domenica 28 giugno 2015

Gli animali possono prevedere l'arrivo di un terremoto?

Durante una recente vacanza ho avuto modo di leggere alcune riviste scientifiche imbattendomi in un breve testo riguardante il comportamento anomalo degli animali prima di un terremoto.
Avendo letto nel tempo, parecchi articoli, studi e testi sui precursori sismici, non è stata certo una novità quella dello studio dei comportamenti animali in relazione ai sismi.
È doveroso da parte mia premettere e precisare che non ho alcuna competenza zoologica specifica, ma proverò a ripercorrere di seguito e presentare alcuni testi, per arrivare all’articolo citato in premessa, incontrati durante lo studio dei precursori sismici dedicati proprio alle anomalie del comportamento animale prima di un evento sismico.



Nel 1989 durante il convegno scientifico “Sono prevedibili i terremoti e le eruzioni vulcaniche?” [1] Giorgio Matteuccig, professore di Zoologia all’Università di Napoli, dichiarava di occuparsi fin dal 1974 della ricerca sul comportamento animale prima delle catastrofi naturali, esponendo numerosi possibili precursori individuati nel mondo animale con riferimenti ad alcune specie particolari. Risultati ottenuti grazie a studi diretti e collaborazioni e confronti internazionali mediante monitoraggi sugli animali parallelamente a monitoraggi del sistema ambientale e al confronto con studi e monitoraggi di altri elementi e parametri fisico chimici ritenuti possibili precursori sismici (radon, emissioni radio elettriche, ecc.).

Atti del convegno scientifico
Sono prevedibili i terremoti e le eruzioni vulcaniche?

Altro interessante documento è un sintesi analitica dello studio di Motoji Ikeya a cura di Massimo Silvestri del CIPH [2]. Come riporta Massimo Silvestri nell’abstract dell’articolo “Contrariamente a quanto si potrebbe desumere dal titolo, Ikeya non analizza solamente il legame che intercorre fra inquietudine animale e terremoti, ma tenta di esplorare e di comprendere tutti quei fenomeni geofisici e mutamenti ambientali che si suppone legati all’arrivo di un sisma. “Earthquakes and animals” fornisce una visione sullo stato attuale di conoscenza nei confronti dei precursori sismici”.
Ecco perché tale testo può essere utile per orientarsi in questo particolare ambito ma anche nel più vasto tema dei precursori sismici.

Di seguito riporto invece una tabella che riepiloga il comportamento anomalo di varie specie animali prima di un terremoto, mettendo in correlazione tempo e distanza dall’evento sismico. La tabella è contenuta in un più ampio studio del professor R. Santacroce dell’Università di Pisa [3].

R. Santacroce – Pericolosità dei fenomeni geologici – Università di Pisa (2009)

Riporto infine il breve articolo citato in premessa, curato da Luis Villazon, laureato in informatica e zoologia ad Oxford che prova a dare una risposta alla fatidica domanda “Gli animali possono prevedere l’arrivo di un terremoto?” [4].
Quando un terremoto colpisce, vibrazioni diverse viaggiano nel suolo a velocità diverse. Le onde primarie (onde P) viaggiano a una velocità circa doppia rispetto alle onde secondarie (onde S), che costituiscono la maggior parte della scossa reale. Le onde P sono di solito troppo deboli per essere avvertite dall’uomo, e solo i sismografi le rilevano. Alcuni animali però potrebbero essere in grado a rilevare le onde P prima che arrivino le onde S. Questo darebbe loro meno di due minuti di preavviso per un terremoto abbastanza vicino da colpirli. Le storie di serpenti che abbandonano le tane, cani che guaiscono più del solito o uccelli che volano in formazioni strane, giorni o settimane prima che un terremoto si scateni sono molto controverse. Potrebbero però esserci piccole variazioni precedenti un terremoto che gli animali sono in grado di avvertire. Uno studio del 2011 alla Open University ha scoperto che le forze che si generano lungo le linee di faglia mettono in moto gruppi di cariche positive attraverso le rocce verso la superficie, in grado di innescare variazioni chimiche nelle acque di falda. Questa è forse la ragione per cui i rospi hanno improvvisamente abbandonato lo stagno dove si nutrivano pochi giorni prima del terremoto dell’Aquila, nel 2009. La pozza era a 74 chilometri dall’epicentro del terremoto. La carica positiva può anche influenzare i campi elettromagnetici che pipistrelli e uccelli usano per la navigazione, ma di questo non abbiamo ancora nessuna prova diretta.

Concludendo, così come abbiamo appena letto dalle parole di Luis Villazon, anche in questo particolare ambito dei precursori sismici non si è arrivati a sufficienti evidenze scientifiche utili alla previsione sismica.



Bibliografia
[1] Atti del convegno scientifico “Sono prevedibili i terremoti e le eruzioni vulcaniche?” Taormina, 13 e 14 aprile 1989 – Dipartimento della Protezione Civile - pubblicazione n. 17 (1990)
[2] Motoji Ikeya. Earthquakes and animals: sintesi analitica di Massimo Silvestri (2006)– link all’articolo sul sito del CIPH - http://www.itacomm.net/ph/2008_Silvestri.pdf
[3] R. Santacroce – Pericolosità dei fenomeni geologici – Università di Pisa (2009)
[4] Luis Villazon, Gli animali possono prevedere l’arrivo di un terremoto? - BBC Scienze n. 30 - luglio 2015 – pag. 83