martedì 3 maggio 2011

Terremoto e Boati in Fadalto - agg59

Alpago, gli studiosi: «Boati, rumori dell'acqua»

E' l'ipotesi più accreditata tra gli esperti di Trieste. Nell’incontro di Farra si è fatto il punto sulle microscosse, 400 in tre mesi


FARRA D'ALPAGO.
Di 400 microscosse registrate strumentalmente, dal 26 gennaio al 30 aprile, sono state meno di 20 quelle percepite dall'uomo. E'questo uno dei dati emersi dall'incontro di sabato sera con gli esperti dell'Ogs di Trieste, organizzato dal Gruppo Dolomiti Scienza (Gds) in collaborazione con il Comune di Farra e la Cm dell'Alpago nella palestra comunale del paese. Si è parlato anche dell'ultimo forte boato, avvertito dalla popolazione del Fadalto tra giovedì e venerdì scorsi dopo un certo periodo di "silenzio" e di eventi registrati solo strumentalmente. Per gli esperti non c'è però alcuna relazione, almeno storicamente, tra boati e possibili terremoti.
Hanno uno scarso e non provato fondamento scientifico anche i cosiddetti precursori del terremoto, come l'aumentata concentrazione di gas radon, la presenza di vapore acqueo o un particolare comportamento da parte degli animali.
Il fenomeno dei boati in Val Lapisinia e sul Fadalto è stato analizzato e presentato al pubblico, insieme a un excursus storico e scientifico sui terremoti accaduti anche nel Bellunese, la loro natura e i loro effetti, da Laura Peruzza, Pierluigi Bragato e Alessandro Vuan, tutti dell'Istituto nazionale sperimentale di Geofisica e Oceanografia di Trieste, che da alcuni mesi sta effettuando per conto della Regione i monitoraggi e analizzando i dati raccolti dalla strumentazione.
Oltre a quelli registrati centralmente dai sismografi del Centro di Trieste, che evidenziano distintamente solo le scosse dovute a movimenti tettonici (veri e propri terremoti) e non tanto le microscosse localizzate sul Fadalto, continuano a essere studiati anche quelli registrati dalle 7 stazioni mobili locali installate nella zona della sella del Fadalto, quella dove si concentrano i boati e la loro sorgente.
Dal 4 marzo è in funzione anche un sistema automatico di segnalazione via sms sulla base delle registrazioni sismologiche in tempo reale. «Questo per vedere se c'è corrispondenza tra i fenomeni acustici e fenomeni sismici di profondità», ha spiegato Bragato, «ora verificheremo se i piccoli eventi sono scomparsi o vengono nascosti da altri rumori vicino alla stazione».
Eventi che sembrano concentrarsi più verso le ore serali, ma senza una vera e propria costante in questo senso. A gennaio e febbraio per esempio ne sono stati registrati a ore diverse, con una media da 0 a 3 al giorno. La magnitudo normalmente è inferiore a 1 (i sismi fino a 2.8 della scala Richter non sono generalemnte avvertiti) e il segnale proviene da sorgenti diverse, escludendo così l'ipotesi che sia una attività umana a produrre i boati e soprattutto che tali microscosse siano originate da movimenti tettonici, cioè di profondità, che alludono ai terremoti.
Alessandro Vuan, che all'Ogs si occupa di modelli di studio per i terremoti, ha spiegato l'attività di martellatura geologica svolta il mese scorso dall'Ogs sul Fadalto, spiegando che le energizzazioni fatte con pesanti martelli che cadono dall'alto sul terreno, mostrano una polarizzazione simile tra boato e martello.
Anche in base a questa similitudine le ipotesi più probabili sulla causa dei boati, per gli esperti intervenuti, sono da ricercare nei "colpi d'ariete" provocati da movimenti di acque nel sottosuolo, oppure a una microsismicità dovuta alle rocce sotterranee che si asciugano dopo un periodo di abbondanti piogge provocando una variazione di pressione, un fenomeno noto come pressione di poro dei fluidi.
A illustrare i motivi dell'incontro e l'attività di divulgazione scientifica del Gds (presente anche con un sito internet) è stato il suo presidente Fabiano Nart. Alla serata sono inoltre intervenuti anche il presidente della Provincia, Gianpaolo Bottacin, il sindaco di Farra, Floriano De Pra e il presidente della Cm Alpago, Alberto Peterle.