - i Comuni coinvolti hanno già da tempo messo a punto piani per eventuali interventi". Dai primi rilievi si riscontrano diverse situazioni di instabilità di masse rocciose così come manifestazioni carsiche. Sembrano confermate componenti vibrazionali, ossia leggeri tremori associati ai boati. Non resta che attendere lo sviluppo delle indagini.

fonte corrierealpi.geolocal.it


I geologi della Regione hanno affiancato i sismologi di Trieste e Udine

di Ezio Franceschini
FARRA D'ALPAGO. Anche la Regione Veneto scende in campo per monitorare il fenomeno dei boati. Intorno alle 10 di ieri mattina un elicottero con a bordo i geologi e i tecnici della Regione e i sismologi dell'Ogs di Trieste e Udine ha compiuto un'ispezione sui due versanti del passo Fadalto. Un giro d'ispezione tra il Visentin e Crode Lise che è durato circa una mezz'ora.
Dai rilevamenti visivi e fotografici svolti non sono però emerse evidenze, nelle zone storicamente soggette a frane e distacchi, collegabili con i fenomeni di boati e scosse che interessano da qualche tempo la zona e che insieme alla curiosità stanno creando ai residenti del passo Fadalto e della Val Lapisina più di qualche preoccupazione.
Al campo sportivo di Farra d'Alpago in riva al lago, ad accogliere la pattuglia di ricognizione al suo ritorno c'erano il sindaco Floriano De Pra e il resposabile regionale della Protezione civile, Roberto Tonellato.
Alberto Baglioni ed Enrico Schiavon del servizio geologico regionale, hanno manifestato comunque l'opportunità di eseguire nei prossimio giorni degli ulteriori monitoraggi strumentali con l'uso di radar e Gps.
Il sismologo dell'Ogs, Paolo Comelli, del centro sismologico di Udine, ha sottolineato che l'attività sismica nella zona interessata dai boati non risulta comunque essere maggiore degli standard storici, ma che dalle testimonianze raccolte i boati seguono a una vibrazione del terreno e sono maggiormente avvertiti nelle abitazioni piuttosto che all'esterno.
Nemmeno il possibile legame dei fenomeni con la carsicità del terreno, trova un completo riscontro nelle prudenti ipotesi formulate dagli esperti della Regione al rientro dal volo.
Troppo tempo infatti sarebbe passato dalle piogge abbondanti cadute a novembre e a Natale, e che in altre zone carsiche del Veneto hanno provocato fenomeni analoghi infiltrandosi nelle cavità del sottosuolo e provocando i boati.
Non si escludono comunque movimenti tettonici o microsismi, ma nessuno vuole sentire parlare di sciame sismico, un evento che non è giustificato dai dati sismologici finora raccolti, come hanno dichiarato gli esperti.
Tutti si sono dichiarati concordi che sono necessari comunque altri monitoraggi e soprattutto una comparazione dei dati finora raccolti prima di formulare qulcosa di diverso dalle ipotesi.
Nella riunione di ieri sera a Vittorio Veneto, l'incontro in Comune ha riguardato in primo luogo i piani di Protezione civile che la Provincia di Belluno e quella d Treviso sono pronte a mettere in campo in caso di necessità. «Solo una precauzione e un atto dovuto», ha affermato il presidente Gianpaolo Bottacin.
Da un po' di tempo si sta muovendo anche l'Amministrazione di Farra d'Alpago. Il sindaco Floriano De Pra l'assessore Fulvio Basso e il consigliere comunale della Protezione civile, Primo Mognol, incontreranno domani sera al bar Sella (alle 20.30) i residenti di Sella Fadalto e Santa Croce per informarli sugli sviluppi della situazione e sul piano di Protezione civile locale.
«Domani mattina alle 8» (oggi, ndr), ha spiegato De Pra, che ritiene inopportuno qualsiasi allarmismo e ringrazia la Regione per il suo intervento, «effettueremo un'altra ispezione sulla cresta delle Crode Lise con il Corpo forestale dello Stato, i Servizi forestali regionali e il geologo della Provincia Luca Salti, per controllare l'esistenza di eventuali distacchi di roccia».
Nei prossimi giorni saranno disponibili anche i dati forniti dalle strumentazioni di rilevazione di suoni e vibrazioni del terreno poste a Pianture e a Caloneghe di Vittorio Veneto alcuni giorni fa.
Sembra comunque che lo strano suono, quel famigerato e imprendibile boato che fa discutere non poco, sia stato effettivamente registrato dal geofono installato in quella zona dell'Alpago a ridosso di Crode Lise.