giovedì 7 febbraio 2013

studio di possibili precursori sismici

Riprendo la questione dello studio di possibili precursori sismici, principalmente legati alla mia zona. Avevo già aperto un primo post specifico sulla zona del Montello per la sua vicinanza alla mia residenza e perchè essendo una faglia attiva così come catalogata dall'INGV ben si presta a sperimentazioni e monitoraggi.

Grazie alle collaborazioni iniziate in questi ultimi mesi, sono riuscito a bypassare alcuni limiti legati alla costruzione di apparecchiature elettroniche.
Sono riuscito infatti ad entrare in possesso di un ricevitore VLF BBB4 come già avete avuto modo di leggere nei precedenti post.
Questo ha permesso di iniziare dei monitoraggi, ancora non continuativi, in questa banda particolarmente adatta a ricevere segnali di origine naturale, motivo per cui molti si concentrano in questa banda per il monitoraggio e lo studio di possibili precursori sismici elettromagnetici. Il motivo della non continuità è dovuto alla location poco ideale per la banda radio molto sensibile e critica, pertanto le ricezioni avvengono principalmente durante alcune uscite in campagna o per periodi temporanei.
Vi sono però altri appassionati con cui sono in contatto che effettuano dei monitoraggi continui in VLF.

Oltre alla banda VLF ho deciso di effettuare un monitoraggio più o meno continuativo nella banda radio dei 43Mhz.
Perchè i 43Mhz?
Innanzitutto è importante ricordare che in letteratura (vedi ad esempio Mognaschi e Nardi) vengono riportate  sperimentazioni e prove di laboratorio che dimostrano come rocce sottoposte a pressione e frantumazione hanno fatto rilevare emissioni in varie differenti bande radio (VLF, HF, VHF, UHF).
Perchè non esiste ancora un metodo certo che possa confermare o escludere la presenza di precursori sismici o che possa identificare le VLF come unica banda in cui concentrarsi per lo studio di possibili precursori.
Perchè è una frequenza dedicata essenzialmente a servizi professionali pertanto più libera da interferenze e disturbi, in quanto meno "satura" di conversazioni e segnali. Inoltre essendo una banda che non ha ottenuto il successo probabilmente atteso quando è stata pensata offre due ulteriori vantaggi: la quasi totale assenza di comunicazioni (almeno nella mia zona in tanti anni ho ricevuto una sola serie di comunicazioni destinate ai servizi di Protezione Civile locale che ora utilizzano tecnologia PMR) e la facilità di reperire apparati professionali a prezzi piuttosto contenuti.

Risultati fin'ora ottenuti
Tra i vari dati registrati nell'ultimo periodo di particolare interesse sono le anomalie in banda VLF ricevute dall'amico Jerry del 45GRU, grazie ad una particolare combinazione ricevitore-antenna, e mai rilevate in anni di monitoraggio continuo. Le anomalie si presentano come linee verticali sullo spettrogramma, di durata differente e che coprono l'intera larghezza di banda monitorata.

L'antenna a loop usata da Jerry per il monitoraggio VLF.
L'antenna è posizionata parallelamente al terreno.
Anche il monitoraggio a 43 Mhz sta facendo rilevare anomalie o meglio saturazioni del segnale per certi aspetti simili alle statiche facilmente ascoltabili anche con una semplice radiolina AM, esperienza già trattata anche in questo blog.

Prossimi passi
Stiamo confrontando le anomalie riscontrate in banda VLF con quelle a 43 Mhz per capire se ci sono analogie tra le due tipologie di anomalie per tipo e per orario.
Stiamo cercando di attingere ad altre fonti e ad altri sperimentatori per poter confrontare le anomalie riscontrate ed escludere che siano dovute ad azioni antropiche o anomalie radio propagative o altri fenomeni naturali conosciuti (attività solare, attività temporalesca e metereologica, ecc..).

Pura sperimentazione
Nel puro spirito sperimentale ed amatoriale che ci accompagna da sempre, stiamo provando ad incrociare i dati con alcuni dati sismici di eventi rilevanti con varie modalità di confronto, senza avere la certezza che tali anomalie e segnali radio possano essere legati ad attività sismica.
I limiti di questa parte sperimentale sono legati essenzialmente al fatto che non essendo noto un precursore sismico, ed essendo solo in fase di studio e sperimentazione essenzialmente non si sa cosa ricercare. 
Ammettendo per un attimo che una qualsiasi anomalia radio sia legata ad un evento sismico bisognerebbe comprendere a quale: il primo in ordine cronologico o quello più vicino o ancora vi è un tempo che precede il sisma durante il quale avvengono altri eventi sismici?
In definitiva la difficoltà maggiore è proprio quella di interfacciare anomalie e database sismici in modo da creare, qualora dovesse esistere, un correlazione anomalia radio e sisma.
Sempre a livello sperimentare sarà necessario incrociare i dati cercando dei tempi di risposta tra anomalia e sisma che siano più o meno sempre uguali. 
Ma forse questo è lo studio, la sperimentazione, il gioco che in tanti stanno facendo cioè quello di cercare esattamente la correlazione di un'anomalia e dell'evento sismico, cosa per niente di facile soluzione.

Passi futuri
Personalmente mi prefiggo di continuare i monitoraggi continui nei 43 Mhz e in banda VLF e di attivare anche altri sistemi di monitoraggio specie nella zona del Montello, dove mi sto muovendo per trovare una location che possa ospitare le attrezzature.