giovedì 22 aprile 2010

Islanda - Il vulcano Eyjafjallajökull

Il 20 marzo 2010 è iniziata una nuova fase eruttiva del vulcano islandese Eyjafjallajökull, non attivo dal 1823. Nei primi giorni l’eruzione è stata localizzata in una zona libera dal ghiaccio, dal 14 aprile il magma si è invece “intruso” all’interno del cratere centrale, entrando a contatto con il ghiacciaio che lo ricopre.
La frammentazione del magma provocata da questo contatto ha quindi originato una nube di ceneri che si è propagata nel nord e nel centro dell’Europa. Il 16 aprile la nube ha iniziato a interessare anche l’Italia. Per studiare da vicino il fenomeno, nel Comitato operativo convocato dal Dipartimento della Protezione Civile il 18 aprile scorso, è stato riunito un gruppo tecnico-scientifico di analisi.

Paese: Sud-Islanda
Tipo di vulcano: Strato-vulcano
Ultima eruzione: 1821-1823
Altitudine: 1666 m 5,466 piedi
Latitudine: 63.63°N 63°38'0"N
Longitudine: 19.62°W 19°37'0"W

Eyjafjöll, anche conosciuto come Eyjafjallajökull, è localizzato immediatamente a Ovest del vulcano Katla, nel Sud dell’Islanda. Ubicato su un allineamento tettonico Est-Ovest, è uno strato-vulcano coperto dai ghiacci con una caldera sommitale ampia 2,5 km. Colate di lava si sono sviluppate sia sul fianco orientale che su quello occidentale del vulcano, tuttavia le più estese interessano il versante occidentale. Sebbene il vulcano abbia eruttato durante il periodo storico, è il meno attivo degli altri vulcani presenti nell’area orientale dell’Islanda. Negli ultimi 1100 anni sono accadute tre eruzioni del vulcano, la più recente delle quali è iniziata a dicembre del 1821 e si è protratta per più di un anno fino al Gennaio 1823.
Sono oramai passati alla cronaca i disagi causati ai trasporti aerei nelle ultime due settimane.
Ecco di seguito la spiegazione tecnica dei posibili danni che le ceneri possono provocare agli aeroplani.
Un aeroplano che dovesse attraversare una zona interessata dalla presenza di ceneri vulcaniche anche in quantità molto ridotte, sarebbe soggetto ad abrasione della propria superficie e in particolare della cabina di pilotaggio, con conseguente possibile opacizzazione dei vetri fino ad azzerare la visibilità da parte del pilota. Inoltre le ceneri fondono a una temperatura inferiore alla normale temperatura di esercizio dei motori a getto pertanto, a contatto con le turbine, possono fondersi e saldarsi sulle loro superfici, causando l’occlusione dei fori di aereazione e ostacolando il regolare funzionamento dei motori, nei casi più gravi fino a determinarne l’arresto. Le ceneri e i gas vulcanici possono inoltre interferire con l’elettronica di bordo causando malfunzionamento degli strumenti di navigazione e producendo forte odore di zolfo all’interno del velivolo.
Fonte Dipartimento Nazionale Protezione Civile